Arianna Frattini: “La scrittura mi appassiona, mi ha salvata, rendendomi la persona felice che sono.”

LF ha incontrato la giovane scrittrice che ha scoperto questa sua grande passione dopo un evento triste dell'infanzia.

Scrivere! Una passione, uno sfogo, un’arte, una dote. Mettere insieme dei pensieri, tristi o felici che siano, è come una sorta di terapia dell’anima, una purificazione del cuore e della mente. Quante volte per espellere pensieri tristi, pesanti, si buttano giù delle parole!?!

Certo, scrittori, in un certo qual modo, si nasce, occorre possedere un minimo di predisposizione, la dote! Anche perchè scrivere un romanzo, un saggio, un racconto, non è cosa semplice…se poi a questo si aggiunge già una professione impegnativa dietro, diviene un’impresa titanica!

Ad Arianna Frattini questa impresa è riuscita egregiamente! A 9 anni, perde la sua adorata nonna! Un mondo ‘incantato’ che crolla, sogni infranti…lei, ancora troppo piccola per poter dare un senso ad una perdita così importante, si chiude totalmente… alla famiglia, agli altri, al mondo! Ad un certo punto, alla mamma di Arianna, viene l’idea di regalarle un quaderno su cui buttar giù i suoi sentimenti, i dolori. Ad Arianna si apre un mondo! Inizia a scrivere e da allora non si è più fermata! Scrive di drammi, anche forti, di vite vissute, per i quali trae spunto da racconti di giovani donne con, alle spalle, grandi turbamenti, pathos, sentimenti. Arianna Frattini scrive in modo scorrevole, intrigante, essenziale, riuscendo a catturare il lettore all’istante, il quale si lascia coinvolgere in pieno da questa avventura e cresce insieme alle protagoniste; rimane ferito, ammaliato, protagonista anch’egli di questo suo infinito viaggio nell’animo umano.

In tutto questo, Arianna lavora intere giornate, compresi week-end, nel ristorante di famiglia, scrivendo….negli orari notturni!!! Fantastica semplicemente!

Vi avevo detto che la sua, è un’impresa titanica!!!

Arianna come hai iniziato il percorso verso la scrittura che so, cominciato dall’infanzia?

“Si ho iniziato da piccola davvero, a 9 anni, a scrivere. A quell’epoca morì mia nonna ed ho subìto un forte trauma: non parlavo più, mi sono chiusa. Così mia madre mi regalò un quaderno dicendomi: ‘se non vuoi parlare, almeno scrivi.’ Io così ho cominciato giorno per giorno a scrivere delle storie, mi inventavo racconti in cui la bambina protagonista era felice e viveva con la nonna che era viva…Attraverso la fantasia sono riuscita pian piano ad uscire dal trauma della morte di mia nonna, ed appassionandomi, non ho più smesso di scrivere. Mi sono innamorata della scrittura!”

Il tuo primo libro?

“Il mio primo libro risale a due anni fa, quando ho deciso di non voler più scrivere solo per me, ma di portare le persone nel mio mondo. Volevo provare se riuscivo a far emozionare gli altri nello stesso modo in cui capitava a me. Da lì, un pomeriggio, dopo aver parlato con una ragazza che mi raccontò una storia talmente particolare e toccante, decisi di scrivere un libro su di lei. E da questo è nato il mio primo romanzo “La ragazza che seguiva le stelle”.

E’ stato accolto nel modo che speravi?

“Io sono stata contentissima, perchè ha avuto un buon successo, è piaciuto molto, i lettori mi hanno scritto delle emozioni che avevo trasmesso loro. Proprio il mio intento!”

Tu scrivi di notte, se non sbaglio, dopo intere giornate di lavoro nel ristorante della tua famiglia?

“Esattamente. Lavoro nel ristorante dei miei tutto il giorno anche fino alle 2.00/3.00 di notte, ma quando torno a casa si apre il mio mondo. Nella mia stanza devo andare avanti con i miei romanzi, scrivere, perchè non riesco a non farlo, per cui la nottata trascorre così!”

Il tempo per dormire?

“Mi riposo, se riesco, tra le 8.00 e le 11.00 del mattino. Dormo pochissimo, ma devo realizzare quello che mi sento di fare. La scrittura è una cosa che mi appassiona, che mi ha salvata, mi ha resa la persona felice che sono.”

So che tuo padre Fulvio ha lavorato al fianco di mostri sacri della televione!

“Sì. Mio padre, quando aveva 20 anni, presentava il cantagiro nelle piazze assieme a Mike Bongiorno, Pippo Baudo e Corrado Tedeschi, ai loro esordi. Poi iniziò a studiare come mago e prestigiatore, ed un bel giorno, Mike Bongiorno e Corrado, gli proposero di condurre tutti e tre assieme un programma su Rai 1…Mio padre, all’epoca, era già fidanzato, alchè lei gli disse: ‘o con me, o con la televisione con loro due’. Lui scelse di sposarsi e poi di avere me! Ed eccomi quì.”

Ci vuoi parlare del tuo ultimo romanzo?

“Il mio ultimo romanzo, “Quello che dovevo dirti”, è molto particolare perchè tratta le tematiche dell’adozione. Racconta di questa donna che ha dovuto abbandonare la figlia appena nata…narro la vicenda dal punto di vista della madre, però. Spesso sentiamo quello che pensano i figli abbandonati, ma certe volte occorre anche ascoltare chi abbandona, scelta non sempre da punire, che a volte nasconde storie particolari e toccanti, quale quella del mio romanzo, tratta da una storia vera, che uscirà ad Ottobre.”

In che genere letterario ti inseriresti tu, come scrittura?

“Io sono una narrativa classica ma drammatica. Tratto sempre i drammi di queste donne dalle storie toccanti. La donna poi, c’è da dire, soffre di più…si butta a capofitto nelle situazioni, vive la sua vita, ma possiede tanta sofferenza dentro.”

Sei tornata da poco da Venezia dove hai partecipato al Festival del Cinema. Cosa hai provato?

“E’ stata un’emozione veramente particolare, perchè da scrittrice, non avevo mai partecipato ad una mostra del Cinema. Mi è piaciuta tanto perchè amo molto il cinema, guardo tantissimi film, ed al momento c’è anche l’interesse, da parte di una produzione, di realizzare un film sul mio primo libro. Diciamo che sono un po’ andata a toccare con mano la realtà del cinema. Sono stata felicissima perchè ho visto che ci sono state molte tematiche importanti, per cui sono stata felice di esserci.”

Quale film hai preferito?

“Ve ne erano vari…non mi sbilancerei. Sono tutti di generi diversi, argomenti variegati, in ognuno ho visto qualcosa di particolare da non riuscire a dire quale fosse il meglio od il peggio…Mi piacciono le tematiche sociali, questo posso dirlo.”

E’ vero che parteciperai ad un Reality?

“Mi è stato proposto, ma sto vagliando perchè lo scrivere ed il Reality sono due mondi totalmente diversi. Se mi permettessero di scrivere nell’ambito del reality potrei accettare.”

Prossimi progetti?

“A Settembre attendo i contatti di cui parlavo prima, per la realizzazione di un film dal mio primo romanzo. Poi le varie presentazione dell’ultimo libro, e sto anche scrivendo un nuovo romanzo, per cui ne ho di cose da fare!”

Concludendo?

“Si dice sempre che si legge poco in questi tempi, per cui l’unica cosa che posso dire è che leggere e scrivere è sempre una cosa che fa bene a tutti…buttiamo i cellulari e prendiamoci un buon libro che non può che farci bene!”

 

 

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