Andrea Cavaletto e Lisa Zanardo: “Io sono il male è nato dal fortuito e casuale incontro di due anime affini”.

È appena uscito "Io sono il male", il primo romanzo di Andrea Cavaletto (sceneggiatore di Dylan Dog, Martin Mystère, Zagor, Tex e Dampyr) scritto a quattro mani con Lisa Zanardo che tratta la sclerosi multipla, patologia che affligge sia la protagonista del romanzo che l'autrice. LF ha incontrato i due autori in una bella intervista... in 'tandem'.

Lisa Zanardo

I fumetti, la passione per molti, una vera e propria arte del collezionismo, per altri. La scrittura, come tramite per trattare il difficile e crudo tema della malattia. Due persone, due anime, due modi differenti di esprimersi e di percepire il male… un giorno si ‘incontrano’ per dare vita ad un thriller (e che thriller!) a 4 mani: “Io sono il male”.

Andrea Cavaletto e Lisa Zanardo, i due protagonisti intervistati oggi da LF, hanno dato vita, rispettivamente, lui, al suo primo romanzo, lei, al terzo (già Visioni d’amore color lilla, Ogni giorno un nuovo inizio, manuale sulla sclerosi multipla). Uscito il 4 Marzo 2021 Io sono il male, edito da GM Libri, è un lavoro del tutto originale che mescola esoterismo, inquetudine, suspense, patologia.

E lo fà in maniera mirabile! Andrea Cavaletto, noto ai più per essere lo sceneggiatore di Dylan Dog, Martin Mystère, Zagor, Tex e Dampyr, ha avuto la geniale idea di proporre questo romanzo a quattro mani a Lisa Zanardo … 328 pagine che scorrono sulla scia dell’home thriller, genere fino a questo momento appannaggio esclusivo di autrici per un pubblico prettamente femminile.

La trama ci appare subito nella sua immediatezza: Stella sta fuggendo da una relazione sterile che non la porta a nulla; la riviera ligure le è sembrato il posto migliore dove andare a rintanarsi, ma sulla strada verso il mare l’attende un incidente d’auto, che la conduce all’incontro fatale con una donna elegante e indecifrabile, Irene, e con suo marito Milan, un medico geniale, avvolto da un alone di inquietante magnetismo. Comincia per la giovane donna una danza conturbante e pericolosa, tra memorie ed esistenze sfuggenti, accomunate da un unico, doloroso destino; sempre più a fondo, in un gorgo di illusioni e verità taciute, alla ricerca di se stessa, delle più inattese e inconfessabili rivelazioni circa la morte e la vita, il male e una messianica promessa di guarigione.

Un racconto anticonformista che colorandosi di toni dal piglio cinematografico, mantiene tratti quasi autobiografici. Stella Miani diventa, infatti, una sorta di alter ego della stessa Lisa Zanardo che trova, attraverso lei, il modo per raccontare la sclerosi multipla, da cui entrambe sono affette, presentandocela con occhi del tutto nuovi.

Il tema della malattia, qui ha varie declinazioni, fisica prima di tutto, poi psicologica, con tutti gli ostacoli che ne derivano, inseguendo la possibilità di una cura, il tentativo di un’assoluzione in quella che, per Lisa Zanardo stessa, diventa una vera e propria catarsi.

Non è certo semplice raccontare un percorso così faticoso, ma Lisa ci riesce benissimo, quasi liberandosi, nelle pagine del libro, a nuove speranze ed orizzonti. Tutto, mescolato ad una sorta di psicologia di ciascun personaggio, analizzata alla perfezione dalla ‘penna’ di Andrea, che nel caso specifico, viene sviscerata quasi chirurgicamente… E dimenticatevi l’efferatezza con cui ci ha abituati nel tempo, Cavaletto, che, per una volta, ha riversa le sue ipocondrie in maniera mirabile, traendo l’ispirazione durante i suoi allenamenti sportivi… a riprova che il detto antico ‘mens sana in corpore sano’ ha sempre la sua enorme valenza. E chissà che questa non sia stata una esorcizzazione del male anche per lui!?!

