Alberto Tordi: “La fame di curiosità, il rispetto per gli altri, la dedizione per quello che faccio, danno quotidianamente un senso alla mia vita.”

LF ha incontrato l'attore romano in occasione della presentazione del film "Fuori c'è un mondo", in cui riveste i panni di un parroco di una diocesi romana.

Alberto Tordi è un attore romano con, al suo attivo, parecchi lavori, sia televisivi che cinematografici. Il suo “percorso attoriale”, iniziato a 25 anni al ‘DUSE Centro Internazionale di Cinema e Teatro’ di Roma, lo ha condotto ad una profonda conoscenza di se e ad un costante lavoro di ricerca per questa meravigliosa arte. Recitazione intensa, dizione profonda e perfetta, ha una straordinaria capacità, quasi camaleontica, di calarsi nei differenti ruoli interpretati. Il personaggio di un parroco, don Daniele, interpretato di recente nel film di Giovanni Galletta,”Fuori c’è un mondo”, rispecchia totalmente le capacità interpretative di Tordi. La cosa più interessante è scoprire come l’attore, che in questo ruolo totalmente lontano dalle sue corde, sia riuscito a calarsi completamente, quasi a mutare fisionomia, rendendoci un personaggio combattuto, che si dimena tra le sue lotte interiori, in qualcosa che sembra non completarlo più. L’ancestrale lotta tra fede e sentimento, castità e passione, la capacità di donarsi totalmente agli altri, nel caso specifico ai fedeli, annullando ogni tipo di amore differente, viene mostrato con grande intensità, interpretato con tutta la drammaticità insita ad un momento di travaglio interiore. Un personaggio che subisce una trasformazione, si mette davanti alle proprie scelte dando il via ad un processo particolare del profondo io, che lo porterà a porsi delle domande…Una caratterizzazione che ho trovato davvero ben riuscita…mi ha commossa, resa parte integrante di una storia complessa, corale, che merita.

Come piace sottolineare ad Alberto, un film non certo per le masse, ma profondo, dalle mille sfumature, originale, mai scontato… come, mai banale risulta essere la recitazione di Tordi. Anzi, vi si legge tutto uno studio dietro, una approfondita conoscenza dell’interiorità, dell’io, perfettamente resi sullo schermo! C’è bisogno di spessore e cultura in un mondo dozzinale e di cattivi esempi come il nostro…c’è bisogno di attori come Alberto!

Com’è iniziata la tua carriera?

“Mi piace usare il termine “percorso attoriale” che è cominciato quando avevo 25 anni. Avevo voglia di capire come poter dare una forma e una direzione alla mia parte emotiva più profonda così, sotto consiglio di un amico, feci un incontro e successivamente un provino al DUSE Centro Internazionale di Cinema e Teatro di Roma. E’ così che scattò il colpo di fulmine per questo meraviglioso e costante lavoro di ricerca.”

Qual è il senso della vita per te?

Il senso della MIA vita è vivere con passione l’amore, il lavoro, l’arte, e avere, spero, la possibilità di nutrirmi dell’esperienza dei viaggi e della conoscenza che ne deriva. La fame di curiosità, il rispetto per gli altri, la dedizione per quello che faccio, danno quotidianamente un senso alla mia vita.”

Qual è il ruolo che ti ha appassionato di più?

“I ruoli che mi hanno appassionato di più sono sempre stati quelli profondamente distanti dal mio modo di essere perché per arrivare a interpretarli posso attingere alle mie parti più nascoste e sconosciute. Tale interpretazione è sempre frutto di una ricerca costante di materiali sull’argomento trattato.”

Ci racconti il ruolo del parroco nel tuo ultimo film “Fuori c’è un mondo”?

Il mio parroco è  un personaggio caratterizzato da una buona dose di coraggio che lo porterà a mettere in discussione le scelte fatte nella sua vita per andare ad abbracciarne di nuove. Credo che ognuno di noi si sia trovato nella stessa situazione, ovvero provare a fare una vita migliore o rimanere nella propria zona di confort.”

Quali sono state le difficoltà nell’interpretarlo e quanto di te c’è in questo personaggio?

In tutti i ruoli che ho interpretato inevitabilmente c’è qualcosa di me che viene messo a disposizione del personaggio. In questo caso quella del prete è sicuramente una figura molto lontana dalla mia esperienza quotidiana, ma ad aiutarmi è stato il forte richiamo alla fede che ho vissuto in un periodo molto importate della mia vita e la fortuna di aver incontrato sul set il vero prete della chiesa in cui abbiamo girato alcune scene del film che ha condiviso con me la sua esperienza personale.”

Hai partecipato a soap come “Un posto al sole” e “Vivere”, lavori che sicuramente hanno ‘tempi’ recitativi differenti da un lungometraggio. Più difficili secondo te?

“Penso che le differenze di cui parli sono solo di origine tecnico-organizzative, perché i mezzi di fruizione (cinema e tv) hanno in sé delle differenze profonde, ma la professionalità, l’impegno e la dedizione al lavoro a mio avviso non cambiano.”

Da chi vorresti essere diretto un giorno?

“Ozpetek è sicuramente tra i miei registi preferiti. Apprezzo la coralità dei personaggi dei suoi film, i colori accesi, le tavole imbandite, l’atmosfera che ricrea e la sensazione di poterne sentire gli odori.”

Nel 2005 nel film “Non avere paura” hai lavorato con Alessio Boni ed Elsa Morante…che esperienza è stata?

“All’epoca avevo trent’anni. In quel periodo stavo studiando un film di Marco Tullio Giordana, “La meglio gioventù”, il cui protagonista era Alessio Boni. Questa coincidenza mi rese euforico e mi permise di condividere con due grandi professionisti la mia prima esperienza cinematografica.

Pensi che il nostro cinema stia vivendo un momento di crisi rispetto a quello straniero?

“Credo ci siano degli importanti segnali di ripresa (Es. Garrone, Sorrentino …) anche se a mio avviso si rischia ancora troppo poco prediligendo facili commedie spesso stereotipate.”

Un sogno che vorresti realizzare?

“Mi piacerebbe scrivere  e produrre un film documentario su Cuba, uno dei paesi che più mi ha incantato nei mie ultimi viaggi. La vivacità negli occhi delle persone, la musica, il mare.”

Progetti futuri?

“Ho due progetti in cantiere. Sarò uno dei protagonisti di un nuovo film, le cui riprese inizieranno a fine anno e sto terminando di scrivere una sceneggiatura per un cortometraggio.”

 

 

 

 

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