Cartellone da record per l’edizione 2018 del Festival Teatrale di Borgio Verezzi.

Il direttore artistico Stefano Delfino: "Titoli e nomi importanti, all'insegna di rinnovamento e tradizione".

Come una perla incastonata in un gioiello, tanto semplice quanto bellissima, preziosa ed elegante, Borgio Verezzi si incastona lungo la Riviera delle Palme tra Finale e Pietra Ligure, in un gioco di forme, di colori e di sfumature che incanta lo sguardo più attento ed esigente. Non a caso questo pittoresco comune tra mare, roccia e profumi mediterranei è stato inserito nel circuito delle Perle di Liguria. E non a caso è incluso anche in quello dei Borghi più belli d’Italia. Che si viaggi, da soli, in famiglia o con gli amici Borgio Verezzi sa ammaliare e conquistare.
Borgio Verezzi è nato dall’unione di due Comuni, quello di Borgio e quello di Verezzi, per un totale armonioso e pittoresco di quattro differenti borgate tutte squisitamente liguri: Poggio, Piazza, Roccaro e Crosa.

Per coloro che raggiungono questo borgo in estate suggerisco di non perdere il Festival Teatrale, fondato nel 1967 da Enrico Rembaldo e Maria Valentinotti Rossi per celebrare i grandi della musica classica. Negli ultimi anni poi, il festival si è aggiornato ed ampliato mescolando la classicità al gusto moderno con l’introduzione di eventi e rappresentazioni teatrali anche moderne.

Un cartellone da record, con tredici spettacoli teatrali, dieci dei quali proposti in “prima nazionale”, e un Premio Veretium che, alla 48^ edizione viene, per la prima volta, eccezionalmente assegnato “alla memoria” a Luigi De Filippo, ultimo erede della celebre dinastia di attori.

Il programma del 52° Festival di Borgio Verezzi è stato presentato ieri mattina a Roma, presso la filiale della Banca Passadore di Genova, che da anni ormai ospita la tradizionale conferenza stampa alla quale hanno partecipato il Consigliere Delegato al Teatro Maddalena Pizzonia, il Direttore Artistico Stefano Delfino ed un folto gruppo di protagonisti della rassegna estiva che si svolgerà dal 7 Luglio al 19 Agosto. Tra questi, sono intervenuti gli attori Teresa Federico, Valentina Ruggeri, Francesca Nerozzi (Trio Ladyvette), Rosario Coppolino, Paola Quattrini, Giuseppe Pambieri, Gaia De Laurentiis, Maximilian Nisi, Milena Vukotic, Miriam Mesturino, Max Pisu, Gianni Ferreri, Nicola Pistoia, Danilo Brugia, Debora Caprioglio, Giovanna Ralli, Fabrizio Vona; i registi Massimiliano Vado, Guglielmo Ferro, Patrick Rossi Gastaldi, Arturo Cirillo, Stefano Artissunch, Marcello Cotugno, Francesco Branchetti, Diego Ruiz, Giancarlo Fares; e i produttori Marioletta Bideri, Geppi Liguoro, Alessandro Longobardi, Livia Amabilino, Danila Celani. Presente anche la signora Laura Tibaldi, vedova di Luigi De Filippo, e Carolina, figlia del Maestro.

Il direttore artistico Stefano Delfino ha così esordito: “È un Festival ricco di temi, di titoli e di nomi importanti, secondo consuetudine, con una prevalenza delle commedie sui drammi e, in qualche caso, anche con forti contaminazioni musicali. Il cartellone, ancora una volta all’insegna del rinnovamento nella tradizione, con testi contemporanei, spesso inediti o stranieri, ma senza trascurare i classici, conferma la caratteristica del Festival, quella di essere una vetrina di novità per la stagione invernale. Oltre alla sede storica di piazza Sant’Agostino, sarà coinvolta anche la suggestiva “location” delle Grotte di Borgio Verezzi, preziosa risorsa naturale e turistica del territorio comunale, nella quale si svolgeranno due eventi speciali”.

Diverse, e in qualche caso, di grande attualità, le tematiche affrontate, alcune delle quali serie e impegnative, ma trattate con leggerezza: dal 18 al 20 Luglio, il palcoscenico accoglierà il bravissimo Giuseppe Pambieri, alla sua tredicesima partecipazione al Festival, Giovanna Ralli, Paola Quattrini e Cochi Ponzoni, diretti da Patrick Rossi Gastaldi nella bella commedia “Quartet” di Ronald Harwood, che nel 2013 abbiamo visto al cinema con la regia di Dustin Hoffman. Giovanna Ralli, che torna in scena dopo trent’anni di lontananza dal palcoscenico, e Paola Quattrini sono magnifiche e ricche di personalità, di travolgente senso del teatro. Durante la conferenza stampa, la Quattrini, anche lei più volte protagonista del Festival, scherza sul suo ruolo e sulla paura di invecchiare…

Molière non manca quasi mai a Borgio Verezzi. Quest’anno il quinto spettacolo della stagione sarà “La scuola delle mogli”. Regista ed interprete Arturo Cirillo.

