Accademia Maiani, le creazioni degli studenti.

La Moda per l’Accademia Maiani è intesa come espressione artistica contemporanea che attinge ad elementi ed ispirazioni da culture lontane per raccontare, attraverso forme e colori, una creatività ricca di reminiscenze passate e proiezioni future.

Alcuni abiti asimmetrici prediligono i tessuti naturali come il lino, la iuta, la canapa e la lana su cui giocare con grafismi ottenuti con colatura di cera, altri, in questo virtuale giro intorno al mondo, si ispirano con le loro linee geometriche al Battistero di Firenze, ornando le spalle con costruzioni architettoniche ottagonali rigide di fili metallici.

Sfilano il Colosseo Quadrato in finta pelle bianca intarsiata, il Ponte di Rialto con le sue gondole in pizzo e la gradinata di Trinità dei Monti su una crinolina in tulle trasparente realizzato con ricamo alta moda.

Il nero e l’oro screziato richiamano la ricercatezza dell’art nouveau tra ampi pantaloni in organza ed ecopelle, velluti dipinti a mano e cappe.

Le minituniche in pelle argentata ed intagliata dai disegni peruviani, come i cappottini neri e azzurro polvere, hanno linee svasate.

Gli abiti si ispirano alla musica. La gonna lunga è una composizione di cinquanta spartiti e chiavi di violino in tessuto inamidato e pieghettato; si indossa sotto una giacca bianca in velluto di cotone arricchita da baschine con applicazioni di tasti neri di pianoforte con corpetto di organza trasparente di note musicali.

I pantaloni in tessuto finta pelliccia con la vita alta e la zampa di elefante, hanno bande laterali formate da intrecci di piattine e paillettes e lunghe frange finali; si indossano con corpetti lavorati da elementi in pelle e sotto piccole cappe di lana.

L’abito monospalla in lino con spacco asimmetrico sul davanti è dipinto da stencil e ricami di punto pelliccia, è una moda alla ricerca continua e alla scoperta di elementi e culture di tutto il mondo.

Il soprabito color carne in organza di seta ricorda gli igloo con le sue applicazioni in finta pelle oro e grigio, e lascia le trasparenze solo sui fianchi da cui si intravedono vezzose coulotte.

I jeans da indossare con fastosi turbanti, sono lussuosi per gli inserti di tessuto Chanel rivisitato da nastri colorati, il tailleur veste un tubino con un pannello pieghettato profilato di elementi come semi e perline.

I decori sono ricercati e inusuali, da lamine metalliche su lunghi abiti di chiffon a poesie scritte su tele; una gorgera realizzata in rete metallica con piccoli pon pon che bordano anche orli di crinoline e abiti in georgette. In plastica gli impermeabili trasparenti con inserti di pittura su gonna in tela di quadro come le piccole cappe. I bermuda con ricamo d’alta moda hanno pieghe intrecciate e si indossano con il frac. Il tubino chic è lavorato ad effetto roccia, e organze plissettate dipinte a mano, con gilet in ecopelle, il cappottino in cachemire rosa polvere, ha sulla schiena decorazioni a rilievo fatte da tante piccole piattine e spighette multicolori.

L’abito scultura è ottenuto da panneggi induriti con acqua e colla, quelli ricamati da perline bianche e nere rimandano alle tribù indiane d’America. Quello formato da pannelli con richiami pittorici con stampe, tessere di mosaico e spennellate di cemento. 

Quelli palazzo sono in pizzo e mikado sovrastato da un corpetto con maniche importanti e ricamo di una colomba realizzata con cordoncino che esprimere la speranza. Al collo è avvolta una collana in  fili di ferro.

È un continuo sperimentare tecniche di lavorazione, materiali, decorazioni, stili opposti e sovrapposti per esprimere nuove forme attraverso la moda intesa come linguaggio universale di espressione artistica.

Foto Massimo Danza

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