Candele, falò ed elicotteri per “scaldare” i vigneti!

Dalla Germania alla Francia ed alla Svizzera, i viticoltori di mezza Europa stanno ricorrendo a mezzi volanti e soluzioni alternative per difendersi dalle conseguenze negative di questa ondata di gelo tardivo.

Una insolita aria gelida ha caratterizzato il meteo degli ultimi giorni su buona parte dell’Europa Centrale, riportando il pieno inverno in questo inizio Maggio che non si ricordava così freddo da almeno 62 anni. Prima la neve e ora le gelate, con temperature precipitate localmente ben al di sotto dello zero.

Aprile e Maggio sono due mesi particolarmente delicati per la vegetazione e soprattutto per i vigneti, che possono subire danni gravissimi per le gelate tardive e compromettere il raccolto. Molti viticoltori  tedeschi, svizzeri e francesi hanno adottato dei metodi particolari per evitare il deposito della brina sui primi germogli delle vigne.

La particolare tecnica consiste nel disseminare lungo i filari dei vigneti migliaia di piccoli bracieri, in pratica dei falò alimentati dalla paglia. Il calore sprigionato serve ad evitare le conseguenze dannose del gelo. Di certo, come possiamo notare osservando le foto, ne risulta uno spettacolo suggestivo.

Non è la prima volta che si adotta questa strategia, già collaudata negli ultimi anni in occasione di altre ondate di gelo tardivo. Oltre a questi caratteristici falò, nelle vigne della Costa d’Oro, in Borgogna, si è adottato un sistema di riscaldamento ancora più avanzato.

La soluzione, forse, può risultare fin troppo spettacolare. Ma è anche vitale per le piante e il loro prodotto finale. Dagli Stati Uniti alla Francia i viticoltori stanno ricorrendo sempre di più agli elicotteri per salvaguardare i vigneti. Come? Facendo sparare dai mezzi volanti così tanta aria calda verso terra in modo da eliminare la brina che si è creata. Le basse temperature e il deposito di ghiaccio granuloso che si crea alle prime luci dell’alba di fatto ammazzano la vite. Così i vignaioli ricorrono ai ripari, incaricando società che mettono a disposizione gli elicotteri. La settimana scorsa è successo anche a Husseau, a sud-ovest di Parigi, in Francia.

La rivista specializzata americana Heliops li ha ribattezzati i “frost fighters”, i combattenti contro il ghiaccio, e ha anche raccontato nel dettaglio, tempo fa, come funziona il tutto:

“Quando viene prevista una notte fredda, già il giorno prima, verso le 4 del pomeriggio, gli elicotteri iniziano a rifornirsi di carburante e i piloti si incontrano con i viticoltori per dare un’occhiata alla zona delle operazioni. Poi si aspetta tutta la notte. Una volta che si avvicina l’alba e lo strato di brina inizia a farsi vedere, gli elicotteri si levano nel cielo e iniziano il loro lavoro”.

Il ricorso al mezzo volante è soltanto uno dei quattro sistemi utilizzati per difendere i vigneti dal ghiaccio: le macchine del vento (come gli elicotteri, spingono l’aria calda dall’alto), gli irrigatori e i bruciatori ad aria calda, quasi identici a quelli utilizzati nelle mongolfiere (riscaldano l’aria dal livello del suolo).

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