Anna D’Amora: “Dalla Polizia alla gente comune.”

Attraverso questa rara intervista, la veggente sensitiva Anna D'Amora, racconta la sua collaborazione con le forze dell'ordine e la volontà di essere di aiuto alla gente comune.

Originaria di Torre Annunziata, la veggente sensitiva Anna D’Amora ha raccontato, in esclusiva ad LF Magazine, la sua storia e la volontà ad incontrare la gente comune.
Una rara intervista, che racconta il film personale di Anna D’Amora, il romanzo della sua vita, fatta di cose normali, per lei, ma così strane per noi, da tenere spesso le distanze da questo mondo parallelo.
Anna, tu hai collaborato con le forze dell’ordine, confermi questo?
“Si, ho lavorato con le forze dell’ordine, ma per privacy non è possibile dire per quali casi, ma comunque tutti nella mia regione sanno questo. Anche qualche giornale ne ha parlato.
Tu sei sensitiva o veggente?
“Sono sia sensitiva sia veggente. Provo sensazioni e vedo immagini.
Noi ti abbiamo conosciuta tramite amicizie comuni ed ogni incontro ha sempre il suo perchè. Come mai hai avuto la necessità di esporti ora?
“Perchè il mio essere veggente aiuta le persone, però mi sento in dovere di non essere ricercata apposta, ma di cercare io ora il contatto con le persone. Il mio desiderio è quello di farmi conoscere, per aiutare le persone, sia organizzando incontri con loro, raccontando di me, che mettermi a disposizione per qualsiasi loro richiesta d’aiuto.
Come vivi il tuo essere veggente?
“Lo vivo in modo naturale e tranquillo. Diciamo che se mi succede in mezzo alla gente di avere qualche visione è più difficile dirlo, ma in qualche modo trovo sempre la parola giusta ed il modo di rivolgermi alla persona di riferimento cosi da non spaventarla. Il mio carattere è abbastanza espansivo, riesco a comunicare molto facilmente con le persone e le stesse poi mi dicono che hanno piacere a parlare con me e ad ascoltarmi, quando racconto le mie storie. Storie che vorrei far conoscere a molte persone ora.
Puoi raccontarci un caso specifico così da farci comprendere meglio come avvengono queste visioni ed il tuo modo di affrontarle?
“Si, non c’e’ problema. Un giorno non mi andava il bancoposta e dovevo presentarmi all’ufficio postale per risolvere il problema, ma era pienissimo di gente e non potevo fermarmi, così ho rimandato al giorno dopo. Mi presento il giorno successivo ed incontro la direttrice Roberta (nome di fantasia per privacy) che ascolta il mio problema. Lei ha iniziato a provare la carta e vedeva che non funzionava. Ha telefonato al centro tecnico, ma non riuscivano a capire il problema. La carta non funzionava. Ad un tratto davanti a me, alle spalle della direttrice appare questa entità fantasma…un signore che mi disse di chiamarsi Paolo (nome di fantasia). Quest’uomo mi disse chiaramente che non mi faceva funzionare il bancoposta fino a quando non dicevo a Roberta che lui era li vicino a lei. Io al momento non sapevo in che modo farlo, mentre l’uomo insisteva nel dirmi che se io non glielo dicevo la carta avrebbe continuato a non funzionare. Ero imbarazzata, non sapevo come diglielo, poi mi dissi:”Se quest’uomo è quì c’e’ un perchè e la direttrice sicuramente capirà le mie parole”, così mentre parlavamo del problema della carta e di altre questioni, mi sono fatta forza e le dissi: “Paolo è vicino a lei”. La direttrice mi guardò, come se avesse intuito qualcosa. Gli occhi sbarrati. Si sedette, mi guardò ancora e mi disse:”Cosa sta dicendo?” e io continuai: ”Paolo, il signore con i baffi vicino a lei, vuole che le dica che le sta vicino e che lei non deve più stare male, deve continuare la sua vita, perchè lui non c’e’ più fisicamente, ma è sempre vicino a lei”. Roberta mi ascoltava, sempre stupita, continuava a guardarmi senza commentare, mentre io continuavo a riferirle quello che questo Paolo mi diceva per lei. Poi questo uomo mi disse:”Anna, adesso il tuo bancoposta funziona!”. Io mi rivolsi subito a Roberta: “Roberta, adesso il bancoposta funziona”. La direttrice fece passare il bancoposta nella macchinetta e fece un balzo di meraviglia:…la carta funzionava! A quel punto Roberta mi ha abbracciato e mi ha detto di essere contenta che Paolo mi aveva dato questo messaggio da portarle. Io e la direttrice poi ci siamo incontrate sempre nell’ufficio postale, ma semplicemente, come direttrice e cliente. Una cosa normalissima. Questo racconto per spiegare come avvengono le visioni o le sensazioni. Possono accadere in ogni momento e in ogni luogo. Mi arrivano messaggi per poter aiutare persone che non hanno più voglia di vivere o semplicemente si spengono perchè non hanno più una persona cara vicino, anche un semplice scoraggiamento o perchè devono avere una svolta nella loro vita. Io ho visioni e riesco a parlare con l’aldilà e con la persona a cui indirizzare il messaggio in modo naturale. Di norma le persone che prendono contatto con me non si spaventano quando sentono cosa devo dirgli. Ho un modo di parlare, di esprimere il messaggio, che le mette a loro agio. Devo ammettere che sono emozionata io, ora, nel raccontarvi queste cose.
Una curiosità, ma a che età hai iniziato ad avere queste visioni?
“Presto, credo 5 anni.
Anna, hai un’esperienza provata in questo campo paranormale e oggi ti mettiamo in comunicazione con le persone che vogliono parlare con te. Hai un tuo contatto diretto?
“Si, chi ha bisogno di mettersi in contatto con me può farlo a questa mail: damoraanna68@gmail.com
Ciao Anna e grazie per questa interessante e vibrante intervista.
“Grazie a voi per avermi dato l’occasione di farmi conoscere attraverso il vostro magazine. Un abbraccio a tutti.”

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