Subito dopo, il 24 Luglio, “Il diario di Adamo ed Eva”, testo a due voci tratto da Mark Twain, con Barbara De Rossi e Francesco Branchetti, che ripercorrono il mito della creazione in chiave comica. Due mimi interpretano i pensieri dei protagonisti.

Dopo tante risate un momento di riflessione con “Squalificati” di Pere Riera, dove Stefania Rocca interpreta il ruolo di una giornalista che deve fronteggiare le insidie di un’intervista ad un uomo di potere.

Arriviamo ai primi due giorni di Agosto, dove, tra i più attesi appuntamenti del 52° Festival di Borgio Verezzi, sicuramente c’è “Un autunno di fuoco” di Eric Coble, in prima nazionale, per la regia di Marcello Cotugno, traduzione di Marco Casazza (La Contrada – Teatro Stabile di Trieste). Sul palco Milena Vukotic e Maximilian Nisi, interpreti che, personalmente, apprezzo in modo particolare, impegnati in un testo che vede la protagonista barricarsi in casa pur di non finire in una casa di riposo. Non solo, minaccia pure, con degli ordigni fatti artigianalmente, di dare fuoco a tutto… Sarà il terzo dei suoi figli, Chris, ad accompagnarla verso una preziosa consapevolezza: ad ogni età si può sempre guardare avanti e indirizzarsi a nuovi traguardi, anche se il corpo perde forza e memoria. Il regista, Marcello Cotugno, sottolinea la cadenza quasi musicale del testo, che affronta con lievità argomenti importanti: il rapporto tra madre e figlio ed il rapporto dell’anziano con il tempo che passa e con un nuovo tipo di progettualità, non a lunga scadenza ma ricca dell’esperienza acquisita fino a quel momento. Elegante e raffinata, calma e pacata, Milena Vukotic ci ha parlato della commedia come di “un’invitante avventura dell’anima”. Maximilian Nisi, alla sua decima partecipazione al Festival, ha brevemente raccontato il suo incontro artistico con Milena Vukotic: “dopo aver a lungo progettato di lavorare insieme, finalmente abbiamo messo in scena quest’opera a cui teniamo moltissimo entrambi”.

Il Festival di Borgio Verezzi quest’anno, non si animerà solo in piazza S. Agostino, ma anche nelle sue grotte. Difatti vedranno la presenza di Debora Caprioglio con un monologo, “Debora’s love”, divertente, con molta “venezianità”, come ha rivelato ieri Debora che oltre a recitare è anche l’autrice del testo assieme a Francesco Branchetti, e che ha voluto ripercorrere in grande allegria una parte del suo passato recitativo. La settimana seguente, invece, nelle grotte tornerà Dante Alighieri. Al Festival dello scorso anno fu l’Inferno ad aprire questo viaggio attraverso le cantiche dantesche; quest’anno è il Purgatorio, con Miriam Mesturino e la Compagnia teatrale Uno Sguardo dal Palcoscenico.

A piazza S. Agostino si proseguirà con Pierre Chesnot, uno dei più rappresentati commediografi contemporanei. La commedia è “Alle 5 da me” con Gaia De Laurentiis e Ugo Dighero, per la regia di Stefano Artissunch; una squadra già vincente nel 2016, sempre a Borgio Verezzi, con un’altra commedia di Chesnot, “L’inquilina del piano di sopra”. I protagonisti recitano nei panni di diversi personaggi, in un gioco di coppie che si rivelerà un cerchio chiuso sin dal principio.

Rimaniamo in tema di teatro contemporaneo con un’opera di Cinzia Berni e Guido Polito, “Casalinghi disperati”, con Nicola Pistoia, Gianni Ferreri, Max Pisu e Danilo Brugia. Una casa condivisa da quattro divorziati, con quattro storie alle spalle, quattro ex mogli, quattro problemi che sembrano quaranta. Uno spaccato comico ma anche amaro della vita contemporanea che si fa dramma fuori dal teatro e che, a volte, si conclude con poca allegria in ben altro teatro, quello processuale.

Il Festival si chiude con “Non si uccidono così anche i cavalli?”, tratto dal romanzo di Horace McCoy, che ha un glorioso passato cinematografico con Jane Fonda diretta da Sydney Pollack. Sul palcoscenico di Borgio Verezzi, il regista Giancarlo Fares dirige Giuseppe Zeno e Sara Valerio.

Un cenno ai premi. Per dare particolare risalto al Premio Veretium, attribuito ogni anno all’amore o all’attrice che, nella precedente stagione teatrale, “si sia particolarmente distinto per impegno di testo e capacità di interpretazione”, il Comune di Borgio Verezzi e la direzione artistica del Festival, di concerto con il presidente della Giuria dei critici, Giulio Baffi, hanno deciso di assegnarlo, in via del tutto eccezionale, a Luigi De Filippo, per ricordare questo grande personaggio, che più volte è stato protagonista a Borgio Verezzi.

Inoltre, dopo qualche anno di assenza, ritornerà anche il Premio destinato al miglior attore o attrice non protagonista degli spettacoli del 52° Festival, a giudizio degli spettatori della rassegna.

Un ringraziamento particolare, da parte di LF, va all’attore Maximilian Nisi per averci resi partecipi di questo importante incontro!

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