Carlo A. Martigli: incontro con l’autore di best-sellers dal “gusto squisitamente” storico

Incontriamo lo scrittore Toscano, che ha venduto migliaia di copie in tutto il mondo, che, nei suoi romanzi, ama far emergere lati storici oscuri alla maggior parte delle persone.

Girovagando tra una delle mie numerose passioni, nel caso specifico, quella per i libri, mi sono “imbattuta” in uno scrittore davvero particolare, quasi unico, oserei dire: Carlo A. Martigli.

Pisano di nascita, ma residente tra Rapallo e Genova, dove possiede la sua casa e laboratorio di scrittura, ha iniziato la sua formidabile carriera al “Tirreno” di Livorno, come giornalista. Lungo il “cammino di vita” è costretto ad impiegarsi in Banca.  Il termine che ho usato, non è, tuttavia, casuale, perchè Martigli si rende ben presto conto che, quel tipo di lavoro non gli si addice, gli sta stretto!  C’è una sorta di richiamo del “fuoco sacro” dell’arte, in questo caso una “vocazione” per la scrittura!  Ed in questa, Carlo, riesce a dare il meglio di sè, fin dagli esordi.   Spirito arguto, uomo di elevatissima cultura ed ingegno, giunge alla sua grande svolta nel 2010 con  “999- L’ultimo custode”  un’opera completa, matura, che vende oltre 100. 000 copie con il semplice passa parola. E’ l’inizio di una fulgida e fervida produzione letteraria per Martigli, con “L’Eretico” nel 2012 e “La congiura dei potenti”, e non è poca cosa, in un Paese nel quale non si legge come nel resto d’Europa, e con la crisi Editoriale che miete “vittime”.

Letteralmente intriso di cultura Cristiana, Martigli, è un uomo di conoscenza elevata, soprattutto nel campo storico-religioso. Riesce a dar vita a dei thriller, ambientati nel passato, in cui, sapientemente dosa finzione e realtà, riuscendo a coinvolgere il lettore, dando informazioni rigorosamente storiche che, normalmente non vengono raccontate, che non si conoscono.  E’ come se fossero la “storia dentro la Storia”, un viaggio nel tempo. Alcuni personaggi vengono descritti impietosamente, senza falsi moralismi…e proprio questo scrivere forbito ma senza “peli sulla lingua” che ci piace e che pensiamo sia “l’ingrediente” fondamentale che ha premiato Martigli…il segreto del suo successo!

“Lei, prima, svolgeva tutt altro lavoro…”

” Molto diverso, fino a quando non ho dato le dimissioni da Dirigente di banca, nel 2007. Una scelta dettata prima di affogare nella melma in cui stava collassando il sistema finanziario, diventando un’associazione a delinquere. Cosa che poi è avvenuta, come ho scritto in un e-book di un paio di anni fa, dal titolo eloquente, “Finanza Canaglia” (Longanesi). Ho avuto molta paura nel fare il salto e provare a vivere di sola scrittura, ma fin dal primo giorno, ne ho guadagnato in salute, e la notte, da allora, dormo.”

Lei ha fatto anche teatro! Che esperienza è stata?”

” Meravigliosa. Ho cominciato da adolescente e ancora non ho smesso. Con “Inganni- Le bugie della Storia” sono ritornato a recitare con questo mio monologo con musica dal vivo, molto divertente e sconvolgente. La gente rimane a bocca aperta e mi fa sempre un sacco di domande, a fine spettacolo.”

“Com’è nata la “vocazione” per la scrittura?”

“Non ne ho idea, forse scrittori si nasce, non si diventa. Anche se, per comunicare al lettore le proprie emozioni, serve anche tanta tecnica, così come un compositore deve saper scrivere le note su un pentagramma. Non basta canticchiare un motivo o avere un’idea. Il segreto è leggere, leggere, leggere: allora, forse, si può cominciare a scrivere. Leggevo da piccolo, da ragazzo, leggo ora, di tutto. Mi piace l’abbia chiamata vocazione: si potrebbe dire che la lettura è come la fede, se uno la ha, viene “chiamato” e  allora, si mette al suo servizio attraverso la scrittura.”

“Ci parli un po’ de “La Congiura dei potenti”, ambientato nella Germania del 500…”

“Fa parte, idealmente, di una trilogia iniziata con  “999 – L’Ultimo Custode”, proseguita con “L’Eretico” e giunta a compimento con “La Congiura dei Potenti”. Credo sia un gran bel libro, che emoziona, che fa calare il lettore nell’ambiente del cinquecento, soprattutto mostrando i costumi dell’epoca, fosse del contadino o dell’imperatore. E ci sono molti punti in comune con la realtà di oggi, perché è in quel periodo che nasce il capitalismo finanziario ad opera del più potente tra gli uomini di quel tempo. Non era papa nè imperatore, ma come diceva lui, aveva in tasca entrambi: Jacob Fugger, il banchiere, lo speculatore, il potente dei potenti. Come oggi: chi comanda non sono i governi ma le istituzioni finanziarie private, tra banche e fondi di investimento. “

“Nel romanzo “999- L’ultimo custode” definito un caso letterario, lei annovera, tra i personaggi principali, Pico Della Mirandola. Come mai questa scelta?”

