Barbara Panetta: “Con ‘La Promessa di Chloe’ i bambini imparano le lingue straniere”.

LF ha incontrato la giovane scrittrice trapiantata a Londra per farci raccontare il suo ultimo libro per bambini "La promessa di Chloe" e spiegarci la differenza tra lo scrivere in italiano e in inglese.

Barbara Panetta

Oggi ho incontrato, seppur soltanto virtualmente, dati i tempi e… le ‘distanze’ del caso, una giovane scrittrice, molto creativa, brillante e piena di fantasia! Attualmente vive e risiede a Londra con la sua famiglia, ma le sue radici sono italiane, della Calabria per la precisione. Barbara Panetta, questo il suo nome, è nata a Reggio Calabria, ma sin dalla sua età più acerba si è compreso il suo spirito libero e la voglia di conoscere il mondo… Dopo la laurea in lingue, difatti, si è trasferita a Buenos Aires per completare un master in linguistica sperimentale. I suoi studi linguistici e l’interesse per la psicoanalisi l’hanno portata a dedicarsi alla scrittura. Ha pubblicato il suo primo romanzo nel 2015, “Ricordi in movimento”. Si è occupata della traduzione di scritti critici specialistici collaborando con musicisti di fama internazionale. Ha partecipato a varie antologie di racconti e ne ha curate due: “Lo dice il mare” e, in collaborazione con Luca Martini, “On the Radio”. Ma non crediate che Barbara si sia fermata quà: ha pubblicato anche un racconto di genere horror nell’antologia “24 a mezzanotte” a cura di Giuseppe Maresca e Luca Raimondi.

Accennavo poco fa, dell’essere ‘padrona del mondo’ di Barbara, della sua conoscenza, ottima, di alcune lingue straniere, che la hanno condotta a sposare un uomo tedesco e vivere, appunto, nel Regno Unito. La dimestichezza, la comprensione, la dialettica di idiomi di altre nazioni sono molto importanti per aprirci al mondo ed a nuove esperienze… importante ancor di più impararle sin dalla giovane età. E proprio con questo intento, Barbara Panetta, ha da poco pubblicato un nuovo libro, totalmente differente dagli altri elencati sopra, per genere e contenuti, “La promessa di Chloe” o meglio “Chloe’s Promise”. Sì, perchè il libro è scritto in entrambe le lingue, italiano ed inglese.

Quì si narra la storia di Chloe e della sua famiglia. Chloe è una formichina operaia che trascorre le giornate a lavorare duramente e senza sosta. La sua attività principale, insieme ai fratellini e alle sorelline, è la raccolta del cibo. Dopo aver faticato tanto, la piccola Chloe è esausta e perciò propone a tutti i suoi fratellini di chiedere ai genitori una meritata pausa. In cambio promette un maggior impegno nei giorni a venire. I genitori dovranno valutare se concedere  questa pausa e le formichine dovranno mantenere la loro promessa.

Le lingue si apprendono usando più materiale possibile, attraverso tanti stimoli, incluso, appunto, questo libro, che ha uno scopo educativo e che può essere letto dal genitore ai bambini piccoli o anche, in maniera autonoma, da un bambino più grande, seguendo la traduzione. Per un uso più completo e quindi per acquisire una buona pronuncia dell’inglese, la lettura de “La promessa di Chloe” va accompagnata dall’ascolto del video libro in inglese che si trova sul canale YouTube di Ant Chloe.

Ancora oggi, spesso i genitori temono che i bambini piccoli possano entrare in confusione, imparando varie lingue contemporaneamente… in realtà è vero l’esatto contrario!

