Alma Manera: “La musica è la parte dominante di me!”

LF ha incontrato la soprano, attrice e ballerina in occasione della recente uscita del suo singolo, “Chi sono io per giudicare”, per il quale ha messo da parte la vocazione lirica, cimentandosi in sonorità esplosive a ritmo di twist.

Alma Manera

Ascoltare la voce particolare e duttile di Alma Manera trasmette emozioni infinite…di doti lei ne possiede tante, ma indubbiamente la voce è quello predominante. Con un inconfondibile registro lirico da soprano, possiede anche un nome che fa pensare a soavità, grazia e leggiadria…nell’accezione precisa del termine, Alma significa anima, colei che dà nutrimento.

Ho incontrato Alma Manera a Palazzo Colonna, perfetta cornice per intervistare un personaggio eclettico qual è questa artista, che oltre a cantare, è attrice, ballerina, performer con un occhio sempre rivolto al bene, ai problemi sociali. Simpatica, Alma non ha peli sulla lingua, la veracità emerge al primo sguardo, e questo fa di lei una sensibile quanto impegnata protagonista.

Alma, che si è formata a Broadway, a soli 3 anni, già imparò a destreggiarsi fra palcoscenico e set cinematografico. Nel corso della sua variegata carriera artistica ha preso parte a numerosi e prestigiosi corsi di specializzazione e lavorato con importanti nomi internazionali della danza e del canto.

Una delle caratteristiche di questa artista è che, nel corso del tempo, ha sempre proiettato i propri sogni di bambina per non perdere l’essenza pura di quando si è piccoli. Le delusioni si saranno anche alternate alle soddisfazioni, ma i traguardi raggiunti oggi, nonostante il suo modo di vivere non competitivo, è quello di essere rimasta una persona vera ed un’artista che ha ricevuto in dono un talento sincero.

Alma ha conseguito, con il massimo dei voti, il diploma di laurea in canto presso il Conservatorio F.Cilea di Reggio Calabria, ottenendo successivamente il diploma professionale di danza. Ha frequentato inoltre l’Accademia di interpretazione Pucciniana e svariati corsi e stage di danza classica e moderna. E ancora, il Master in Comunicazione, Dizione, Recitazione, Over-sound e Doppiaggio. Insomma un nutrito percorso artistico-professionale.

Ma Alma è anche mamma felice di Regina, che ha quasi 5 anni. La sua vera musica è lei! Ogni ruolo, ogni lavoro viene scelto in sua funzione…. Un cuore di mamma non conosce sacrifici e sovente Regina la accompagna anche sui set!

Ma preferisco che ora sia Alma Manera a raccontarsi…

Figlia di Gianni Manera, ti sei formata a Broadway e sei stata lanciata da Paolo Limiti…a che punto sei della tua carriera?

“Vorrei aggiungere che anche mia madre è un pezzo forte della famiglia, Maria Pia Liotta, papà, come noto, faceva parte della Compagnia stabile della Prosa a Torino in Rai, poi fece Cinema indipendente, mia madre è una compositrice e regista, e già Miss Cinema Italia, una Miss storica del famoso concorso di Mirigliani. Per quanto mi riguarda, ho appena concluso una bellissima esperienza con Mediaset, a Canale5, “All together now”, dove ho conosciuto tantissime persone, un’esperienza arrivata in un momento gradito, perchè lavorare con tanti colleghi che conoscevo già ed apprezzare tanti giovani al loro debutto televisivo, è stata una grande opportunità. Mi ha fatto molto piacere lavorare con Roberto Cenci, che stimo molto, grandissimo regista ma anche musicista.”

Tu spesso, con la tua voce da soprano, canti la fede…Sei molto credente immagino!

“Ho una visione della vita piuttosto spirituale ed ho una grandissima fede!”

Com’è stato conoscere il Santo Padre nel 2009?

“Io ho conosciuto tutti gli ultimi tre Papi: Papa Wojtyla, il Papa emerito Ratzinger e Papa Bergoglio. Con tutti ho avuto occasioni privilegiate di incontro e l’onore di cantare per loro. Tra l’altro, tutti e tre amanti delle arti e della musica.”

Come mai, ad un certo punto della tua vita, hai deciso di scrivere una lettera pubblica al tuo ex, Ludovico Fremont?

“Perchè ero stata molto silente. C’erano delle discrepanze tra quello che lui ha voluto comunicare e la realtà. Anzi, sono stata molto soft, mi hanno detto che mi sono comportata da autentica signora. Ovviamente, essendo io anche giornalista, mi sono presa la responsabilità di quanto ho scritto, anche se la stampa poi ha elaborato e romanzato un po’ tutto… non vuole essere una polemica la mia, solo una constatazione. A me non è mai piaciuto mettere in piazza la mia vita privata, ma se le mie esperienze possono fungere come testimonianza positiva, lo faccio con spirito di servizio.”

