ALWAYS.

Una folla di fans per Lou Castel in occasione della presentazione di "Always".

Il grande artista a Roma per girare “Always”, un cortometraggio di Alessio Di Cosimo, prodotto da Inthelfilm e Dreamworldmovies, le cui riprese sono iniziate Giovedì scorso. Un cortometraggio che parla di coraggio, di solitudine ma soprattutto parla d’amore, quello vero, quello che dura tutta la vita ed anche oltre.

Lou Castel ha incontrato i fans e la stampa in un noto locale a via del Gazometro, con lui presenti il regista, i produttori Giampietro Preziosa e Luigi De Filippis, il direttore delle fotografia Sandro Chessa, il compositore Paolo Costa, il truccatore Gennaro Marchese, la costumista Isa Ruiz e tutto il cast tecnico

Lou Castel ha dichiarato: “E’ bello lavorare con i giovani, ti caricano di energia e nello stesso tempo io carico loro per aiutarli a realizzare i loro sogni, ho sempre lavorato con registi giovani e diversi ed ognuno mi ha lasciato qualcosa. Quando il giovane regista mi ha inviato la sceneggiatura, ne sono rimasto colpito ed ho lasciato i miei impegni a Parigi per venire a Roma a girarlo, una città che amo tanto e dove ho ricevuto nel 2017 il Nastro D’Argento per il documentario dal titolo “A Pugni Chiusi” di Pierpaolo De Sanctis prodotto da Inthelfilm”.

LOU CASTEL nome d’arte di Ulv Quarzéll, nato in Colombia da padre svedese e madre irlandese, è cresciuto in Giamaica, a New York ed a Stoccolma. Trasferitosi in Italia, ha frequentato il Centro sperimentale di cinematografia di Roma. È apparso in circa 100 film di nazionalità, generi e budget diversi. Ha lavorato in maggior parte con registi italiani, oltre che tedeschi e francesi, rivelandosi come interprete ribelle dell’opera prima di Marco Bellocchio, “I pugni in tasca” (1965). Attore estremamente eclettico, si è sempre orientato verso un cinema senza compromessi, militante e impegnato. In Italia ha inoltre lavorato con Liliana Cavani in “Francesco d’Assisi” (1966), Salvatore Samperi in “Grazie zia” (1968), Ettore Scola in “Che ora è?” (1989). Nel 1982 ritrova Bellocchio in “Gli occhi, la bocca” (1982). In seguito lavora principalmente in Francia: con Philippe Garrel realizza “La nascita dell’amore” e “Elle a passé tant d’heures sous les sunlights”, con Siegfried in “Louise (take 2)”, con Emmanuelle Bercot in “Clément” e con Bertrand Bonello in “Tiresia”.

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