“Aggiungi un posto a tavola”: una fiaba lunga 40 anni.

E' tornato al Brancaccio il musical dal successo immutato, che esordì nel 1974 con Johnny Dorelli, ed ora replica, per il secondo anno consecutivo, con il figlio Gianluca Guidi sempre nei panni di Don Silvestro...una "tradizione" che si rinnova ogni sera.

Ci sono degli spettacoli che lasciano un segno. Degli “evergreen” che non ci si stanca mai di rivedere. E’ il caso del musical “Aggiungi un posto a tavola” che torna, ogni volta, con un successo crescente. La commedia musicale scritta da Garinei e Giovannini assieme a Jaja Fiastri, venne portata in scena da Johnny Dorelli che debuttò al Teatro Sistina di Roma con i mitici Bice Valori, Paolo Panelli e Daniela Goggi, sostituita l’anno successivo da Jenny Tamburi….. in un tripudio di acclamazioni. La prima edizione di “Aggiungi un posto a tavola” vedeva le musiche di Armando Trovajoli, gli arrangiamenti del maestro Renato Serio, le scene ed i costumi di Giulio Coltellacci e le coreografie di Gino Landi. Il musical debuttò l’8 Dicembre 1974, dopo settanta giorni di prove. Lo spettacolo fu premiato talmente tanto dal pubblico che rimase in scena al Sistina per ben sei mesi, tutta una stagione per intenderci, cosa che non era mai avvenuta prima.

A distanza di più di 40 anni il figlio di Dorelli, Gianluca Guidi, ricopre il medesimo ruolo del papà, quello di Don Silvestro. Gianluca ha esordito in questo felice compito fin dall’edizione del 2009, la quinta per l’esattezza, andata in scena il 2 Dicembre 2009, con repliche fino al 10 Gennaio 2010, sempre al teatro Sistina di Roma (in occasione del sessantennale del teatro) per proseguire le repliche nel resto d’Italia fino al 20 Marzo 2010 e, visto il grande successo, anche nella stagione successiva da Novembre 2010 ad Aprile 2011. La regia era sempre quella originale di Pietro Garinei e Sandro Giovannini ma con la ripresa teatrale di Gino Landi e la supervisione di Johnny Dorelli.

Tornando ora all’edizione attuale, che sta andando in scena al teatro Brancaccio di Roma, dove resterà fino al 6 Gennaio, questa è sicuramente, assieme ad un altro eterno successo, “Rugantino” (commedia sempre firmata da Pietro Garinei e Sandro Giovannini), il simbolo per eccellenza della commedia musicale italiana. Una favola, liberamente ispirata ad “After me the deluge” di David Forrest (pseudonimo dei britannici David Eliades e Forrest Webb), che si conferma un successo senza fine. Il racconto è talmente noto a chi frequenta i teatri da far diventare superfluo il racconto dettagliato della trama. A quei pochi che non sapessero, ai quali consiglio caldamente di andare al Brancaccio di Roma, basti sapere che il nostro protagonista, Don Silvestro (Gianluca Guidi) si trova a “dialogare” telefonicamente con il Signore, voce donataci fuori campo da un fantastico Enzo Garinei, che lo mette improvvisamente al corrente del proprio proposito di voler provocare sulla terra un secondo diluvio universale e di averlo, di conseguenza, scelto come il nuovo Noè. Da quì si sviluppa uno spettacolo che dalla sua prima uscita nei teatri, non conosce, come già detto, flessione di gradimento, sia in Italia che all’estero. La nuova “versione”, al suo secondo anno di programmazione, è già stata applaudita da più di 52.000 persone. E il totalizzatore dei biglietti staccati sembra, giustamente, non avere mai voglia di diminuire.

Tornando al racconto, Don Silvestro deve convincere il suo paesino, composto da brava gente, a costruire la nuova arca, destreggiandosi tra i tentativi impossibili di conquista amorosa di Clementina (Camilla Nigro, new entry di quest’anno)) e l’ingenuo Toto (un grande Piero Di Blasio), la cui unica preoccupazione in caso di morte è “di saperlo in tempo, così mi faccio un bagno”. Un’ingenua visione del mondo che gli consente però di conquistare la prostituta Consolazione (la spumeggiante e coinvolgente Emy Bergamo). A completare i problemi del parroco, gli ostacoli al suo progetto posti da Crispino (Marco Simeoli, che conquista ed entusiasma  in questo ruolo), sindaco del paesino, che contrasta con la devozione della moglie Ortensia (la bravissima Francesca Nunzi). Ai cinque protagonisti principali si affianca un cast di alta professionalità che si muove, canta e balla in una bellissima scenografia rotabile di Gabriele Moreschi, adattamento del progetto originale di Giulio Coltellacci. Il tutto per raccontare delicatamente un grande spettacolo di intrattenimento puro, che piace davvero, entusiasma, trasmette gioia, a grandi e piccini. La musica dal vivo, poi, non ci si stanca mai di ascoltarla e magari canticchiarla pure.

Una vera e propria favola che parla d’amore, di accoglienza, di valori, di vita, di esseri umani che hanno la possibilità di creare un mondo nuovo… e perché no, anche di fede… intesa come fiducia in se stessi, nel prossimo e nel futuro.

Devo dire che ho avuto la fortuna di vedere tutte le edizioni, sia quelle con Johnny Dorelli che con Gianluca Guidi, e confesso che non mi stanco mai di rivedere questo meraviglioso pezzo di teatro! Ogni volta è come fosse la prima volta, lo trovo sempre più perfetto, magico, sorprendente…tre ore di spettacolo che corrono troppo in fretta! Gianluca Guidi, che tantissimo ci ricorda il padre, anzi pare quasi di rivederlo, è strepitoso nei panni di Don Silvestro.

A coloro che non hanno ancora avuto il piacere di provare le molteplici e belle sensazioni di cui di sopra, non rimane altro da fare che andare al teatro Brancaccio ed unirsi a questa grande tavola di buoni sentimenti…Noi, anche quest’anno… lo abbiamo fatto, assaporando un ottimo menù!

Buona serata a tutti!

 

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