E allora… gustiamoci questa doppia intervista con i due autori del libro…

Andrea Cavaletto e Lisa Zanardo, innanzitutto benvenuti su LF MAGAZINE! Come nasce questo vostro avvincente thriller?

Andrea: “Dal fortuito e casuale incontro di due anime affini e un po’ psicopatiche, credo. Era da parecchio tempo che stavo pensando di provare a scrivere un romanzo, su pressante consiglio del collega e amico Pasquale Ruju, e volevo farlo per parlare di una delle mie paure più profonde: la malattia. In chat, su facebook, parlando proprio di libri, mi sono imbattuto nell’autrice Lisa Zanardo e abbiamo scoperto di avere uno stile di scrittura compatibile. Poi, quando lei mi ha detto di essere malata di sclerosi multipla, mi si è accesa una lampadina in testa e le ho fatto la proposta (indecente) di imbarcarci insieme in questa avventura da brivido.”

Nel romanzo si fondono esoterismo, horror, senza tralasciare proprio il tema delicato della sclerosi multipla di cui Lisa ha trattato in altri due libri… Come siete riusciti in questo connubio apparentemente ‘lontano’?

Andrea: “L’esoterismo mi affascina da sempre, ed è un tema che interessa molto anche a Lisa, da come mi ha detto. L’horror, bè, quello scorre nelle mie vene come sangue nero. Accompagna ogni mia storia, anche se devo dire che in questo caso non parlerei tanto di horror quanto di oscurità, inquietudine, tensione. Non c’è molta efferatezza, o meglio, non quella a cui ho abituato i miei lettori più estremi. Ma la psicologia dei personaggi, quella è stata sviscerata da me e Lisa con precisione chirurgica. Il tema della sclerosi multipla è invece stato trattato da Lisa con la sensibilità e maestria che avevo già riscontrato nei suoi precedenti romanzi e abbiamo trovato il modo di inserirlo nella storia non solo come elemento in più, ma proprio come fulcro. Con la sua testimonianza abbiamo reso questo romanzo estremamente vivo e realistico.”

Lisa: “Sai, per condurre la mia vita con la malattia, per me è stato (ed è) d’obbligo aprire la mente e applicare al quotidiano tutta la fantasia di cui sono capace. Proprio per “portarmi a casa” ogni singola giornata. Affinare un ingegno che trova soluzioni e punti d’incontro, anche dove apparentemente molti vedono un muro e basta, mi ha favorita nel considerare ogni possibilità senza il vincolo limitante pregiudizio. La scrittura è l’ambito, per eccellenza, in cui questo “salvifico” meccanismo mi riesce senza grosse difficoltà. Mi sento a mio agio vestendo generi differenti, quando alla base c’è qualcosa di importante da dire. Nel caso di “Io sono il Male”, alla base c’è una grande idea, stimolante, innovativa. Il mio mondo e quello di Andrea sono solo in apparenza lontani. Entrambi, infatti, siamo avvezzi a raccontare le emozioni umane senza filtri, senza discriminarne alcune rispetto ad altre. L’obiettivo della nostra scrittura è sempre trovare un espediente che ci permetta di rappresentare l’umanità in modo davvero autentico. Forse i nostri mondi ti sembrano distanti, perché, finora, la malattia non è stata quasi mai trattata in maniera così veritiera e dettagliata. Ciò è stato possibile proprio grazie all’inserimento delle sue dinamiche in un contesto di fiction, anziché all’interno di una narrazione autobiografica.”

L’incipit del romanzo, efficace, fornisce subito al lettore tutte le informazioni di partenza… Come mai questa scelta? E come avete definito la trama?

Andrea: “Siccome il romanzo si prende i suoi tempi per entrare nel vivo, volevamo un incipit che prendesse subito il lettore alla gola, per trascinarlo nella storia con la giusta curiosità. Per questo mi è venuta in mente la frase fatale “Mi chiamo Stella Miani, e sono morta”. Io avevo un’idea generale della trama, ne ho parlato con Lisa e poi, insieme, capitolo dopo capitolo, ci siamo confrontati per sviluppare la struttura. Una curiosità, non so perché, ma i vari snodi e colpi di scena mi venivano in mente facendo pesi, quindi ringrazio pubblicamente Ester e Yuri della Gym Tonic di Rivarolo Canavese per l’ispirazione, sperando che riaprano presto in modo da farmi tornare ad avere muscoli e idee nuove!”

