Alessandro Pondi: “Luciano Vincenzoni e Tonino Guerra mi hanno fatto amare tantissimo il mio mestiere.”

LF ha intervistato il noto regista e sceneggiatore che ha diretto, tra gli altri, Beppe Fiorello e Pierfrancesco Favino in "Chi m'ha visto?" ed Enrico Brignano in "Tutta un'altra vita", per raccontarci la sua carriera, i suoi progetti ed aspirazioni ai tempi del Coronavirus.

Alessandro Pondi Foto: Fabrizio De Blasio

In questi giorni di “quarantena”, vuoi per piacere o per diletto, vuoi che una forte nostalgia ti attanaglia, quella intensa e viscerale per il cinema, le pellicole d’autore, di cui, al momento, per ovvi motivi non possiamo godere, ho voluto intervistare un personaggio che il grande schermo lo domina con grande espereinza da parecchi anni: Alessandro Pondi.

Pondi non è “solo” regista ma sceneggiatore ed autore. Simpatico, molto alla mano, con un sorriso vivace che solo a vederlo ti pone in simbiosi perfetta con il mondo, l’ho conosciuto nel Settembre scorso, in occasione di una divertente anteprima cinematografica, “Tutta un’altra vita”, con Enrico Brignano, di cui ho ampiamente recensito all’epoca. Con il trascorrere del tempo, a dire il vero, mi ero, più volte, ripromessa di intervistarlo, ma la fretta quotidiana, gli impegni ed il corso degli eventi non sempre ci permettono di portare a termine tutto. Così, con questa reclusione forzata, grazie alla quale tutti abbiamo giornate più dilatate e il cinema sembra quasi “venire in casa”, mi è capitato di rivedere con piacere il suddetto film e, con esso, l’intervista telefonica a questo importante regista.

Alessandro Pondi ha esordito nel 1997 con il romanzo “Gli angeli non mangiano hamburger” e successivamente ha iniziato a scrivere per la televisione ed il cinema accanto a due maestri, Luciano Vincenzoni e Tonino Guerra. Alessandro li ha ricordati con grande affetto e stima, e non potrebbe essere altrimenti!

Del suo lato comico che getta anche nei film, mi piace la risata che non è “a prescindere”, non è scontata, nè tantomeno buttata lì in modo superficiale o simil demenziale! Nel suo umorismo c’è una dose di sana riflessione, un mix tra commedia all’italiana dei tempi di Sordi e quel fondo di “amarezza” tipica del neorealismo.

A partire dal 1999, scrive le sceneggiature di “Questa casa non è un albergo”, “Compagni di scuola”, “Grandi domani”, “Don Matteo”, “Il bambino della domenica”, “L’uomo che cavalcava nel buio”, “Il signore della truffa”, “K2 – La montagna degli italiani”, “Trilussa – Storia d’amore e di poesia”. Ha inoltre ideato il soggetto di serie della soap-opera “Cuori rubati” e della serie televisiva “Il commissario Manara”.

Per il cinema ha firmato sia pellicole d’autore come “K. Il bandito” di Martin Donovan e “Litium cospiracy” di Davide Marengo, che film campione di incassi come “Natale a Beverly Hills” e “Natale in Sudafrica”, con i quali vince due premi Biglietto d’oro.

Nel 2007 pubblica un racconto “Noir 00” nella raccolta “Omicidi all’italiana” edito da Colorado noir e distribuito da Mondadori e nello stesso anno inizia la collaborazione con Paolo Logli, con il quale fonda – assieme a Riccardo Irrera e Mauro Graiani – la factory di scrittura creativa 9mq storytellers.

Nel 2008 ha vinto il premio per la miglior sceneggiatura al Festival Internazionale di Salerno con il film “Il bambino della domenica”, e nel 2012 il premio per il miglior soggetto e sceneggiatura alla 33 esima edizione “Una vita per il cinema”, con il film “K2 – La montagna degli italiani”.

