Agadah.

Presentato alla Casa del Cinema, in anteprima, il nuovo film di Alberto Rondalli con un cast di prestigio.

Mettere mano a un classico romanzo gotico come ‘Il manoscritto trovato a Saragozza’ (Adelphi) di Jan Potocki è una scelta forte, perchè unisce sogno, fantasy, esoterismo e parola. Quello che ha fatto Alberto Rondalli con ‘Agadah’, in sala dal 16 Novembre.

Tutto parte nel 1815, con il conte polacco Potocki che sta lavorando al suo romanzo mentre già progetta il suo suicidio (lo farà davvero lo stesso anno, limando la sfera di una teiera d’argento). Si passa poi al Maggio del 1734 con Alfonso di van Worden (Nahuel Pèrez Biscayart), giovane ufficiale vallone al servizio di Re Carlo che ha ricevuto l’ordine di raggiungere il suo reggimento a Napoli. Nonostante Lopez, suo obeso servitore, cerchi di dissuaderlo dall’attraversare l’altopiano delle Murge, perchè infestato da spettri e demoni inquietanti, si mette ugualmente in cammino. Da qui un intreccio fantastico, tra sogno e realtà, che ricorda il Decamerone e le Mille e una Notte. Per Alfonso comunque si tratta di un percorso iniziatico di dieci lunghi giorni e notti, tra allucinazioni, magia, caverne, locande malfamate, amori scabrosi, apparizioni diaboliche, briganti, zingari, forche, cabalisti e fantasmi.

“Quella di Potocki è un’opera titanica, il manoscritto aveva ben 66 giornate” – ha spiegato il regista – “che ho ridotto a dieci, una riduzione già concepita dallo stesso scrittore. Un’opera, quella di Potocki, che attraversa tutte le modalità narrative conosciute, da Cervantes a Le mille e una notte. Certo c’è il mondo occulto, Mefistofele, il cabalista, lo zingaro, ma sono tutti personaggi trasfigurati tra ironia e autoironia. Potocki era un uomo di grande sapienza” – ha continuato il regista de “Il derviscio” – “conosceva ben 11 lingue, ma nei suoi scritti non manca l’ironia”.

“Non ho letto il libro di Potocki” – ha spiegato Alessio Boni, che interpreta Pietro Di Oria – “ma solo la sceneggiatura. Mi è sembrato un tentativo onirico alla Cervantes e mi ha portato dentro la follia dell’essere umano, in un mondo a se stante”.

Cast: Nahuel Pérez Biscayart, Pilar López de Ayala, Jordi Mollà, Caterina Murino, Alessandro
Haber, Umberto Orsini, Alessio Boni, Ivan Franek, Marco Foschi, Marta Manduca, Flavio Bucci, Camilla
Diana, Valentina Cervi, Federica Rosellini.
Foto: Luigi Giordani

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