Barbara Magnolfi : “Suspiria” vive ancora ….tra noi.

Un viso che non si può dimenticare. La fusione tra una Venere bambina ed una strega destinata al male, questo era Olga in Suspiria. Per LF Magazine abbiamo deciso di intervistare una delle donne più misteriose e affascinanti del cinema, Barbara Magnolfi.

Il suo fascino oscuro e forse la sua vita ‘on the road’ colpirono tantissimo Dario Argento tanto da scolpirgli questo ruolo di giovane malefica destinata al male e alla stregoneria.

Barbara Magnolfi nasce artisticamente come ballerina (in “Suspiria” la scuola di Friburgo è una raffinatissima accademia di ballo…..) fotomodella e cover girl, con un pizzico di internazionalità, perché di madre francese e padre italiano. Viveva a Roma negli anni settanta, dotata di un viso forte fiero ed esotico, misterioso ed irresistibile, non fatica molto ad entrare nel cinema,  essendo estremamente fotogenica e dotata come attrice. Dopo i primi ruoli comincia a crescere nell’ambiente del cinema la curiosità su di lei. Dopo l’esordio da bambina in un film di Pietrangeli la fanno atterrare in due film “Morte sospetta di una minorenne” di Sergio Martino e il poliziesco “La madama” del grande Duccio Tessari. La consacrazione arriva con “Suspiria” di Argento nel ruolo dell’insinuante Olga. Un ruolo che la consacrerà all’immaginario collettivo come una Dark Lady del cinema anni 70. Sposata con il grande attore francese Marc Porel (scomparso nei primi anni ottanta) con lui  frequenta il jet set del cinema e della musica. Il cinema continua ad omaggiare il suo fascino con ruoli ambigui come in “Disposta a Tutto” e “La sorella di Ursula” o il poliziottesco “Milano: Difendersi o morire”.

Il suo look piuttosto dark assolutamente avanti per i tempi la consacra come un’attrice dai ruoli magnetici e misteriosi. Trasferitasi in America a metà anni ottanta, si risposa e lavora per la televisione in diversi telefilm di successo, l’ultimo dei quali “My Haunted House” dove interpreta una medium, ancora mistero e soprannaturale nella vita di Barbara.

Ha lavorato recentemente nel bellissimo “Disciples in America” (un horror barocco e sopra le righe tutto da gustare… ) eViolent Shit”, un’opera seducente ed estremamente nera di Luigi Pastore, un giovane regista che sta costruendosi una solida carriera nell’horror europeo.

Recentemente ha partecipato in Italia a “Blood on melies” un bell’ horror low budget. Barbara Magnolfi è sempre bella e dal fascino oscuro, come una antica sacerdotessa. Ha ammiratori in tutto il mondo che si affollano attorno a lei nelle convention sull’horror di cui è ormai una Queen. Per noi si è aperta in una intervista spontanea semplice e disponibile e la ringraziamo dello spazio che ci ha concesso.

Barbara grazie per aver accettato questa intervista, tu hai  studiato danza da piccola e in altre interviste hai detto di essere  stata una bambina molto artistica e fantasiosa, in che famiglia sei nata?

“Prego, il piacere é mio. Sì ho studiato danza classica fin da piccolissima, avevo quattro anni quando iniziai, mi ricordo come se fosse oggi la signora che suonava il pianoforte alle lezioni di balletto. Fu un’amore a prima lezione. La mia immaginazione era davvero creativa fin da piccolina e questo mi aiutò molto a realizzare i miei sogni. Sono nata in una famiglia di origine nobile toscana, mio padre aveva uno studio fotografico a Firenze mi ricordo. Credo che esista anche un teatro Magnolfi a Prato.”

A dodici anni Pietrangeli ti ha scelto, cosa hai provato in un set per la prima volta?