Sue, le firme di commedie come “Una donna in casa”, e di due musical, “Un po’ prima della prima” con Pino Insegno e “Il pianeta proibito” con Lorella Cuccarini.

Nel 2017 esordisce come regista con il film “Chi m’ha visto?” con Pierfrancesco Favino e Beppe Fiorello, fino ad arrivare, sempre in veste di regista, nel 2019, nel film “Tutta un’altra vita”.

Autore cinematografico, sceneggiatore …. come sono stati i tuoi esordi?

“Ho iniziato tanti anni fa, a vent’anni, avevo scritto un piccolo romanzo, “Gli Angeli non mangiano Hamburger”, edito da Edit Faenza, che vendette molte copie… Il romanzo fu letto da Matilde Bernabei della Lux Vide, così mi chiamarono per iniziare a scrivere una serie televisiva giovanilistica che si chiamava, “Questa casa non è un albergo”. In quell’occasione il mio editor, colui che avrebbe controllato il mio lavoro di scrittore, fu Luciano Vincenzoni, uno dei più grandi sceneggiatori del nostro cinema italiano, ha scritto capolavori come “La grande guerra” di Monicelli, quasi tutti i film di Sergio Leone e soprattutto di Pietro Germi. Quindi, terminata l’esperienza televisiva, ho continuato a lavorare al suo fianco per circa 3 anni, facendo il vero e proprio assistente di un grande maestro. Poi, a 21 anni, ho avuto la fortuna di lavorare per un film scrittto assieme a Tonino Guerra, lo sceneggiatore di Fellini. Puoi ben vedere che ho avuto due grandi maestri che mi hanno fatto amare tantissimo questo mestiere… da lì, poi, ho iniziato a fare il mio percorso.”

Difatti hai esordito, tre anni fa, come regista nel film “Chi m’ha visto?”…

“Sì, per 20 anni ho fatto soltanto lo sceneggiatore, poi, stanco di vedere che spesso il regista modificava il finale o vedevo il mio film recitato da attori che non avevi neppure pensato mentre scrivevo la trama, diciamo anche un po’ deluso rispetto a quello che avevo in mente, ho deciso di girare il mio film in mdo che venisse esattamente come lo avevo immaginato! Così è stato, con “Chi m’ha visto?”, devo dire anche grazie a Beppe Fiorello, con cui ho un grande rapporto di stima ed amicizia, che è stato anche co-produttore del film… mi ha assecondato, e la mia carriera da regista è iniziata anche grazie a questo rapporto ormai consolidato.”

Recentemente invece hai anche diretto l’esilarante commedia “Tutta un’altra vita” con Enrico Brignano… Come hai costruito i numerosi personaggi di questo film?

“Amando il cinema neorealista e la Commedia all’italiana, dovuto al fatto che ho lavorato a fianco di due maestri del settore, soprattutto con Vincenzoni, porgo un’attenzione verso storie di denuncia sociale, dove si ride, ma in cui, alla fine, c’è un risvolto amaro… “Tutta un’altra vita” nasce dal desiderio di voler raccontare un personaggio un po’ sordiano, un uomo che pensa più a sè stesso che alla propria famiglia, ai figli, a portarli al mare… un uomo che di fronte alla possibilità di poter cambiare la sua vita improvvisamente, prende la palla al balzo. Secondo me, Brignano è il personaggio più vicino, oggi, ad Alberto Sordi … è dissacrante, ha una grande verve comica, ha dei tempi comici perfetti e, nello stesso tempo, possiede quel cinismo ed un sano distacco che lo avvicinano moltissimo al ricordo di Albertone.”

Luciano Vincenzoni e Tonino Guerra cosa ti hanno insegnato?

