Angela Simone: “Emotional Paper Jewels”.

"L'amore per la carta mi accompagna da sempre, amo il suo profumo, la sua consistenza, la sua anima, fragile e forte insieme". (Angela Simone)

Chissà quante persone, guardando un gioiello, si saranno chieste quale legame possa esistere tra il desiderio di possederlo, e anche di portarlo, e la tradizione dell’arte orafa che ha radici profonde e gelosamente custodite da millenni di storia. L’uomo ha sempre cercato, fin dai tempi più remoti, di adornarsi con oggetti la cui rarità o la difficile reperibilità conferivano personalità, importanza e prestigio, nell’ambito di una comunità che esigeva l’istituzione di gradi gerarchici o l’attribuzione di incarichi preminenti. Sembra strano, ma l’uomo pensò dapprima ad adornarsi e poi a vestirsi.
Risale all’Età del bronzo l’applicazione di tecniche di lavorazione dei metalli che arricchiscono il continuo uso degli antichi ornamenti. Questi, in epoche successive, avevano assunto una funzione diversa.
Oro, argento, bronzo, platino, pietre preziose, questi, generalmente, gli elementi che costituiscono i gioielli…Immaginiamo ora che al loro posto venga utilizzata la…carta! Sì, avete letto bene, gioielli di carta o meglio, “Emotional Paper Jewels”. Oggetti originali e singolari realizzati da Angela Simone, che, Martedì 26 Giugno, presso la 3B Gallery di Via della Balduina, ha presentato a stampa, ad addetti ai lavori e agli amici, una vasta collezione di questi piccoli capolavori.
Angela Simone ha spiegato che crea questi gioielli, utilizzando una tecnica antica, quella del quilling, che consiste nell’arrotolare striscioline di carta da cui scaturiscono appunto orecchini, anelli, collane e spille. La tecnica è di per sè semplice, il resto lo fanno le abili mani di Angela, la sua fantasia, l’estro e la gioia di inventare sempre nuovi gioielli che vadano a valorizzare chi li indosserà.
La cosa che, personalmente, ho trovato più strabiliante, è stata che, al tatto, questi gioielli non sembrano certo di carta, pare di toccare conchiglie o vetro, comunque pezzi rigidi….e poi i colori, così intensi e vivaci, sembrano quasi rimandare ad una sorta di cromoterapia.
Ma lasciamoci trasportare nell’incanto di questo particolare “mondo” di Angela Simone…
Angela come nascono i tuoi gioielli?
“Era il 2003/2004 quando, dopo aver frequentato un breve laboratorio sul ‘quilling’, provai un senso di calma sia nell’arrotolare la carta che nel comporre una collana con le perle di carta ottenute. Inizialmente ero solo curiosa di vedere cosa succedeva ad un foglio di carta decorata una volta tagliata a strisce e arrotolata. Ogni tipologia di carta mi dava sensazioni e ispirazioni diverse. Quando provai con il cartoncino ondulato capii che potevo ottenere volumi geometrici più vicini alla scultura che al semplice bijoux. Utilizzai quindi la mia formazione grafica e gestaltica per giocare con le forme e i colori. In quegli anni non era ancora di uso comune parlare di ‘Gioiello di carta’ ma per me, usare un materiale considerato ‘povero’ e fragile per creare qualcosa di prezioso e resistente fu quasi una sfida. Provocatoriamente cominciai anche ad utilizzare carte e cartoncini dorati e argentati che potevano essere scambiati per metallo prezioso ed ecco che il mio lavoro richiamó immediatamente l’interesse di giornalisti e di amanti del gioiello.
La mostra ‘IL GIOIELLO DI CARTA’ che si tenne c/o la Triennale di Milano (2009) suggelló la definizione e tale rimane fino ad oggi.”
http://www.angelasimone.it/eventoca0d.html?id=triennale09
Come vengono realizzati?
“Per quanto riguarda la realizzazione, i miei ‘EMOTIONAL PAPER Jewels’ sono fatti interamente a mano perché il lavoro manuale per me è terapeutico, un anti stress. Parto dal foglio di carta dalle dimensioni che mi servono in quel momento. Taglio, incollo, arrotolo e proteggo.”
Gioielli….di carta…davvero unici…per quale tipo di donna li hai pensati?
Sinceramente all’inizio non ho pensato quale tipo di donna avrebbe apprezzato il mio lavoro. Non è stato un percorso dettato dal calcolo strategico di marketing ma, al contrario, da un mio profondo bisogno di ascoltarmi. In seguito, oggi soprattutto direi che le donne che apprezzano le mie ‘gioie’ sono donne attente alle nuove tendenze, intelligenti e aperte al nuovo, donne che amano la leggerezza (e non intendo solo quella materica) e il gioco.
Su quale territorio lavori maggiormente?
“Il mio lavoro è stato apprezzato in Italia e all’estero grazie a importanti fiere del ‘Gioiello Contemporaneo’ ma lavoro soprattutto a Milano, dove ho vissuto 35 anni e dove ho avuto modo di farmi conoscere più facilmente. Felice quindi di essere approdata anche a Roma dopo diversi anni di ‘fermo’ a causa di altre priorità.”
In futuro sono previste altre creazioni?
Di sicuro la voglia di sperimentare è il motore e la spinta che mi fa andare avanti nella ricerca. Sto preparando nuove creazioni che presenterò ad Amsterdam tra l’8 e l’11 Novembre prossimo in occasione della 17esima edizione di SIEERAD art fair.”
Foto: Loredana Filoni

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