Adriana Soares: una ‘italiana’ venuta dal Brasile!

La famosa ex modella ed indossatrice che ha sfilato per i maggiori nomi del prêt-à-porter e dell'alta moda italiana, da Gianfranco Ferrè a Krizia, da anni dedita alla pittura, ha inaugurato a Roma presso il palazzo di Banca Generali una sua personale davvero efficace "Percorsi".

Bella storia quella di Adriana Soares. Brasiliana di nascita, inizia a frequentare, a soli 13 anni, una delle scuole di portamento più prestigiose del Brasile, quella di Maria Augusta Nielesen, che ha formato tante giovani diventate poi famose come Florinda Bolkan o figlie ‘presidenziali’. Adriana certo, un’aura ‘regale’ la possiede, quasi un elemento innato che la distingue…quando entra in una sala sembra un’elegante pantera che domina l’intera scena. Bella, affascinante, altissima, intelligente, dallo spirito arguto, inizia una carriera in continua ascesa nel mondo delle passerelle: Cavalli, Ferrè, Krizia…solo per citarne alcuni. Poi, qualcosa la spinge a rinnovarsi, a mutarsi, perchè la vita è una continua metamorfosi e si cresce soltanto sperimentando, provando, ‘approdando’ su nuovi lidi. Vuoi anche la nascita di due bambini, conducono Adriana nel mondo della fotografia, prima, ed in quello della pittura, poi. Le passerelle l’hanno rimpianta parecchio, ma il mondo dell’arte si è sicuramente arricchito di un talento in più. Adriana Soares ha inaugurato Giovedì scorso, 2 Marzo, una mostra, “Percorsi”, con alcuni suoi notevoli dipinti, nel palazzo di Banca Generali…che proseguirà fino al 30 Maggio. In effetti, osservando i lavori della Soares proprio di ‘percorsi’ si tratta: di vita, di quotidianità, di gioia, di malinconia, di allegria, di introspezione. L’elemento che spicca è il volto di Adriana a fare sempre da sfondo nelle sue opere, perchè in esse si racchiudono i sogni, i viaggi, il tempo che fugge dell’artista stessa. L’infanzia è anche un altro tema ricorrente. Pensandola a soli 13 anni a seguire una scuola di portamento, certo Adriana dev’essere per forza cresciuta in fretta, pur tuttavia mantenendo uno spirito ‘candido’ in un certo qual modo, un’innocenza e la curiosità di scoprire sempre cose nuove. Mi entusiasma l’uso che Adriana fa dei colori…tutta la gamma cromatica esistente ad esprimere la passione e la vigoria di questi lavori che sprigionano tutta la personalità dirompente dell’artista….L’idea di fondere il suo volto agli elementi costituenti i quadri…ne fanno un immenso punto di forza! Così, osservando i dipinti esposti, mi sono catapultata ora nella gioia, ora nell’introspezione, ora nella malinconia, a mio parere, espressa particolarmente bene nel quadro “Inquietudine” davanti al quale mi sono soffermata come attratta da una calamita. ‘Last but not least’, l’unico quadro che anzichè raffigurare il volto di Adriana, ritrae quello del maestro ed amico Andrea Morricone…che trovo di una ‘musicalità scintillante’ in un’armonia di contrasti. Potrei scrivere ancora molto su questa geniale artista ma preferisco sia lei a farlo…

Tu hai iniziato con la moda…il tuo primo amore…

“Io sono nata respirando il mondo della moda. Ho una zia, la prima top model esotica degli anni ’70, brasiliana, un personaggio noto, quasi un’icona. Quindi sono cresciuta in questo mondo. A 13 anni, ho frequentato la scuola di portamento in Brasile, una scuola molto importante che preparava i figli di Presidenti e della buona società… anche Florinda Bolkan proveniva da lì, Maria Augusta Nielsen Studios era il suo nome. Poi sono venuta in Italia, ho finito le scuole, ed ho iniziato come modella ed indossatrice girando il mondo e lavorando per i più grandi stilisti…un momento bellissimo. Poi, però, a 29 anni ho deciso di concludere quel percorso, perchè avevo due bambini piccoli ed avevo capito che era complicato andare in giro per il mondo con loro. Così ho intrapreso un percorso diverso.”

Ti sei immersa nel mondo della fotografia…”

“Sì, infatti. Ho iniziato a studiare fotografia ed a lavorare come fotografa.”

