Alcol e abuso di alcol (I rischi per le donne).

Le linee guida nutrizionali raccomandano che una donna adulta e in buona salute non superi un consumo giornaliero di 1 unità alcolica, mentre l'uomo non deve superare le 2 unità alcoliche.

Le donne sono biologicamente più vulnerabili degli uomini ai danni provocati dall’alcol. E’ quanto compare nello studio “Women, alcohol and the environment: an update and perspectives in neuroscience”, realizzato da Rosanna Mancinelli dell’Istituto Superiore della Sanità e presentato sulla rivista Functional Neurobiology.
Gli effetti nocivi della molecola, sono direttamente correlati alla sua concentrazione ematica, definita BAC (blood alchohol concetration).
L’assorbimento avviene in piccola parte già nello stomaco e poi in larga misura nell’intestino.
Il metabolismo ha luogo inizialmente a livello gastrico, ad opera dell’enzima deputato all’ossidazione dell’etanolo, alcol deidrogenasi (ADH). E’ nel fegato, però, che avviene la maggior parte della conversione della molecola nei suoi metaboliti, alcuni dei quali fortemente epatotossici.
La presenza di un minor quantitativo di acqua ed una maggiore massa adiposa, fanno si, che a parità di bevande alcoliche consumate, il corpo della donna sia meno efficiente nello smaltimento della sostanza e presenti quindi un tasso alcolemico più elevato. Questo effetto è dovuto alla presenza di un volume minore di distribuzione dell’etanolo.
L’ attività enzimatica gastrica dell’ ADH(alcol deidrogenasi) femminile è più bassa, e ciò contribuisce ulteriormente ad un aumento dei livelli di alcolemia.
Per questi motivi la donna impiega un tempo più limitato dell’uomo per diventare alcolista e sviluppa molto più rapidamente le complicanze epatiche, cardiovascolari e psichiatriche correlate all’abuso.

1) Oltre a queste patologie, la donna bevitrice presenta un maggior rischio di sviluppare il TUMORE DELLA MAMMELLA.

2) L’abuso di alcol ha un ruolo rilevante ed incide negativamente anche sulla fertilità.

3) L’abuso di alcol può essere, infatti, responsabile di una minore produzione degli ormoni femminili, determinando un’insufficienza ovarica che si manifesta con irregolarità mestruali (fino alla scomparsa del ciclo), assenza di ovulazione, infertilità e menopausa precoce.

4) Nella donna che assume contraccettivi orali, inoltre, l’alcol ingerito resta in circolo più a lungo.

5) Numerosi studi hanno, infine, dimostrato che l’alcol determina una riduzione dell’attività osteoblastica (produzione di cellule delle ossa) e della calcemia (quantità di calcio), fattori che conducono all’osteoporosi.

6) Un discorso particolare va fatto per la donna in gravidanza, periodo in cui va evitato anche un consumo moderato di alcol. L’etanolo, infatti, è in grado di attraversare la placenta e arrivare al feto ad una concentrazione di poco inferiore a quella ematica materna. Le cellule fetali, non essendo dotate di enzimi capaci di metabolizzare l’alcol, ne subiscono gli effetti dannosi in particolare a livello del cervello e dei tessuti in via di formazione.

Le linee guida nutrizionali raccomandano che una donna adulta e in buona salute non superi un consumo giornaliero di 1 unità alcolica, mentre l’uomo non deve superare le 2 unità alcoliche.

Una Unità Alcolica (U.A.) corrisponde a circa 12 grammi di etanolo, che sono contenuti in un bicchiere piccolo (125 ml) di vino a media gradazione (12 GRADI), in una lattina o bottiglia di birra (330 ml) di media gradazione (4,5 GRADI) o in una dose da bar (40 ml) di superalcolico(40 GRADI).

 

 

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