Can Can, diamonds and…

Al Ristorante Mansio di Roma, in Via dei Coronari, è andato in scena, qualche sera fa, un godibilissimo show "Can Can, diamonds and..." rappresentato da uno folto stuolo di artisti.

Emanuela Mari e Valerio Aufiero

Al nome Parigi è, spesso associato anche il celebre french can can, spettacolo di ballo tipico della tradizione parigina, che viene tutt’oggi rappresentato al celebre cabaret Moulin Rouge, a Pigalle.
Inizialmente “Moulin de La Galette”, la sala da ballo del Moulin Rouge venne ricavata da un vecchio mulino, e diventò ben presto un locale di successo, anche per il suo repertorio di danze e spettacoli allora ritenuti licenziosi, fra cui il can-can. Il pittore Toulouse-Lautrec, ritrasse sempre nelle sue opere pittoriche la vita del can can essendo lui stesso un assiduo frequentatore del Moulin Rouge.

Le origini del can-can (il cui nome deriva forse dalla storpiatura della parola francese “scandal”) sono piuttosto incerte. Molto probabilmente il più famoso ballo deriva dal “galop” della quadriglia, inventato nel 1850.
Si sostiene, inoltre, che il can-can, in gran parte di origine popolare, derivi dall’usanza delle lavandaie di Montmartre di mostrare, ogni domenica, le gonne per le strade del quartiere.
Il ballo era caratterizzato dall’esibizione delle ballerine che, schierate in fila l’una a fianco dell’altra, al tempo di una musica molto veloce e ritmata alzavano ritmicamente le gambe: durante questo movimento esse si scoprivano parzialmente, emergendo dalle lunghe e ampie gonne e sottogonne in uso all’epoca, suscitando l’entusiasmo degli spettatori, che spesso accompagnavano il ritmo battendo le mani.

La Danza del ventre si è sviluppata, invece, nelle corti principesche del medioriente; lo stesso termine, in un senso più vasto, indica tutte le evasioni che questa danza ha avuto fino ai giorni nostri, comprendendo anche tutte le varie contaminazioni e fusioni che la danza ha donato e fatto proprie attraverso il contatto con differenti aree geografiche e popoli differenti. Ad oggi le danze “del ventre” comprendono numerosi stili che si differenziano in base alla loro provenienza geografica e alla musica che li caratterizza. Questa danza ha origini antichissime, che risalgono alla costituzione delle prime civiltà. I movimenti rotatori e sinuosi di questa danza richiamano gli antichi culti della fertilità, come quello della “Dea Madre”. Gli uomini erano consapevoli che tutto ciò che muoveva la vita era legato alla riproduzione, alla nascita, al ciclo delle stagioni, alla natura. Per questo, molti degli stili di questa danza sono legati strettamente alla femminilità e venivano praticati esclusivamente dalle donne.

Due balli, due “modi” di vedere e percepire l’arte e la donna…Elementi comuni: la grande femminilità e la sensualità. Diversi sì, ma con un punto in comune, che si è fuso, qualche sera fa al Ristorante Mansio di Roma, con un godibilissimo show “Can Can, diamonds and…” messo in scena da uno folto stuolo di artisti: Emanuela Mari, Valerio Aufiero, Massimiliano Franchina, Scarlett Martini, Cristina Sciabbarrasi, Susanna Serafini, Eliana Giorgiantoni, Sofia Ronchini, Giulia Catalucci, Andrea Fedullo, Valerio De Angelis.

Tra il plauso e l’entusiasmo del pubblico, abbiamo goduto di uno spettacolo piacevolissimo che ha visto alternarsi i vari protagonisti in balli, canti ed esibizioni davvero coinvolgenti! Emanuela Mari, in particolare, è stata la protagonista della parte dedicata al Can Can (e non solo!) e Cristina Sciabbarrasi si è esibita in una conturbante danza del ventre.

Quasi uno show, con costumi da sogno, molto coinvolgente, che merita di essere visto in un gran teatro….!

Foto: Luigi Giordani

 

1 Commento su Can Can, diamonds and…

  1. Complimenti a tutti . Spero si possa ripetere la vostra esibizione ..molte persone non vi hanno visto e credo proprio che l esibizione meriti di essere vista da piu persone . COMPLIMENTI a tutti ma soprattutto ai 4 super valzeri alla loro eleganza …e A SUSANNA SERAFINI…che mentre danza si illumina….

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