Alessandro Da Soller: lo scrittore alternativo, dinamico, introspettivo.

LF ha incontrato lo scrittore (e musicista) romano in occasione della presentazione della sua ultima fatica letteraria.

Accade che in un freddo pomeriggio di Dicembre, dove tutti corrono alla frenetica ricerca di regali e pensieri, non si riesca ad arrivare a destinazione. A quel punto si possono percorrere due strade, dare un senso a quel girovagare o tornare sui propri passi. Io ho optato per la prima…così, tra un cioccolato caldo e qualche sprazzo di sano shopping, sono entrata alla libreria Mondadori di Via Cola di Rienzo in zona Prati…le librerie rappresentano quasi una tappa obbligata per me, amante della lettura…e poi quell’odore di stampa fresca che emana un libro è impagabile!

E dato che la vita, come spesso sostengo, è fatta di casualità, mi sono imbattuta, o forse sarebbe meglio dire, sono stata “bloccata” da un interessante quanto dinamico ed introspettivo scrittore, Alessandro Da Soller. Chi mi conosce, sa bene che, generalmente, non amo essere “interrotta” quando vado curiosando per negozi o supermercati, perchè ritengo che la scelta e la curiosità di optare per una cosa od un’altra debba essere dettata puramente dall’istinto….Questa volta, però, l’istinto mi ha suggerito di ascoltare questo autore che, con tanto entusiasmo ed anche molta originalità, mi parlava dei suoi lavori, dei suoi sogni, della sua musica, perchè Da Soller è anche un sassofonista, sax tenore, per essere precisi…uno strumento che scalda l’anima, che avvolge e coinvolge!

Leggendo, poi, uno dei suoi libri, l’ultimo per la precisione, “Pene di un professionista”che, sempre il mio istinto mi ha spinta a comperare, ne emerge un autore brillante, con idee azzeccate, originali… L’idea dell’attore hard, il protagonista, pervaso di un rarissimo romanticismo, mi piace…Del resto, la nostra società ci vede pieni di preconcetti, di classificazioni e catalogazioni, figurarsi se un attore porno possa avere un cuore! Lui invece ne è pregno, similmente ad Alessandro Da Soller che, durante un simpaticissimo incontro davanti ad uno squisito tè (che non arrivava mai…!), ha confessato di essere un po’ un uomo di altri tempi, romantico e sognatore, amante della musica, di cui si circonda nel vero senso della parola: ha migliaia di dischi in casa ed una stanza insonorizzata nella quale, al mattino per prima cosa, si mette a suonare il suo sax. Similmente anche nei suoi libri è come se si ascoltasse musica, musica che è presente vividamente, come se si raccontasse un insieme di idee attraverso dei suoni, perchè in fondo è più semplice, più armonioso…

Alessandro Da Soller mi è apparso, oltre che bravo scrittore, un entusiasta della vita, probabilmente perché l’esistenza non è solo una conoscenza, ma una crescita, e la crescita migliora. “Chi si migliora, si aiuta, per poi poter aiutare gli altri. Più hai vissuto, e maggiormente riuscirai ad intrattenere discorsi con chi ti avvicina. Più approfonditamente riuscirai ad ascoltarlo parlare dei suoi problemi, o dei nodi che attanagliano la vita stessa.” – come afferma spesso Da Soller .

Interessato alla vita, perché è quasi morto due volte, ed il suo trovarsi nel letto d’ospedale, è stato sicuramente introspettivo. Non sapere se il giorno dopo ci sarai, ti dà una forza per poter andare avanti che non ti saresti nemmeno immaginato…ed Alessandro ha forza da vendere!

Raccontaci com’è iniziato il tuo percorso letterario.

“Io provengo da tutto un altro settore… Mio padre aveva il più grande ufficio di rappresentanza di materiale elettrico di tutta Italia…abbiamo “illuminato” l’Hilton, quando venne realizzato, lo Stadio Olimpico, in occasione di Italia ’90, era una vasta attività con tredici dipendenti, quindi alla fine sembrava quasi inevitabile per me lavorare con lui. Solo che il materiale elettrico, non è un campo che mi interessasse molto, ad eccezione dell’illuminotecnica, che invece mi piaceva. Il fatto positivo è stato che dovendo io incontrare una media di 10 o 15 persone al giorno, per 5 giorni a settimana, 32 anni di seguito, tutto questo mi dette un notevole imprinting nel rapportarmi con gli altri. Sono riuscito a vendere 3.800 copie dei miei libri, tra la Feltrinelli e la Mondadori, approcciando le persone casualmente, come poi è accaduto anche con te.”

