Bomba o non Bomba arriveremo a Roma, malgrado voi.

Questo divertente ritornello di una canzone di Antonello Venditti, è più che mai indicato per la situazione che si sta materializzando dall'altra parte del globo, ma che può avere ripercussioni molto gravi anche da noi.

Non analizzerò la questione dal lato politico, ci sono eminenti personaggi che lo fanno già nelle televisioni e nelle testate giornalistiche…Tenterò piuttosto di dare una spiegazione da un punto di vista economico sui fatti, usando il mio vecchio e ormai rodato sistema del conto della serva.

La bomba atomica, la Corea del Nord la possedeva anche ai tempi dell’amministrazione Obama. Ve lo ricordate, il presidente degli Stati Uniti che ha ricoperto due mandati, che verrà ricordato per avere una moglie che fece un orto di carote, finocchi e altre verdure alla Casa Bianca, e che sapeva giocare bene a Basket? Non si erano resi conto che la Cina, che si avvicina a grandi passi verso il miliardo di potenziali consumatori, si sta accaparrando, facendo accordi con tutti i governi regolari e non, grandi territori pieni di materie prime che servono alla sua industria per prosperare. Immettendo grandi capitali nei paesi africani si creano i presupposti di nuove economie che in un circolo vizioso diventeranno nuovi consumatori e quindi riusciranno a trainare ancora il PIL cinese.

Ma torniamo ad Obama ed alle sue sviste sulla politica estera. La nuova amministrazione americana, per quanto non ben vista dalla vecchia Europa, si è resa conto che questa egemonia messa in atto dalla Cina nel territorio Africano non si può più fermare, senza sparare un colpo contro il colosso asiatico. L’unica possibilità per depotenziare il suo dominio economico è quello di servirsi di un fattore scatenante esterno, vedi la Corea. Non la Corea del Nord, separata dalla Corea del Sud, ma una Corea Unica. Spiego meglio, la potenza manifatturiera e anche quella dell’industria pesante, sono saldamente in mano alla Cina. Ma, come al solito c’è sempre un ma. La Corea del sud, una piccola potenza commerciale, nella classifica dei paesi più produttivi, si trova al 15esimo posto con più di 50 milioni di abitanti e possiede aziende di levatura internazionale, Samsung, Hyundai, LG solo per citarne alcune. Gli analisti ritengono che tra 25 anni si troverà tra i primi 10 paesi più produttivi del mondo, una realtà economica non da poco. Ma facciamo un esempio di fanta economia che ogni tanto ci sta bene. Vi invito a vedere, usando Google Earth, il confine nord coreano. Il confine con la Russia è composto da circa 17 kilometri divisi da una alta recinzione piena di sensori ed una zona cuscinetto pesantemente armata e presidiata, sia da soldati russi che nord coreani con un solo collegamento di un ponte ferroviario. Il confine con la Cina, molto più lungo, circa 1420 kilometri, anch’esso con una peculiarità, una ventina di resti di ponti fatti saltare dal governo nord coreano per non far scappare la popolazione, anche in quel caso, solo un ponte ferroviario di collegamento pesantemente presidiato dai due eserciti. Al sud si trova il confine della zona smilitarizzata tra le due Coree. Pensiamo ora se si riunissero, il flusso di manifatture con la Cina si interromperebbe, quindi si creerebbe una potenza commerciale da quasi 80 milioni di abitanti, circa la popolazione della Germania. Sappiamo tutti della capacità di organizzazzione dei paesi dell’estremo oriente, sono convinto che la riunificazione si svolgerebbe in una diecina di anni, mantenendo, sì una differenza salariale tra nord e sud, ma potenziando l’economia e le infrastutture che al nord sono molto carenti e quindi con la possibilità, per le aziende anche straniere, vedi Stati Uniti e Giappone, di ottenere ottimi contratti di ammodernamento del territorio. Si creerebbe uno stato che diventerebbe una spina nel fianco del colosso del dragone. Senza contare, come ho già anticipato, l’alleanza che lega la Corea del sud con il Giappone e gli Stati Uniti, diretti concorrenti economico finanziari della Cina.

La Cina ed il mondo economico sanno bene a cosa porterebbe la riunificazione, un colosso che, in pochi anni si siederebbe al tavolo dei G7 tra le economie più potenti del mondo. Senza considerare che la Corea unita si troverebbe ad essere una potenza nucleare e spaziale assorbendo la tecnologia della Corea del nord.

Sono convinto che la politica dell’America andrà verso questa direzione, unica soluzione per dare una spallata all’antagonista cinese che negli ultimi anni ha corso troppo. Gli USA si trovano tra le mani una situazione troppo ghiotta per non essere sfruttata a loro vantaggio. Non ci aspettiamo nulla di buono, gli antichi dicevano; “se vuoi la pace preparati alla guerra” io dico, aggiornando questo detto, ” se vuoi battere un concorrente in affari, mettigli accanto un altro concorrente tuo amico”.

Con questo vi saluto, un abbraccio Alex!

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