Antonio Saccà: “Il racconto del pensiero”.

Presentato, in una suggestiva ed eccezionale cornice, il Barcone Rosso sul Tevere, l'ultimo saggio del professor Antonio Saccà.

Una Domenica pomeriggio di una bollente estate. Roma, con i suoi scorci, i suoi ‘angoli’ tipici che raccontano ciascuno una piccola storia, le memorie, le leggende. Il Tevere con i suoi ristoranti galleggianti, l’estate romana, l’isola del cinema, il Barcone Rosso… Un luogo davvero piacevole da vivere, in cui, Domenica 2 Luglio, ha avuto luogo una interessante presentazione letteraria. Il professor Antonio Saccà, al ‘cospetto’ di un folto stuolo di persone che, a dispetto del gran caldo, si è assiepata sul ‘galleggiante’, ha illustrato il suo ultimo lavoro, un saggio, per la precisione, “Il racconto del pensiero”.

Saccà ha illustrato, la sua opera, rimarcando, in particolare, alcuni concetti che, per lui, sono basilari: pur nella massima libertà di ciascuno di noi di credere in ciò che si vuole “fideisticamente” (punto fermo che non può essere messo in discussione, se non dal fatto che bisogna conoscere ciò in cui si crede), non si possono mischiare le Religioni con la Filosofia; la Ragione con la Fede. Esse sono, tra di loro, antitetiche, perché la Ragione non potrà mai spiegare scientificamente l’inspiegabile presenza della realtà; ma, a maggior ragione, la Fede non può pretendere di spiegare “scientificamente” se stessa, essa è un atto del tutto volontario, basato su se stessa.

Per Saccà, dunque, è impossibile parlare di religione vera o falsa, ma si può evidenziare ciò che le Religioni suscitano, in special modo artisticamente, dato che le religioni sopravvivono specialmente nell’arte. Saccà si riferisce al mondo greco, egiziano, romano, cattolico, il mondo che accetta la raffigurazione delle divinità.

La reale chiave di lettura di questa prova saggistica di Antonio Saccà, a mio parere, è il valore della sintesi. Il libro “Il racconto del pensiero”, nato da una serie di seminari che Saccà ha tenuto in vari circoli culturali, nasce dall’esigenza di tradurre questi seminari in un’opera letteraria e dal fatto che essa stabilisce un tratto d’unione tra questi contenuti. Contenuti quanto mai variegati… “Il racconto del pensiero”, un titolo molto bello, dalla narrazione totalizzante che parte da epoche lontane per arrivare ai nostri giorni, rappresentando, i momenti più importanti di quello che è stato proprio il racconto del pensiero.

Ognuno di questi momenti meriterebbe un’opera enciclopedica, Saccà ne è consapevole, ma lui riesce sapientemente a risolvere tutto in poche pagine che, relazionate assieme attraverso una lettura veloce, vanno, come una freccia, a scagliare e colpire il bersaglio, illustrando chiaramente quale sia l’evoluzione nel corso dei secoli.

Noi siamo abituati a concepire la realtà esistente, come se fosse l’unica possibile…il profitto, il mercato, il materialismo, questi dogmi, ci vengono proposti come l’unica realtà possibile. Invece non è assolutamente vero. Questa è una visione circoscritta di un periodo, nemmeno tanto ampio, nel percorso storico.

Questa lettura veloce sull’evoluzione del pensiero, ci porta anche ad una sorta di atteggiamento critico nei confronti delle opinioni correnti del nostro tempo.

Il significato ultimo di questo volume si percepisce leggendo proprio l’ultimissimo capitolo, intitolato ‘Prospettive’. Quì Saccà, in estrema sintesi, riassume quelli che sono i fattori di crisi del mondo contemporaneo, come la crisi economica, il turbocapitalismo, il fenomeno delle migrazioni determinato dal saccheggio che le realtà occidentali fanno nei paesi di queste povere popolazioni che poi sono costrette a fuggire dal proprio mondo per cercare di trovare fortunosamente una possibilità di sopravvivenza nei paesi occidentali, che poi, a loro volta, vengono respinti, perchè i lavoratori dei paesi occidentali si sentono minacciati, in una sorta di guerra fra poveri che viene innescata dai fattori contraddittori dell’economia contemporanea.

Saccà conclude dicendo che soltanto una revisione del nostro modo di essere, di interpretare la realtà corrente, potrà salvarci da una crisi incombente, e riafferma il valore della filosofia.

La filosofia e la religione sono stati i due fattori portanti che hanno attraversato il pensiero dell’umanità nel corso dei secoli. Nel recente periodo storico, se n’è perso un pochino il senso, perchè hanno prevalso i dogmi del materialismo, della tecnologia, dell’efficenza, della conquista della natura, ma molti di questi dogmi stanno mostrando un loro limite, perchè la crisi è dappertutto, materiale, etica e spirituale, ci interroga sul fatto che probabilmente la dimensione della vita è qualcosa che va oltre le mere dimensioni materiali, e questo ci riporta alla dimensione animica, filosofica e del pensiero.

Da questo abbinamento di componenti, il valore della sintesi di cui Saccà ci fa dono, consentono, in appena 160 pagine, di avere una summa del pensiero che ha caratterizzato l’umanità nel corso dei secoli e il confronto con la realtà attuale, le sue contraddizioni, le minacce, ma anche le speranze.

Questa credo possa essere la chiave di lettura di questo libro, sia sul piano intellettuale che emotivo. Perchè non dimentichiamo che il professor Saccà oltre che saggista è anche scrittore e poeta.

Un gran bell’incontro di spessore intellettivo quello con il professor Antonio Saccà… Le sue parole… Il modo di porci davanti a tematiche complesse, sono state espresse in maniera completa ed affascinante allo stesso tempo, per nulla noiose o pedissequamente didattiche! Saccà, catanese d’origine, trapiantato a Roma, del resto, si distingue da sempre soprattutto per la sua originalità di pensiero, maturata attraverso una grandissima dote, quella dell’ironia.

Grazie prof…!!!

Antonio Saccà è un personaggio assai noto alle cronache letterarie. Romanziere, saggista e poeta, già docente di sociologia delle forme espressive presso l’Università di Roma “La Sapienza”, ha pubblicato diversi libri di successo, come ad esempio: Storia della sociologia (Newton&Compton, 1995) o il più recente Il padre di Dio (Bietti Media, 2009).

Foto: Giovanna Canzano, Loredana Filoni

 

Scrivi un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*