“Tonino Guerra mi ha insegnato la scrittura della tecnica della sceneggiatura, mentre Vincenzoni mi ha insegnato l’affabulazione, il saper raccontare le storie. Lui aveva la capacità di entrare dentro la storia e renderla completamente sua raccontando il soggetto come fosse un pezzo della sua vita. Alcune volte, quando andavo nel suo studio ai Parioli, ricordo che mi aspettava con uno sguardo un po’ vacuo dicendomi che non si poteva lavorare quel giorno, perchè gli era successa una cosa incredibile… voleva che lo ascoltassi… Iniziava a raccontare una storia che mi commuoveva, mi faceva ridere, mi emozionava… e poi diceva – “Ok, ti ho messo alla prova, funziona! Questa storia non mi è successa, l’ho immaginata stanotte, adesso la scriviamo”- … Questo era lui! Avere la capacità di riuscire a far innamorare immediatamente l’interlocutore della storia che si ha in testa, è la chiave fondamentale per poter realizzare i propri progetti. Bisogna essere dei grandi mercanti, dei narratori di storie per poter trovare qualcuno che ci creda al punto da investire dei soldi per realizzare il film.”

A che punto sono oggi, secondo te, la televisione ed il cinema rispetto al passato?

“La televisione nel passato nasceva come mezzo di comunicazione, propaganda, soprattutto, di informazione. Aveva il ruolo di acculturare le persone, tanti italiani hanno imparato a parlare bene l’italiano anche grazie alla televisione. Il cinema, invece, è sempre stato un momento di grande svago, dava la possibilità di osservare il mondo che ci sta attorno, non c’erano i social network, noi sapevamo quello che accadeva nelle altre parti del mondo grazie al cinema che ci faceva sognare. Oggi un po’ è cambiato, perchè la televisione è diventata il grande schermo cinematografico, se poi pensiamo a questo momento, in cui non si può andare al cinema, lo è ancora di più. Il nostro cinema ora è la televisione con Netflix, Amazono, Sky… dove ci sono sempre più programmazioni cinematografiche o di lunga serialità, che vengono raccontate con meccanismo cinematografico.”

Secondo te come si riprenderà il cinema?

“Ci vorrà tempo! Sicuramente dopo il vaccino ci sarà meno paura e si potrà tornare alla normalità. I primi periodi credo che, sia il teatro che il cinema, si organizzeranno in modo da far occupare un terzo dei posti in sala, tenendo le persone a distanza, per cercare di fare in modo di non andare ad uccidere quella che è un’industria italiana importante. Chiaramente passeremo dei momenti complicati, ma non solo il cinema ed il teatro, anche la musica… ritengo che per un po’ nessuno andrà ai concerti dove si sta ancora più accalcati. Penso che ci abitueremo ad uscire con le mascherine, frequenteremo maggiormente posti all’aperto, poi si dovranno prendere misure anche nei posti chiusi, sperando che arrivi presto il vaccino, altrimenti saremo costretti a vivere una vita poco piacevole.”

Tu come stai trascorrendo queste gionate?

“Io sono chiuso in casa da prima rispetto al decreto, sono un ipocondriaco… non esco di casa da quasi due mesi! Fortunatamente ho una casa comoda, un bel terrazzo a Roma, con un clima buono, trascorro molto tempo a leggere e a scrivere, perchè sto portando avanti vari progetti, e poi guardo molto cinema, serie telvisive.”

Progetti futuri?

“Prima che scoppiasse questa pandemia stavo preparando il mio prossimo film…! Chiaramente ora aspettiamo che l’Italia si rimetta in moto, vediamo cosa accadrà e magari posticiperemo solo un po’ l’inizio delle riprese, che erano previste ad Agosto, magari slitteranno a fine Settembre o inizio Ottobre.”

Concludendo?

“Sono una persona fondamentalmente ottimista e quindi credo che questa grande crisi ci possa anche aiutare a trovare la parte migliore di noi, perchè davanti alle difficoltà ci siamo sempre rimboccati le maniche per cercare di uscirne al meglio. Sicuramente la fantasia e la creatività, che ci contraddistinguono, ci daranno lo stimolo giusto per poter cambiare in meglio la nostra vita… forse non ce ne accorgeremo subito ma piano piano ce ne renderemo conto.”

Foto: Fabrizio De Blasio

 

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