Al Teatro Petrolini grande successo per “La mente e l’ombra” di Antonio Saccà.

Il Testo, adattato dal RegistAttore Sandro Calabrese, originariamente nel volume “Teatro Narrato” di Antonio Saccà, aveva un personaggio che era insieme Mente ed Ombra, la separazione rende più mossa e dialettica la situazione. E' stato dato al Petrolini (Via Ribattino, 5, Roma) in forma di lettura sceneggiata. Un vero spettacolo vigoroso ormai inconsueto, teatro di grandi temi e linguaggio adeguato.

Esasperato, disperato, angosciato, ossessionato dai furti, dal sospetto di poter essere ucciso, il Professore AristodanteCelso Basilisco si chiude in casa, convinto che se esce i ladri lo deruberanno. Ma in casa la sicurezza si trasforma in terrore, finchè egli, vaneggio di furti, rapine, uccisioni, si sdoppia e parla con il “suo” immaginato furfante. Il dialogo è violento, tra l’ironia, il sarcasmo e la sconfitta. L’onesto Professore AristodanteCelso Basilisco riconosce desolatamente che la sua onestà vale pochissimo al confronto di un mascalzone che in pochi minuti può derubarlo di quanto egli, il Professore, laboriosamente ha conquistato in decenni di lavoro, e, soprattutto, che egli, il Professore, ha difficoltà a far contare le proprie ragioni ed essere un ladro ed un omicida, mentre i ladri e gli assassini esercitano magnificamente la loro attività. Giunge, il Professore, a dubitare se lo Stato Legale sia superiore allo Stato di Natura, dove almeno l’uomo si faceva giustizia da sè, ed invece la legalità ferma la mano di chi riceve ingiustizia. Al dunque, il Professore ritiene che il solo vantaggio dello Stato di società consiste nell’essere egli riuscitro a comprare una pistola. Tra umorismo nerissimo e impotenza, il dialogo della Mente, il Professore, e l’Ombra, il mascalzone ormai immesso nella Mente, risulta stravagante, drammatico, rabbioso. Tutto ciò mentre avvengono telefonate del Professore con la moglie, che non sopportando la situazione, è andata via, e con la cameriera che ha fatto entrare il furfante, e ragazzi che chiamano continuamente per reclamizzare e vendere. Infine, sentendo qualcuno che gli copre gli occhi, il Professore, ritenendolo un bandito, spara. Ed uccide la moglie che era tornata! Il grido finale è rivelativo, grida il Professore, rivolto alla platea (alla Società): “L’avete uccisa voi, l’avete uccisa voi!”.

Sarebbe la infame, oppressiva insicurezza a rendere il singolo un impaurito assassino che vede pericoli dappertutto. La Società contro il cittadino non tutelato.

Il Testo adattato dal RegistAttore Sandro Calabrese, originariamente nel volume “Teatro Narrato” di Antonio Saccà, aveva un personaggio che era insieme Mente ed Ombra, la separazione rende più mossa e dialettica la situazione. E’ stato dato al Petrolini (Via Ribattino, 5, Roma) in forma di lettura sceneggiata. Un vero spettacolo vigoroso ormai inconsueto, teatro di grandi temi e linguaggio adeguato. Armando Como, il Professore, con i gesti di una pistola che usciva e riponeva come a significare la sua difesa ormai parossistica, la voce ora vibrante ora afflitta è stato perfetto nel ruolo, come l’arguto, sprezzante Massimo Anzalone, l’Ombra, il Furfante che irrideva l’onestà con voce sottile, ragionativa, schernitrice. Francesca Mazzocchitti si è segnalata per la sua finta ingenuità di domestica connivente del bandito, Sabrina Tutone ha dato la appropriata voce afflitta alla moglie del Professore. Sandro Calabrese ha offerto ulteriore dimostrazione di essere un RegistAttore che sa reggere e dare espressività a testi ardui. Il pubblico è rimasto scioccato, in un primo momento, applaudendo poi. Dopo lo spettacolo l’Autore, Antonio Saccà, ha risposto a delle domande. Il testo verrà ulteriormente rappresentato anche in altre sedi.

Gianni Salvi

 

 

 

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