Quando avete deciso di scrivere questo romanzo a 4 mani…. c’è stata una spinta particolare che vi ha condotti fino a qui?

Lisa: “L’entusiasmo nel creare qualcosa di veramente innovativo, sia a livello di stile che di contenuti. Questo ci ha resi ogni giorno più affamati, e desiderosi di arrivare al punto in cui ci sarebbe stato chiaro che avremmo davvero potuto centrare l’impresa. Quel momento è arrivato. Spontaneamente. Di lì in poi, ho assistito, accompagnata da un sentimento di profonda gioia interiore, al concretizzarsi di un progetto artistico che ci ha visti una squadra perfettamente rodata.”

Quali sono le difficoltà che si incontrano nello scrivere un libro a 4 mani?

Andrea: “Bisogna avere una certa affinità e spirito di collaborazione. Altrimenti non si riesce e salta tutto. E, soprattutto, il romanzo non deve mostrare discontinuità di forma e di stile. Si deve dare l’impressione al lettore di essere uno scrittore unico. Deve esserci simbiosi. Io, venendo anche dal mondo del cinema, dove spesso le sceneggiature sono frutto di collaborazioni multiple, sono abituato al lavoro di team. Credo che questa mia esperienza sia servita a fare di me un buon coach per Lisa. Almeno, lo spero!”

Lisa: “E’ chiaramente necessaria una spiccata sintonia personale, poggiata su solide fondamenta di stima e rispetto reciproci. Poi, però, c’è un ulteriore passo da assestare, e occorre farlo insieme: porsi al servizio della storia, mettendo da parte le proprie individualità. Certo, è il nostro sentire quello che abbiamo messo in campo, ma comunica tramite i linguaggi esperienziali dei nostri personaggi, che abbiamo vissuto dall’interno, scrupolosamente ed in egual misura. Infine, servono amore e fiducia incondizionati per il proprio progetto. Costanti, queste, che restituiscono naturalmente spirito di “sacrificio”, disciplina, capacità di adattamento. Come puoi evincere dalla mia descrizione, le difficoltà erano molteplici, ma, nel nostro caso, si sono sorprendentemente dissolte ancora prima di palesarsi… È stato incredibile.”

Lisa, lei ha arricchito il personaggio di Stella con una dose di autobiografismo trattando la sclerosi multipla dalla quale lei stessa è affetta… è stata una scelta difficile?

“È stata una scelta necessaria. Già da anni scrivo della malattia e di quegli stati che caratterizzano la mia normalità differente, per una duplice ragione. In primis, voglio che se ne parli; affinchè la diversità (e non uno standard che non sia valido per tutti) diventi fonte di normale e progressiva conoscenza, e di conseguente adattamento sociale e legislativo. In secondo luogo, attraverso “Io sono il Male” ho avuto modo di elaborare il dolore che mi era rimasto dentro. Quello più acuto, di cui di solito non si può parlare. Quello che avevo scansato e messo da parte per sopravvivere dentro una vita che si è dimostrata tutt’altro che una passeggiata (non solo a causa della sclerosi multipla). Come sempre, quindi, è alla lente d’ingrandimento della scrittura che affido le questioni irrisolte per trasformarle in qualcosa di utile, per me e, magari, anche per altri. La stesura di questo thriller mi ha permesso di mostrare il dolore a tutto tondo, in modo onesto ed esplicito. Liberatorio. È stato difficile riaprire il mio inferno privato, guardarci dentro, e sublimare il tutto nella narrazione? Sì, faticosissimo. Ma necessario.”

Tra l’altro il tema della ‘malattia’ è una delle paure di Cavaletto… come riesce ad esorcizzarla?

“Scrivendo, io cerco di esorcizzare una o più paure. Per fortuna ne ho tante, così non smetterò mai di creare nuovi racconti! Mentre scrivo, è come se dialogassi con la mia paura, per cercare di capirla. La porto dalla dimensione della vita reale, in cui non ho alcun controllo, in un mondo dove io posso gestirla. È una specie di terapia, per me.”