Quando hai capito che quel lavoro non faceva più al tuo caso?

“Io ho iniziato con la musica, a dire il vero, per parecchi anni, poi, sei anni fa, mi sono reso conto che dovevo cambiare… Ricordo che quando avevo 19 anni, mio padre fu uno dei primi ad avere i Post-it, io ci riempii la parete di una stanza, ognuno che passava, scriveva qualcosa, e ci rispondevamo in questo modo, anche dopo una settimana… in pratica, abbiamo anticipato i Social network. Io mi mettevo lì a scrivere, così tutti gli altri…ad un certo punto, un mio amico editore, che vive a Milano, lesse il mio primo lavoro “Il segreto del torrione” e mi propose di aprire insieme una casa editrice… Sono partito così, poi ho conosciuto una serie di donne, perchè fondamentalmente questo lavoro è ad appannaggio femminile, anche nei salotti letterari sono quasi tutte donne…che mi hanno portato a fare dei concorsi letterari per un paio di anni. Nel frattempo ho iniziato a frequentare vari corsi di scrittura, con Matteo Martone, capo della scuola di sceneggiatura della Rai, con Baricco alla “Scuola Holden”…ed a breve, con la Scuola “Saper scrivere” di Diego Di Dio, inizierò un corso sui gialli.”

Quanti libri hai scritto?

“Ne ho scritti tre, sto lavorando al quarto ed al quinto. Il primo è “Il segreto del torrione”, un thriller che sto riordinando meglio, perchè non sono molto soddisfatto… il secondo è una raccolta di racconti “Anima semiseria”, il terzo “Pene di un professionista” che deriva proprio dal corso di sceneggiatura… e poi probabilmente, con un’amica giornalista, a quattro mani scriveremo un libro con una serie di storie d’amore….ed anche di quando venni abusato in Iraq nel 1998…”

Che paese era all’epoca l’Iraq?

“Un paese molto “arrabbiato” , non proprio incline all’igiene… con persone poco disponibili al dialogo.”

C’è qualcosa di autobiografico nei tuoi libri?

“Bè, sì. Io ci metto tutte quelle che sono le mie propensioni: le migliaia di dischi che ho, la musica che ho ascoltato…ritengo che la lettura sia comunque un’informazione….se ascolto un brano mi piace scriverlo, c’è anche tutto il mio romanticismo che ho cucito addosso al protagonista di “Pene di un professionista”, un attore di film hard in cui ho inserito alcuni lati di me, come la sua passione per la Porsche…”

Oltre a questo sei anche un bravissimo musicista… quanto ti dona la musica a livello  interiore?

“La musica aiuta moltissimo per l’equilibro e la consapevolezza. Qualsiasi disciplina, ti matura e ti fa capire quanto sia difficile apprendere. Lo studio è un lavoro che richiede un impegno quotidiano. L’impegno quotidiano, ti forgia alla fatica. La fatica ti rende uomo. L’apprendimento di uno strumento musicale ha delle incognite importanti. Quello che oggi ti sembra insormontabile, domani magari, ti sembrerà una sciocchezza. Quello che domani sembrerà nuovamente insormontabile, dopodomani, forse, lo avrai superato. La crescita interiore, per me si è sviluppata di pari passo con l’abilità tecnica, fin quando, ho raggiunto una consapevolezza. Mi reso conto, che avrei dovuto studiare diverse ore al giorno, per avere i risultati che pretendevo. Il senso di tutto quello che ho detto, si riallaccia al mio interesse per la vita, e può essere sintetizzato in poche parole. Se sai, puoi condividere, se non sai, resti solo. Ascoltando parlare, mi rendo conto che spesso, le persone, non hanno  un progetto. Il progetto, ti permette di focalizzare la tua attenzione, perché pretende una concentrazione che accende la massa cerebrale che ti aiuta a crescere.La cosa peggiore che può capitare ad una persona, è quella di essere passiva nei confronti della vita. La vita va bevuta, aggredita, cercata. La vita, serve per vivere, non per morire, ecco perché mi interessa.”

Hai un aneddoto da raccontarci?

