“Alla faccia vostra”.

La commedia di Pierre Chesnot basata sugli equivoci, gli intrighi, i sotterfugi, con Gianfranco Jannuzzo e Debora Caprioglio, per la regia di Patrick Rossi Gastaldi, sta andando in scena con grande plauso di pubblico al Teatro Quirino di Roma.

Sta andando in scena, al Teatro Quirino di Roma, la commedia “Alla faccia vostra” scritta da Pierre Chesnot, per la regia di Patrick Rossi Gastaldi. Protagonisti della piece, Gianfranco Jannuzzo e Debora Caprioglio.

Pierre Chesnot, classe 1935, anche autore de “L’inquilina del piano di sopra”, con la sua comicità, riprende, con toni originali e migliorata dinamicità, la tradizione drammaturgica francese di fine Ottocento, composta da battute intelligenti e verve comica.

Nella commedia in due atti, troviamo un adattamento riportato ai giorni nostri per rendere più attuale e preminente la corsa al denaro e l’isterismo della nostra contemporaneità. Il linguaggio, piacevole e contemporaneo, è volutamente non depurato dalle intonazioni regionali, strepitoso Antonio Fulfaro nei panni del becchino, quando ci delizia in un assolo dialettale davvero strepitoso quanto incomprensibile.

La commedia, ambientata a Roma, si apre con Luisa (Antonella Piccolo) che piange la morte del suo padrone Stefano Bosco, scrittore di grande successo, settantaquattrenne morto d’infarto.
A poco a poco, conoscenti stretti e parenti cominciano ad arrivare nell’appartamento. Il primo, il vicino Dott. Garrone (Antonio Rampino) che ne decreta il decesso. Poi arrivano di gran fretta Lucio Sesto (Gianfranco Jannuzzo) e sua moglie Vanessa (Paola Lavini), rispettivamente genero e figlia dello scrittore. Per ultima, Angela (Debora Caprioglio), seconda moglie del defunto, molto più giovane di suo marito di 30 anni, fa la sua entrata agitata nello studio di Stefano Bosco.

Molto velocemente il lutto che riunisce i personaggi si trasforma in una sorta di “transazione finanziaria”, nella quale tutti vogliono avere parte e guadagnarci: la coppia Sesto, cerca di coprire un enorme debito, con un prestito della banca, garantito dall’eredità di Vanessa, la figlia. Angela, invece, progetta una nuova vita con tanti soldi ed il suo amante francese. Il Dott. Garrone vuole comprare l’appartamento per farne finalmente il suo studio, il banchiere Marmotta (Roberto D’Alessandro) che acconsente al prestito, vorrebbe intascare una grossa percentuale sui futuri soldi di Vanessa.
Solo Luisa, fedele governante, vive per ricordare il genio dello scrittore. Ma ecco che tutto si capovolge e succedono fatti esilaranti che faranno tremare e crollare questi progetti. Ne nascono situazioni comiche dove la risata è garantita.

Ottimi tutti gli interpreti. Convincono e rendono credibili i personaggi, scatenando situazioni comiche leggere ma non banali, riempiendo la scena con una recitazione anche molto corporea, fatta di gags esilaranti di un humor, talvolta noir, davvero ben congeniato.

Gianfranco Jannuzzo nei panni di Lucio Sesto, personaggio opportunista, calcolatore quanto inetto, riesce ad essere talmente coinvolgente, appassionante, entusiasmante da indurre quasi a ‘tifare’ per lui ed i suoi sotterfugi. Jannuzzo da sommo attore qual’è, esperto dell’arte recitativa, non ha certo bisogno del mio plauso a conferma della sua professionalità. Mi piace però ricordare che l’attore siciliano sa abilmente divulgare la propria vasta conoscenza, calandosi senza alcun problema nei diversi ruoli che va ad interpretare di volta in volta, dando sempre il meglio di sè.

Debora Caprioglio, ha saputo trovare, negli anni, una sempre crescente validità scenica, a riprova che le grandi carriere si costruiscono con il tempo e molta pazienza. Del resto la coppia artistica Jannuzzo-Caprioglio, ormai collaudata nelle commedie brillanti, convince sempre di più.

Bravissimi tutti gli interpreti che sanno dare, con frizzante dinamicità, l’idea di quella Comedie Francaise, tanto cara a Moliere.

La piece “Alla faccia vostra” ha, inoltre, un un chiaro rimando alla pochade, genere di commedia, nata a Parigi sul finire del XIX secolo, strutturata su canovacci di vicende amorose, intrighi e colpi ad effetto. E difatti, la sapiente regia di Patrick Rossi Gastaldi, l’ha resa una commedia brillante che vede l’avvicendarsi di tipi e macchiette, condensati a situazioni imperniate su intrighi ed avventure galanti.

Mi è particolarmente piaciuto il monologo finale di Gianfranco Jannuzzo sul denaro, amato ed odiato, che ci condiziona, ci può far diventare avidi allo stesso modo in cui ci può trasformare in grandi benefattori. Tutto sta nel riuscire a trovare la giusta misura.

Grande successo di pubblico per questa commedia dai risvolti e tempi comici tanto cari a Georges Feydeau e Tristan Bernard.

Applausi!!!

Ringrazio l’amico Gianfranco Jannuzzo per aver menzionato il mio nome, durante la recitazione, adattandolo ad un personaggio fuori scena…Una piacevolissima sorpresa davvero!

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