Andrea Cavaletto… dal fumetto, alla scrittura creativa, la sceneggiatura, al thriller… il passo è stato ‘breve’ o ponderato?

“Ogni passo che faccio è sempre molto ponderato. Sono una persona abitudinaria e le novità mi spaventano, ma fortunatamente la forza creativa che si agita dentro di me ha sempre il sopravvento e trova il modo di darmi il calcio in culo che mi serve per lanciarmi.”

Lisa, cosa ha imparato da Andrea dopo questo lavoro insieme e Andrea cosa da Lisa?

Andrea: “Lisa mi ha fatto capire di cosa ha bisogno un romanzo per concretizzarsi. Avevo bisogno di vedere gli ingranaggi di quello che per me era un giocattolo nuovo, per poterlo montare e far funzionare. Lisa è stata fondamentale nel guidarmi in questo percorso.”

Lisa: “Grazie all’esempio di Andrea, ho imparato ad organizzare la mia scrittura in maniera più funzionale alla vicenda, e, al contempo, a lasciarmi andare ancora di più di prima, in una catarsi pura, priva di limiti. Quanto alla sfera personale, ho cominciato a credere in me sul serio , e non solo a… parole. Andrea mi ha dimostrato che l’ascolto e il lavoro di squadra teso ad un obiettivo comune esistono anche in questa realtà, non solo nei mondi che prendono forma attraverso le nostre penne.”

La copertina è molto originale… se non erro, rappresenta una risonanza magnetica di Lisa … Com’è nata l’idea?

Andrea: “L’idea è stata mia. Volevo che Lisa e la sua malattia fossero protagoniste fin dalla copertina di questo romanzo, come in una sorta di bizzarra performance artistica.”

Il vostro romanzo potrebbe essere trasposto per il grande schermo? Se sì, chi immaginate potrebbe interpretare i ruoli dei protagonisti?

Andrea: “Assolutamente sì! Il romanzo scorre come un film, o una miniserie TV. La struttura ricorda recenti miniserie di successo come “Little Big Lies”, “The Undoing”, “Dietro I Suoi Occhi”. Se fossi un producer, valuterei con attenzione questa storia. Ne stiamo già parlando con il mio Executive Producer, Edoardo Rossi. Io ho qualche idea sulla fisionomia dei personaggi creati da me e Lisa, ma credo sia troppo presto per svelarli. Una delle tante meraviglie di un romanzo, è proprio che ciascun lettore può evocare secondo i suoi gusti i volti che preferisce, per farli più suoi. Non voglio privare nessuno di questo piacere.”

Ci sarà un altro libro a 4 mani?

Andrea: “Spero proprio di sì. E spero che sia ambientato nello stesso mondo di IO SONO IL MALE. Io e Lisa ne stiamo parlando. Vedremo.”

Progetti futuri per entrambi?

Andrea: “Al momento sto scrivendo una nuova sceneggiatura di Dylan Dog. Poi a breve dovrebbero partire le riprese di un nuovo horror girato tra Filippine e Italia, su mia sceneggiatura. A Giugno uscirà una limited edition del mio nuovo romanzo BLUE SUNSET, un cyberpunk claustrofobico scritto con Fulvio Gatti, sviluppato in parallelo all’omonimo film di Domiziano Cristopharo, per cui ho realizzato la sceneggiatura. Sempre a Giugno uscirà per Nicola Pesce Editore il mio graphic novel con l’adattamento a fumetti di UN CHIEN ANDALOU di BUNUEL, interamente disegnato da me. E poi altri grossi progetti di cui non posso ancora dire nulla.”

Lisa: “Ora sono totalmente assorbita dall’apprendimento di una nuova professione (oltre che dal lancio di “Io sono il Male”!). Il percorso che ho avviato negli ultimi anni, infatti, mi ha condotta alla professione di copywriter presso un’agenzia pubblicitaria del padovano. In futuro, non escludo una nuova collaborazione con Andrea, ma è ancora presto per parlarne. Per ora mi concentro con tutte le forze sul lancio di questo romanzo.”

Concludendo?

Lisa: “Supportate gli autori e le librerie, procurandovi una copia di “Io sono il Male”…! E leggete. Disintossicatevi l’anima leggendo tantissimo.”

 

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