Che tipi di soggetti fotografavi?

“Moda, foto creative…non ho vedute standard.”

E poi…?

“La fotografia non mi soddisfava del tutto, così, quasi per gioco, ho iniziato a dipingere. Utilizzando una tecnica che si usava già nei primi del ‘900, quella di disegnare su un volto già impresso sulla tela. Pittura ad olio, piuttosto che l’acrilico. Un’espressione personale, di vita, quella di raccontarmi.”

Parlaci un po’ di questa esposizione ‘Percorsi’?

“Racconto un po’ le mie esperienze, le mie paure, una cosa piuttosto inconscia…racconto me stessa, quindi è giusto che vi sia il mio volto inserito nei vari contesti… Mi piace tantissimo la Storia dell’arte per cui nelle mie opere si percepiscono alcune ‘contaminazioni’. Inconsce però, non copiate…Riesco a dare un linguaggio ed una voce giusta a quello che ho dentro. Qualcosa di immaginifico e surreale.”

La scelta, su uno dei tuoi dipinti, di Andrea Morricone, da cosa nasce?

“Andrea è un mio caro amico. La sua musica è arte. Abbiamo un legame molto forte per quanto concerne l’arte…Nell’ascoltare una volta un suo brano inedito, diverso dal tema d’amore di “Nuovo Cinema Paradiso” anch’esso suo, mi è venuta l’ispirazione che non potevo non raccogliere. Tramite quel ritratto lì ho realizzato questa ispirazione. I colori, la musica…evocano delle immagini. A me, quel pezzo e lui come personalità, evocavano quell’esplosione di colori…come fossero qualcosa di cosmico…la musica è questo, qualcosa che non si può contenere con le parole, qualcosa che non è palpabile.”

Qual’è l’artista che prediligi, pittoricamente parlando?

“Io adoro gli illuministi, i surrealisti, non ve n’è uno in particolare. Adoro Modigliani…l’arte è immensa! E’ un cosmo differente. Amo anche il fotografo Franco Fontana, il poeta dei paesaggi, i suoi colori, la sua vivacità, la sua gioia di vivere che è palpabile. La medesima che si può ritrovare un po’ nei miei quadri crepuscolari e nell’uso dei colori…alla fine si percepisce sempre la speranza, la luce in qualche angolo, anche se alcuni hanno dentro una certa melanconia…”

Tu sei mamma di due splendidi ragazzi…loro ti sostengono in questo tuo percorso artistico?

“Sì. Il più grande, che ora ha 15 anni, al momento, però, ha altri interessi…in effetti sono una mamma un tantino ingombrante. Come io vivevo la presenza ingombrante di mia zia che usciva continuamente sui giornali, così loro ora hanno una madre dall’apparenza fisica particolare.”

In tutto questo, resta del tempo libero?

“Il mio tempo libero è quello che dedico alla pittura, alle mie ricerche…perchè io vivo per questo…sono felice quando produco, quando creo, o ricerco, perchè la curiosità mantiene vivi. La passione da sola non basta, senza curiosità e voglia di cambiamento non è nulla, resta ferma, piatta, occorre non sentirsi arrivati mai…anche a 90 anni avrò da imparare e da evolvermi.”

Progetti futuri?

“Sono tanti…in questo momento sto facendo questa mostra alla Banca Generali che mi dà un grande lustro…Ci saranno altri progetti con loro, ma non ne posso ancora parlare. A Maggio chiuderà questa mostra e forse ne organizzerò un’altra al Maxxi. Mi dispiacerebbe solo se, per mostrare la mia arte, dovessi andare via dall’Italia…quì c’è un patrimonio artistico notevole…anche di artisti viventi che potrebbero dar lustro alla nostra patria, perchè io sono italiana, e questo tengo a dirlo con passione! Ho tanti sogni nel cassetto…alcuni si sono avverati, altri no. L’importante è sperare sempre.”

Concludendo?

“Nella vita non bisogna solo fermarsi a guardare le cose compiute, già finite, ma bisogna partire dalle piccole cose, da un percorso, guardare anche ciò che potrebbe apparire insignificante, metterli insieme e da lì fare qualcosa di buono. Partendo da cose piccole si arriva a quelle grandi.”

1 Commento su Adriana Soares: una ‘italiana’ venuta dal Brasile!

  1. Sono contento di aver scoperto questo blog

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