“Pietrangeli mi scoprì  in un ristorante romano dove stavo pranzando con mia mamma e venne a chiederci se per caso fossi interessata a fare il ruolo della protagonista da piccola nel film che stava girando. Non ci potevo neanche credere si era avverato il mio sogno! Da li in poi cominciai ad essere convinta che io stessa creavo il mio destino. Sul set per la prima volta fu un’esperienza magica, senza tempo, come se avessi sempre fatto quello, ero stranamente a mio agio forse anche piu che nella realtà che vivevo allora.”

In famiglia come hanno accettato la tua carriera di modella e di attrice ?

“Non so, penso che in un certo senso ne fossero fieri, ma non me l’hanno mai detto esplicitamente.”

Sei sempre molto bella oggi come ieri, da ragazza avevi qualcosa di tremendamente Dark un fascino pre Asia Argento, hai vissuto gli anni settanta, erano molto creativi ? Le persone erano più libere?

“Grazie, si mi soprannominarono la “Bella tenebrosa” avevo un’allure felina, certo il mio look era Dark anche se io non mi sono mai considerata tremendamente Dark anzi, alquanto il contrario, ho una personalità solare. Gli anni settanta furono certamente creativi cinematograficamente. Furono creati dei film che ora fanno parte dei classici, ma fu anche un’epoca rivoluzionaria e caotica, un’epoca in cui le droghe incrementarono ed i valori morali degradarono. Non penso le persone fossero più libere”

Avevi un aspetto forte da “musa cinematografica”alla Maria Schneider o Tina Aumont, da animale cinematografico,  davvero molto cinematografico, avresti potuto fare di più con la tua grande fotogenia ? C’è qualche ruolo o cast che ti è saltato all’ultimo e che rimpiangi?

“Ti ringrazio per avermi menzionata assieme a due attrici straordinarie, che ho avuto il piacere di conoscere personalmente. Penso che la mia intensità e presenza cinematografica venisse dalle esperienze vissute e dalla mia profondità d’animo, la mia fotogenia e talento mi portarono sicuramente davanti a molte porte, alcune delle quali richiedevano compromessi per aprirle e così anche se avrei potuto, come tante hanno fatto, aprirle, io preferii non farlo. Non rimpiango niente in realtà, perchè al momento quello che feci era ciò che ritenevo giusto fare e la cosa migliore per le circostanze in cui mi trovavo. Certo ci sono ruoli che avrei voluto interpretare e che qui in America penso finalmente di averne l’opportunità.”

Sei stata legata ad un attore francese molto importante e bello, un grande professionista, Marc Porel, eravate bellissimi e famosi, che ambienti frequentavate? Con che colleghi  avevate legato? Chi ricordi dei tempi?

“Sì Marc Porel é stato il mio grande amore, un grandissimo talento una vita bruciata troppo presto, che peccato! Eravamo così famosi che non potevamo andare in giro senza essere assaliti dai paparazzi, era strano per me vivere la mia vita così pubblicamente. Molte cose scritte su di noi inoltre non erano vere. La gente che frequentavamo erano altri personaggi famosi, Marc era molto amico di Alain Delon, quindi lui lo frequentavamo, e così pure come Mick Jagger e Maria Schneider, quando abitavamo a Parigi, ma poi a Roma, invece altri colleghi come Eleonora Giorgi, Gerardo Amato, Dominique Darel, ed altri con cui lavorammo in film oppure semplicemente amici non attori. Mi ricordo di questo periodo come un’uragano pieno di successo ma anche di alti e bassi.”

Hai lavorato in un “My Haunted House”, un serial tv americano dove hai interpretato una Medium, che rapporto hai con l’occulto? Ti è mai capitato qualcosa di incredibile? Credi nella veggenza?

“Sì era una serie su Lifetime TV. Una medium in un certo senso lo sono sempre stata. Ho sicuramente avuto esperienze per certi considerate incredibili. Quando per esempio mio marito Marc Porel morì, ebbi delle esperienze alquanto potenti a livello di comunicazione con lui. Credo che noi siamo esseri spirituali e diamo vita ed abitiamo in un corpo. Come esseri spirituali siamo eterni e questo posso dire di averlo sperimentato personalmente e di averne la certezza.”

 

 

 

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