Antonella Arancio più bella che mai ritorna e canta “Quel vuoto immenso.”

Per LF MAGAZINE abbiamo stanato una delle cantanti più brave degli anni novanta, Antonella Arancio che è ritornata con un nuovo brano di cui parleremo.

Lei è sempre bellissima, forse oggi è più affascinante di ieri. La sua voce è potente e viscerale e il suo brano è assolutamente magnetico, si intitola “Quel Vuoto immenso”.

La sua carriera inizia al “Festival di Castrocaro” e continua nel 1993 a “Sanremo Giovani” dove si presenta con un brano dei Camaleonti, “Io per lui”. Successivamente il noto produttore e autore Franco Migliacci inizia a produrla e la presenta nuovamente al Festival di Sanremo

 Che ricordi hai di Castrocaro?

“Avevo 17 anni, oggi mi sono resa conto di che opportunità è stata, arrivai in semifinale ma ero troppo piccolina per capire.”

Come arrivasti a Sanremo?

“Grazie a Pippo Baudo; aveva indetto in una sua trasmissione un bando serale per nuove proposte a cui partecipai con “Io per lei” dei Camaleonti e vincendo la prima serata venni promossa al Festival di Sanremo sezione Giovani. Nel 1994 con il brano “I Ricordi del cuore” arrivo seconda alle spalle di Andrea Bocelli, mentre l’anno successivo, gareggio addirittura tra i big con “Più di così” e mi classifico al nono posto in quella edizione.”

Il tuo look in quegli anni a Sanremo era raffinato, ma semplice, senza esibizionismi, lo avevi ideato tu?

“Era un periodo in cui andava il capello molto cotonato, le camicie stile 800. Fendissime (linea giovane di Fendi) e Dolce e Gabbana son state le due case di moda da cui mi sono servita.”

“I ricordi del cuore” è rimasta impressa come canzone, anche come sigla fu molto ascoltata, o sbaglio?

“Sì non sbagli, registrai la versione spagnola negli anni ’90 e divenne la sigla di una telenovela molto famosa “Pobre Diabla”. “

Hai una voce veramente bella  e potente; tra le grandi interpreti  tue  colleghe chi senti  artisticamente vicina?

“Fiorella Mannoia, la ascolto molto, fin da bambina. Una voce che io amo, pulita, semplice, ortodossa, direi da interprete. Non amo virtuosismi o tecniche, sono per la semplicità, per il messaggio prima di tutto.”

Oggi parliamo del tuo ritorno con un pezzo particolare si chiama “Quel vuoto immenso”…ce ne parli?

“Le atmosfere del brano ricordano la mia passione per la per la musica celtica, irlandese, anche medievale… ci avviciniamo a questo genere ma non solo. Si discosta da quello che ho fatto in passato. Mi avvicino al medievale gotico ma in modo pop.”

Sperimentare dove può portare?

“Può portare a qualcosa di originale ma bisogna essere credibili, non può essere una forzatura. Ma deve essere quello che un artista sente, diciamo che prima mi sentivo più una modella su cui  ALTRI poggiavano degli abiti anche belli. Oggi invece voglio indossare un abito scelto da me.”

“Quel vuoto immenso” colpisce molto come brano, a che cosa si riferisce, a quali emozioni?

“Quell’intervallo in cui mi è mancato il feedback con il grosso pubblico. Il mio grande amore per la musica nel passato passava anche da grandi palcoscenici. Insomma una celebrazione per un artista e mi è mancata molto. Ho avuto la produzione di Migliacci e anche con la Sony il contratto si esaurì, io poi ero giovanissima, non ero pratica di businness. Poi ho lavorato in “Novecento” con Pippo Baudo nel 2003, per due anni come cantante solista, lui è un grande professionista che mi ha aiutato tantissimo, mi ha sempre invitato nelle sue trasmissioni, mi consigliava e apprezzava davvero la mia voce.”

Cosa ne pensi dei Talent?

“Sono un’arma potente ma a doppio taglio. Una volta era il festival di Sanremo l’evento che ti portava alla ribalta. Oggi è cambiato… meno eleganza, niente fiori, una visuale diversa, comici, a volte volgari. Nei Talent, per riempire la gara, a volte ci sono in mezzo alcuni componenti di scarsa qualità; poi se un giovane ha successo, lo sfruttano al massimo, ma alcuni, da questo processo vengono bruciati, non faccio nomi ma li sapete. Due anni di ribalta e poi più nulla. Ovvio che oggi è questo che offre il mercato e dunque, sinceramente, anche io lo farei se avessi vent’anni.”

Se ti offrissero “Ora o mai più” di Amadeus, ti piacerebbe parteciparvi?

“Si volentieri, sarebbe un modo per rivedere i colleghi.”

Con la tecnologia ed in particolare coi social che rapporto hai?

“Non sono una grande amante, ma mi aiuta molto mia figlia che sa persino gli orari per pubblicare. Certo comunico col pubblico per un evento o un concerto, mando comunicati, ma sono molto riottosa, pubblico pochi ritratti, solo per lavoro. Sono una pigrona.”

Sei stata gentilissima, grazie.

“Grazie a voi!”

 

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