A Palazzo Zabarella (Padova) Joan Mirò. “Materialità e Metamorfosi”.

La mostra promossa ed organizzata dalla Fundação de Serralves Museu de Arte Contemporânea, dalla Fondazione Bano e dal Comune di Padova è visitabile fino al 22 Luglio 2018.

Avviata dal 10 Marzo la mostra dedicata a Joan Miró “Materialità e metamorfosi” presso il Palazzo Zabarella di Padova.

La mostra promossa ed organizzata dalla Fundação de Serralves Museu de Arte Contemporânea, dalla Fondazione Bano e dal Comune di Padova è visitabile fino al 22 Luglio 2018.

L’exibition raccoglie una selezione di 85 opere tra quadri, disegni, sculture, collages e arazzi e nel percorso espositivo sono ripercorsi 60 anni di attività artistica del maestro catalano, con la presenza di magnifiche opere di proprietà dello Stato portoghese, alcune delle quali inedite e molte differenti dalla cifra stilistica e dal linguaggio pittorico rispetto a quello cui siamo avvezzi ad osservare normalmente di Joan Miró.

E’ anche la prima volta che la “Collezione Miró” – custodita nella città di Porto – dal Portogallo giunge a Padova per essere presentata ai visitatori di Palazzo Zabarella.

Molti e diversi anche i materiali usati dal Maestro che, con grande naturalezza, li ha impiegati come supporti, esplorandone l’applicazione nella pratica artistica, consentendo così un’espansione significativa dei confini delle tecniche artistiche dell’arte moderna.

Troviamo dunque opere rappresentate da Mirò, considerato tra i maggiori esponenti del surrealismo, su carta giapponese, vassoi di cartoncino per dolci, catrame, sabbia, masonite, pagine di giornali, sacchi di farina, feltro, corde.

Nell’arte visiva di Miró gli oggetti vengono così innalzati rispetto al loro status per farli divenire “segni visivi” e, ad esempio negli arazzi, le bobine di filo sono anche usate come per surrogare gli schizzi di colore; il filo di ferro adoperato per “disegnare” una linea nei primi collages.

E’ chiaro dunque che il rapporto tra materia e tecnica utilizzati da Mirò anche per le opere più spartane, ha influito sugli aspetti della sua produzione applicato nel duplice ruolo, da lui stesso ricoperto, di artefice e trasgressore della forma del modernismo artistico dell’arte interpretata nel ventesimo secolo.

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