Da questo legame è nata una bambina, Regina….che tipo di madre sei?

“Mia figlia ora è quì con me…compirà 5 anni in Agosto. Vorrei solo precisare che io avevo lasciato Fremont il giorno prima che morisse mio padre, lo avevo conosciuto da appena un mese e mezzo, in un momento molto delicato della mia vita, quando mio padre si ammalò di cancro, e sicuramente non ero la solita Alma… Ma la vita, ogni tanto, ci fa inciampare su degli errori, errori che rifarei per intero, perchè ringrazio ogni giorno Dio per avermi donato una figlia sana e gioiosa… felice di avere questo frutto meraviglioso! (Rivolta alla figlia n.d.r.) Che madre sono Regina ? Sei una mamma saggia e buona!”

Tu hai anche lavorato in fiction come “Incantesimo” di cui hai interpretato anche la colonna sonora….Che tipo di esperienze sono state?

“Io ho fatto varie fiction: “Il capitano”, “Crimini”, “Incantesimo”… Sono sicuramente lieta di poter dare voce alle colonne sonore. Ho avuto inoltre l’opportunità di lavorare con Stelvio Cipriani, con Fabio Frizzi, con Luis Bacalov, con i fratelli Guido e Maurizio De Angelis, firme di grandissime colonne sonore televisive e cinematografiche. Al maestro Cipriani ho messo a disposizione la mia voce per la sua cinematografia, lui, tra le tante cose, ha composto l’opera-musical “Maria di Nazaret”, per la quale ho avuto l’onore di esibirmi con un debutto storico in Sala Nervi.”

Mi sembra di capire che tu prediliga la musica…

“Io ho una vocazione espressiva molto forte per le discipline artistiche in genere, però la musica è qualcosa di assolutamente dominante per me.”

E’ appena uscito un tuo singolo…ce lo racconti?

“Sì. E’ da poco uscito il mio singolo “Chi sono io per giudicare”. Con questo brano ho messo da parte la mia vocazione lirica, per abbandonarmi alle sonorità di un brano esplosivo a ritmo di twist, che fa la differenza, conquesto che, sicuramente, sarà il tormentone dell’estate. Canto un inno all’amore e al non pregiudizio e lo faccio in chiave ironica, con il sole sul viso, con il sorriso. Dove si alimenta la cultura del non amore non c’è vita. La musica è amore senza classismi di genere. Dobbiamo essere felici e comunicare amore e cultura della vita. Abitiamo tutti sotto lo stesso cielo. L’intero lavoro è l’anticipazione di un progetto artistico musicale che mi vedrà impegnata nella realizzazione di un nuovo album in arrivo nei prossimi mesi.

Progetti futuri?

“Ora sono in scena con uno spettacolo, assieme all’amico Beppe Convertini, dedicato al cinema e alle colonne sonore, “Ciak si gira Cinemà”, siamo stati in Liguria lo scorso week-end e il 21 Luglio saremo all’anfiteatro di Cassino.”

Concludendo?

“Vorrei aggiungere una cosa legata al mio attivismo nelle politiche sociali: finalmente a Maggio, è stata presentata la legge che ho promosso a favore dei lavoratori delle arti, dello spettacolo e della comunicazione, per istituire un fondo che riconosca la professionalità delle figure operanti nel mondo artistico e culturale, al fine di ricevere un indennizzo professionale ed avere, in caso di temporaneo bisogno, la possibilità di essere ricollocati nel settore di competenza. I nostri tempi sono molto confusi, io nel mio piccolo, assieme ad un gruppo di lavoro, mi sto impegnando a riguardo… Il primo firmatario è stato il Senatore Maurizio Gasparri, che ha preso a cuore la vicenda, perchè conosce bene le difficoltà di questo comparto. Bisognerebbe far capire questo alle istituzioni! Le sovvenzioni sono quasi nulle, non si danno più finanziamenti ai teatri al di sotto dei 99 posti, per citarne uno su tutti, il teatro Belli di Roma. In questa maniera si fanno morire realtà che hanno dato vita ai quartieri di Roma. Io sono testimone diretta, come tutti coloro che si sono formati ed hanno scelto di sposare l’arte come professione, di quanto sia in salita il percorso! E’ un discorso che, inoltre, racchiude in sè una dicotomia: chi cerca di investire nella cultura viene ostacolato da una burocrazia e da una iper tassazione, i produttori sono in difficoltà ed i lavoratori autonomi non hanno un percorso di continuità lavorativa. Lo stato deve garantire il lavoro!”

Foto: Maurizio Sacco – Fernando Gallinelli

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