AltaRoma celebra Renato Balestra.

La sfilata, che ha avuto luogo ieri sera sotto un improvviso acquazzone, è stata aperta dal primo abito in assoluto disegnato dal grande stilista, nel colore a cui venne poi data la definizione di blu Balestra.

AltaRoma ha celebrato, ieri sera, Renato Balestra, maestro della couture, fedelissimo alla città di Roma e alla manifestazione di moda capitolina. “Sono alquanto nervoso ed emozionato – ha affermato lo stilista – come mai nella mia vita. Non mi sono mai fermato, perché non mi sono mai sentito arrivato eppure adesso, di fronte a questo plauso generale, mi rendo conto che qualcosa di buono l’ho davvero fatto”.

Le passerelle romane, infatti, hanno deciso di conferire al couturier un vero e proprio tributo presso gli studi di Cinecittà, sul set di quella Roma antica, anche se effimera, a lui tanto cara.

“La sfilata è stata aperta dal primo abito in assoluto che ho disegnato e che risale al 1958, anno in cui aprii a Roma un mio atelier, in via Gregoriana, dopo varie esperienze in altre case di moda – ha proseguito Balestra – È il mio talismano ed è quel colore che poi sarebbe stato denominato come blu Balestra”. Si tratta di un vestito corto al ginocchio, dalle linee leggermente arrotondate riprese in una rosa piatta sull’orlo. A chiudere la passerella, dopo una serie di capi storici, dal 1958 ai nostri giorni, otto spose e un abito appena uscito dalla sartoria: “È l’omaggio a Roma, in plissé del mio colore simbolo”. Passato, ma anche futuro, perché col tributo si sigla anche una partnership tra la casa di moda e il Ministero per i Beni Culturali. Il patrimonio della griffe, fatto di capi di abbigliamento, ma anche di bozzetti, campioni, documenti audio e video, è stato dichiarato patrimonio culturale particolarmente importante e sarà inserito nel portale Archivi della Moda del Novecento, oltre che fruibile ai ricercatori, dopo apposita richiesta. La casa di moda, inoltre, è alla ricerca di una valida struttura che possa accogliere tutto il materiale atto a diventare un museo.

Foto: Augusto Frascatani

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