“E’ il più grand’uomo del Rinascimento italiano e quindi del mondo. La cui morte e il cui sepolcro, a Firenze, è ancora oggetto di un mistero irrisolto, riguardante l’iscrizione funebre, che forse nasconde un segreto millenario. Genio assoluto e in parte incompreso, svelò la natura umana e il suo significato spirituale. E nel 1487 cercò di realizzare, a sue spese, un concilio delle tre religioni monoteiste: cristianesimo, islamismo ed ebraismo, per provare ad unificarle. Perché, diceva, esiste un unico Dio con tanti nomi a seconda di dove si nasce e della nostra cultura. Lo sta dicendo Papa Francesco in questo periodo…”

” Lei scrive di un passato lontano, mescolando storia, fatti realmente accaduti, alla fantasia, che, a mio parere, potrebbero tranquillamente accadere ai giorni nostri, quindi molto attuali! Non trova anche lei?”

“Certo, è una formula cercata e voluta. Attravreso la storia posso dire certe cose che, se dette sulla realtà attuale, mi inquadrerebbero subito in un certo credo politico, sociale, economico; chissà quale. Tutto oggi deve essere catalogato: un tempo si era più liberi di pensare. Così la storia aiuta me a scrivere e i lettori a pensare che poco o niente è cambiato sotto il sole. Forse li aiuta anche a difendersi dalle sirene di oggi. “

” Da dove nasce il suo grande interesse per le Religioni?”

“Io mi considero uno gnostico, nel senso etimologico del termine, ovvero. dico scherzando ma seriamente, vado dove mi porta la sapienza. Intendendo come tale la conoscenza rivolta verso il bene, non certo perché sia saggio o sapiente! Da qui il passo verso l’interesse, verso ogni genere di religione, che cerca di dare ragione, spiegazione, concretezza o, quello che vuole, allo spirito e alla coscienza dell’uomo. Religione è filosofia, ovvero la ricerca del significato della vita e di come viverla. “

” C’è uno, tra i suoi personaggi, che, per certi versi, le somoglia o le è più congeniale?”

“Beh, in “999 – L’Ultimo Custode” e ne “L’Eretico”, che si possono indifferentemente leggere senza logiche temporali, come “La Congiura dei Potenti”, c’è Ferruccio de Mola, che è un mio antenato veramente e al quale avrei voluto assomigliare. Ne ” La Congiura dei Potenti” il protagonista è tuttavia Paolo de Mola, suo figlio. E mio figlio si chiama appunto Paolo: a questo punto amo più lui.”

” Ci racconti di Johnny Rosso, il suo pseudonimo, con cui scrive, dal 2008, storie horror per ragazzi…”

“Johnny Rosso nasce da una scommessa. Mi trovavo a Segrate, in Mondadori, e scherzai sui Superbrividi, la collama Horror. Mi sfidarono a scriverne uno e risposi che lo potevo fare senza problemi, immedesimandomi in uno scrittore horror. Lo scrissi e lo consegnai e dopo due mesi venni chiamato a Segrate dove sul tavolo giaceva il mio manoscritto con sopra un 10 +. Visto il risultato, se mi andava, sarei diventato il loro scrittore di riferimento per quel genere, nel settore ragazzi, ovviamente. In quel momento nacque Johnny Rosso che è diventato l’unico scrittore dei Superbrividi Mondadori con oltre 25 romanzi negli ultimi 5 anni.”

” Se dovesse definirsi?”

“Parto con presuntuoso, così le definizioni successive saranno meno credibili. Un sincero testardo appassionato e un solitario estroverso, ma soprattutto “sono” uno scrittore, non “faccio” lo scrittore. A costo di pagarne le conseguenze.”

” Che ricordi ha di suo padre? Di cosa lo ringrazia?”

“Aveva la memoria di Pico della Mirandola per tutta la musica classica, dalle origini fino al 900. Fischiavo tre note al telefono di un brano che avevo sentito alla radio e mi diceva che cosa era e chi lo aveva composto. Onesto fino al midollo, ha conosciuto ed era amico dei più grandi, da Gronchi a Ciampi, suo compagno di classe. Mai chiesto niente a nessuno né per sè nè per i suoi cari, me compreso. Lo ringrazio per l’esempio che mi ha dato, per quello che non mi ha lasciato come beni materiali e per l’enorme tesoro spirituale che ha profuso a piene mani in tutta la sua vita. Mi manca ancora mio padre, i discorsi tra noi, le risate che io solo sapevo strappargli.”

” Altro romanzo in cantiere?”

In realtà sono tre. Uno profondo e divertente, pazzo come può esserlo un genio. Il secondo è un giallo sui generis, ambientato nel 1903, basato su un fatto reale e con due protagonisti d’eccezione. E un terzo, che sto scrivendo, una storia strana ma vera, che raccoglie sessant’anni di vita di una famiglia toscana con i suoi incredibili personaggi, e con molto, molto gusto per il cibo. Ma a dire proprio tutta la verità, ne ho altri otto completi…in testa!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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