Jacques Mehler, infatti, figura di spicco nello studio dell’acquisizione del linguaggio, ha dimostrato come il bambino sia capace, sin dal quarto giorno di vita, di distinguere la lingua madre (ovvero quella della mamma, alla quale è già stato esposto quando era ancora in grembo) da altre lingue.
Quindi, anche se il neonato non è in grado di comprendere ciò che ascolta, sa però riconoscere la lingua che gli è già familiare da un’altra. Alcune ricerche dimostrano che essere esposti a due sistemi linguistici diversi, non solo non confonde, ma favorisce una sensibilità maggiore da parte del bambino verso le componenti del linguaggio, come i suoni e la struttura delle parole. Ogni bambino nei primi anni di vita deve costruire un “vocabolario” interno, fatto di parole che capisce, e di parole che è in grado di produrre. Ogni termine, per il bambino monolingue, è una sorta di etichetta che associa ad un elemento.
Il bimbo bilingue invece apprende che per ogni oggetto ci può essere più di un’etichetta per riferirsi ad esso. Il cervello del bambino è in grado di “gestire” le due lingue contemporaneamente, e il continuo passaggio da una lingua all’altra determina dei vantaggi cognitivi per il bilingue.

Quindi decisamente utile, questo libro, oltre che davvero piacevole, date le numerose illustrazioni ad acquarello realizzate dalla stessa Barbara, di cui sicuramente i più piccoli saranno entusiasti, ed i più grandi apprezzeranno il garbo e le sfumature cromatiche.

Di seguito il link che rimanda al video libro in inglese che trovate sul canale YouTube di Ant Chloe: https://m.youtube.com/watch?feature=youtu.be&v=4PPKo_m54SA

Barbara, innanzitutto benvenuta in LF MAGAZINE! Come stai?

“Grazie a voi per l’invito. Considerando tutto quello che sta succedendo, sto abbastanza bene.”

Sei appena uscita con un delizioso libro per bambini “La Promessa di Chloe” di cui non voglio tralasciare il fatto che è scritto in inglese e tradotto in italiano ma anche in altre lingue… Cosa racconta il libro?

“La storia gira attorno al personaggio di Chloe e alla sua famiglia. Chloe è una formichina operaia che trascorre le giornate a lavorare duramente e senza sosta. La sua attività principale, insieme ai fratellini e alle sorelline, è la raccolta del cibo. Dopo aver faticato tanto, la piccola Chloe è esausta e perciò propone a tutti i suoi fratellini di chiedere ai genitori una meritata pausa. In cambio promette un maggior impegno nei giorni a venire. I genitori dovranno valutare se concedere  questa pausa e le formichine dovranno mantenere la loro promessa.”

La formica, l’insetto lavoratore per eccellenza, ci insegna da sempre che nella vita il duro lavoro ci fa ottenere i nostri traguardi… quanto pensi che questa cosa arrivi ai bambini?

“I bambini si identificano da subito con la formichina Chloe e con i suoi fratellini, perché piccoli come loro; ma nel loro piccolo, i bambini sono capaci di intraprendere grandi percorsi e sin dalla tenera età, capiscono che … chi ‘semina raccoglie’. Attraverso l’uso di un linguaggio piuttosto semplice trasmetto questo messaggio, non solo ai bambini ma anche ai genitori, invitando a dare fiducia ai loro figli.”

Parlaci dell’illustrazione e del perché hai scelto l’acquarello?

“L’acquarello rende molto bene le sfumature e ha dei colori morbidi che piacciono ai bambini. Ho anche voluto evitare un numero eccessivo di modifiche digitali e ho adottato una prospettiva elementare alla portata dei bambini. In tal modo ho creato una chiave di comunicazione tra il bambino e il genitore, ovvero tra il bambino e il mondo degli adulti.”

I bambini, si sa, apprendono le lingue straniere con grande facilità… sarà sicuramente anche grazie attraverso il tuo libro che questo accadrà… A che fascia di età è indicato in particolare?

“Una lingua si apprende usando più materiale possibile e attraverso tanti stimoli, incluso un libro come il mio che ha uno scopo educativo e che può essere letto dal genitore ai bambini piccoli o anche, in maniera autonoma, da un bambino più grande, seguendo la traduzione. Per un uso più completo e quindi per acquisire una buona pronuncia dell’inglese, la lettura va accompagnata dall’ascolto del video libro in inglese che si trova sul canale YouTube di Ant Chloe.  In questo modo il bambino memorizzerà le parole in inglese più facilmente e familiarizzerà con la lingua.”