“Sì, uno in particolare riguardante Ken Follett, con il quale è successa una cosa particolarmente carina anni fa: stava presentando l’ultimo dei suoi libri della cosiddetta “Trilogia del secolo“, che ripercorre tutti i principali fatti storici del Novecento, “La caduta dei giganti”, “L’inverno del mondo”, “I giorni dell’eternità”…io avevo già comprato ed anche letto il libro, e lo portai con me per farmelo autografare…avevo scritto “Il segreto del torrione” e glielo regalai… lui ad un certo punto prese il mio libro, lo guardò e mi chiese di autografarlo! Ho ancora le foto che mi furono scattate mentre autografo il mio libro a Ken Follett! La gente guardava perchè non capiva chi fossi….immagina io che faccio un autografo a Ken Follett!!! E poi anche un’altra chicca che non sa nessuno: nel mio secondo libro di racconti “Anima semiseria”, ho ripreso una famosa ballata di Eric Clapton, “You are wonderful tonight”, che nacque da un momento di noia: il grande Clapton, una sera, attese Patty, la sua compagna ed ex moglie di George Harrison, prima di andare alla festa commemorativa del grande Buddy Holly, circa tre ore! Tanto ci mise Patty per scegliere l’abito…così lui, stanco di attendere, tirò su questo brano in Sol maggiore e ne uscì una canzone meravigliosa, io ho semplicemente romanzato quello che è successo.”

Progetti futuri ?

“Ho appuntato tracce per altri 20 titoli.”

Concludendo?

“Ti ringrazio moltissimo per questo simpatico incontro.”

12 Commenti su Alessandro Da Soller: lo scrittore alternativo, dinamico, introspettivo.

  1. Uno scrittore moderno, a tratti futurista, inatteso, da leggere.

  2. Ho letto due libri di Da Soller e ritengo che siano originalissimi. Ha delle idee molto particolari e rappresenta qualcosa di nuovo nel mercato letterario italiano attuale. L’ho conosciuto ed è come emerge dall’intervista, genuino e passionale e, soprattutto, vulcanico.

  3. Silvia Antonioni // 20 dicembre 2018 a 19:04 // Rispondi

    Da Soller, altri venti titoli????
    Va bene, sei un vulcano, chi ti conosce lo sa….
    Quindi ti auguro che questi appunti si trasformino presto in una ‘raffica’ di lanci sul mercato!!!!

  4. Alessandro sei un grande!!!

  5. Conosco l’amico Alessandro da oltre 10 anni per lavoro. È una persona straordinariamente fuori dagli schemi.
    Quando mi diede qualche anno fa alcuni suoi racconti, mi ricordo che rimasi sveglio tutta la notte a leggerli.
    Emozioni mi invasero. Capii che Alessandro aveva la stoffa da scrittore….
    Consiglio vivamente di leggere i suoi libri.

  6. Loredana Filoni Loredana Filoni // 21 dicembre 2018 a 0:46 // Rispondi

    LF vi ringrazia calorosamente dei vostri entusiastici commenti che condivido totalmente!

  7. Paolo Guardabassi // 21 dicembre 2018 a 11:33 // Rispondi

    La scrittura, è camminare sulla linea di confine tra immaginazione, esperienza, ed inganno. È affascinante perdersi tra le parole di chi sa riunire questi elementi in un libro. Alessandro da Soller ha questa capacità, e sicuramente ancora tantissimo da raccontare.

  8. Maria Elena Giorgi // 21 dicembre 2018 a 13:04 // Rispondi

    Con Alessandro ci conosciamo dai tempi dell ‘adolescenza. Da sempre volitivo, intraprendente e frizzante. Bravissimo scrittore e musicista..sono molto fiera di lui.

  9. Un vulcano, dai ritmi calzanti. Uno scrittore istrionico, originale nel suo significato positivo. Alessandro Da Soller se lo conosci lo eviti, perché ti ricorda con la sua personalità come va presa la vita, in modo attivo, critico, serio. I suoi libri sono la sintesi di tutto ciò. Carica, serietà di ideali, profondità e ironia. Un mix di emozioni. Scrive quei libri che non si riescono a chiudere facilmente, coinvolgenti, con una scrittura quasi ipnotica. Il “volta pagina” e’ inevitabile.

  10. Con Alessandro ci lega il settore lavorativo e la conoscenza comune di tante persone, confesso che non ho letto nessuno dei suoi libri ma le nostre belle chiacchierate al telefono mi lasciano sempre delle belle sensazioni. Ciao amico mio

  11. Alessio De Giorgio // 26 dicembre 2018 a 18:24 // Rispondi

    Conosco Alessandro da circa 45 anni… una vita. Si può dire che siamo cresciuti insieme ma scoprirlo scrittore moderno ed apprezzato mi riempie di orgoglio e felicità. Complimenti, amico mio. Un abbraccio

  12. Finora ho letto solo uno dei suoi libri. Confermo che Alessandro è uno scrittore veramente molto bravo!

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