“Anche senza di te.”

Dall’8 Marzo al cinema arriva “Anche senza di te”, l'imperdibile commedia diretta da Francesco Bonelli, interpretata da Myriam Catania, Nicolas Vaporidis, Matteo Branciamore e Alessio Sakara.

Anche Senza di Te
Un film interessante, tra commedia e realtà, che con tanta ironia mette in luce una società che ha bisogno di ripartire da un linguaggio semplice.

E’ un film che vi farà sorridere, riflettere, divertire. Dall’8 Marzo al cinema arriva “Anche senza di te”, l’imperdibile commedia diretta da Francesco Bonelli e interpretata da Myriam Catania, Nicolas Vaporidis, Matteo Branciamore e Alessio Sakara, che noi di LF MAGAZINE, abbiamo visto in anteprima al Cinema Barberini.

“Anche senza di te” racconta… come liberarsi di un principe azzurro e vivere felici! Ovvero, le vicissitudini di Sara (Myriam Catania), insegnante elementare precaria a un passo dalle nozze con Andrea (Matteo Branciamore), medico in carriera, più dedito al lavoro che alla vita privata. Ma il destino ha in mente altri piani per Sara, che si ritrova sola, prossima all’altare, e nel panico… Per fortuna, accanto a lei c’è il collega Nicola (Nicolas Vaporidis), che condivide il suo sogno di una scuola diversa.

“Anche senza di te”, racconta il regista “è una commedia sentimentale a sfondo sociale e in qualche modo rispetta tutti i canoni di questo genere, così caro alla nostra tradizione cinematografica. I temi sono l’emancipazione femminile, il nepotismo nel lavoro, la fuga all’estero dei cervelli, lo stato dell’educazione nella scuola per l’infanzia, il ruolo dell’insegnante nella nostra società. Tutte queste radici però trovano un unico catalizzatore in una domanda fondamentale: in che modo noi siamo in rapporto con noi stessi? Potremo andare a vivere in un paese più efficiente, potremo essere più o meno ricchi e realizzati, ma quello che mai potrà cambiare è il modo in cui leggiamo la nostra stessa esperienza, ascoltiamo il battito del nostro cuore. Rispondiamo agli attacchi e alle pressioni esterne partendo da un luogo di autenticità, di ascolto di noi stessi, ma se questo ascolto non lo abbiamo coltivato, e siamo quindi sempre sul punto di tradirci, non sappiamo più a chi credere, perché ogni altra voce estranea si è sostituita alla nostra, che non comprendiamo più”.

Foto: Luigi Giordani

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