Il libro è correlato da una colonna sonora, creata appositamente da un musicista. Perché non hai scelto invece una musica di sottofondo che potesse adattarsi alla storia?

“Per l’apprendimento di una lingua, l’aspetto musicale non va assolutamente sottovalutato. Secondo il neuroscienziato americano Brown, il linguaggio verbale è fatto di parole e il linguaggio musicale è fatto di suoni. Le parole sono fatte di suoni e hanno di per sé un significato in un processo che avviene in maniera razionale. La musica, agendo in maniera irrazionale, genera un sentimento nell’ascoltatore. Il legame tra entrambe è quindi molto forte. Ho chiesto, per questo, al musicista Alessandro Viale di comporre una musica strettamente correlata al testo. Alessandro, anche grazie ai suoi studi di psicoacustica, ha composto ed eseguito dei bellissimi brani, affiancandoli con dei pezzi già conosciuti. In questo modo siamo riusciti ad associare a ogni frase e stato d’animo una appropriata creazione musicale. Questo aiuta il bambino a ricordarsi le parole e le espressioni linguistiche facilitando quindi l’apprendimento della lingua straniera, nel nostro caso l’inglese.”

Nata a Reggio Calabria, dopo la laurea in lingue ti sei trasferita a Buenos Aires per completare un master in linguistica sperimentale, e, attualmente vivi a Londra con la tua famiglia, marito tedesco e bimbi trilingue… A casa in quale delle tre parlate maggiormente?

“Parlo sempre in italiano con le mie figlie e loro si rivolgono a me, a volte in italiano e a volte in inglese. Col padre si esprimono invece in tedesco. Fra di loro, con i loro amici e a scuola, usano l’inglese.”

I tuoi esordi, se non sbaglio, sono stati con generi totalmente diversi: un romanzo, numerosi racconti ed hai curato diverse antologie a tema. Che esperienze sono state?

“Mi piace scrivere storie di vario genere, per stimolare la mia creatività: è per me, anche un processo liberatorio. Curare un’antologia è qualcosa di completamente diverso che va al di là della scrittura ed è ben più complesso. Comporta la gestione e l’organizzazione di svariati fattori, anche perché prevede la partecipazione di un gran numero di scrittori.”

Invece come hai iniziato con il bel progetto editoriale delle storie per i bambini?

“Ho sempre amato leggere favole alle mie figlie quando erano piccole, alcune le inventavo. Questa di Chloe a loro è piaciuta molto, tanto da condividerla con i loro amici. Perciò ho deciso di illustrarla, inizialmente a matita e, in seguito con l’acquerello. Durante il periodo del lockdown ho deciso di proporla per la pubblicazione e di donarne il ricavato in beneficenza.”

Tu scrivi a Londra ma pubblichi in Italia… come mai?

“La narrativa la scrivo in italiano, perché la mia lingua madre è l’italiano. Questo libricino è stato invece dapprima pubblicato in Inghilterra perché l’ho pensato e scritto in inglese per le mie figlie.”

Torni spesso in Italia?

“Quando si poteva viaggiare con più libertà, ci andavo spesso, ora molto poco, ma questa estate sono riuscita a trascorrere la vacanza in Calabria dalla mia famiglia.”

Come si sta vivendo da voi questo difficile periodo di pandemia?

“Credo un po’ come dappertutto, con difficoltà e una sorta di rassegnazione ad avere pazienza e speranza.”

E’ prevista qualche presentazione del libro non appena i tempi saranno migliori o anche online?

“Erano in programma già diverse presentazioni presso le scuole, che non sono potute avvenire. Speriamo di poterle recuperare molto presto.”

Dove possiamo acquistarlo?

“Sia la versione inglese che la bilingue si possono acquistare su Amazon e in alcune librerie specializzate.”

Progetti futuri?

“La Promessa di Chloe è il primo di una serie. Il secondo episodio uscirà dopo Natale.”

Concludendo?

“Auguro a tutte le mamme, i papà e i loro bambini, di trascorrere delle piacevoli giornate in compagnia di Chloe e la sua famiglia.”

Copertina del libro

 

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