“Casanova a Londra.”

L‘ultima avventura di un grande seduttore di Grazia Melai e Stefano Martinelli è andata in scena al Teatro Porta Portese di Roma in anteprima nazionale.

Porta Portese è una delle porte di Roma, costruita nel 1644 per sostituire la più antica Porta Portuensis. Chi, soprattutto tra i romani, non ne conosce il rinomato mercatino, quello che oggi è il più famoso e frequentato mercato non alimentare romano, situato subito fuori della porta, lungo la via Portuense e nelle immediate vicinanze fino a viale Trastevere! La visita domenicale a Porta Portese, è ancora oggi uno svago popolare amato da romani e turisti, come testimonia anche l’omonimo brano musicale degli anni ’70  di Claudio Baglioni.

Oltre a questo, numerosi ristoranti caratteristici di una romanità quasi estinta popolano la via e, tra essi, anche un piccolo e singolare teatrino, il teatro di Porta Portese che, forse, non tutti conoscono. Quì, Giovedì 11 Maggio, ha debuttato, in anteprima nazionale assoluta, “Casanova a Londra”, commedia scritta a quattro mani da Grazia Melai e Stefano Martinelli con l’adattamento e la regia di Tonino Tosto e le musiche originali di Danilo Pace. Protagonisti due personaggi già noti al grande pubblico: Danilo Brugia (Giacomo Casanova) e Michele Carfora (Vincenzo Martinelli), affiancati dalle due donne al centro della storia, Susy Sergiacomo (Carol) e Titti Cerrone (Marianne), e ancora da Michele Enrico Montesano che interpreta una sorta di alter ego dello scrittore che narra la storia, presente in tutte le situazioni della commedia; Gino Auriuso è il brillante conte che mantiene la giovane Marianne e ama solo la caccia alla volpe. I testi delle canzoni, musicate da Danilo Pace, sono scritti da Tonino Tosto.

La pièce è ispirata a un episodio delle memorie di Giacomo Casanova, e rievoca un’avventura, o meglio, una disavventura sentimentale che il celebre seduttore ha vissuto a Londra, dove era approdato dopo un lungo girovagare in Europa, e infinite traversìe, nel 1763. Vincenzo Martinelli, un connazionale (anch’egli una figura realmente esistita, letterato e storico di una certa fama) lo introduce nella società londinese, dove Casanova conosce Marianne, una bellissima giovane, mantenuta da un conte, figlia di una donna, Carol, che Casanova aveva conosciuto molti anni prima a Parigi, e di cui non si ricorda. A Parigi Carol si era invaghita di lui, ma Casanova, impegnato in quel periodo in un’altra conquista femminile, non aveva approfittato della sua disponibilità. E Carol, ormai una donna senza scrupoli, non ha dimenticato questa ferita inferta al suo amor proprio.

Casanova si innamora perdutamente della giovane Marianne, che, lusingata, cede apparentemente, alla sua corte e ai suoi desideri; ma al momento cruciale non può concedersi perché si trova a letto, pressoché corazzata in un’impenetrabile bardatura impostale dalla madre Carol, che Casanova non riesce ad infrangere. Disperato, Casanova decide di uccidersi gettandosi nel Tamigi con le tasche piene di sassi: il fallimento comporta, infatti, per l’irresistibile dongiovanni, una crisi psicologica, una sorta di tracollo esistenziale insopportabile.  È la prima volta che una donna gli si nega, ed egli comincia ad avvertire l’ombra nera della vecchiaia. Lo salva dal suicidio Martinelli, che è innamorato, senza speranza e senza le sostanze necessarie, di Carol, il quale convince l’avventuriero a sedurre finalmente Marianne con uno stratagemma.

Epoche passate, costumi di pregio dalle variopinte tonalità, musiche d’atmosfera e canzoni…tutto ci riporta a quei tempi, che associate alla dimensione ‘ridotta’ della sala stessa, ci hanno trasmesso la sensazione di vivere in prima persona la vicenda che tanto sconvolse l’indomito Giacomo Casanova. Di lui resta una produzione letteraria molto vasta, ma viene principalmente ricordato come avventuriero e come colui che fece del proprio nome l’antonomasia del seduttore e libertino. A questa fama di grande conquistatore di donne contribuì verosimilmente la sua opera più importante: Histoire de ma vie (Storia della mia vita), in cui l’autore descrive, con la massima franchezza, le sue avventure, i suoi viaggi e i suoi innumerevoli incontri galanti. Ottimo conversatore, libertino, seduttore incallito, uomo di lettere, alchimista, militare, storico, spia, Casanova è uno tra i viaggiatori più celebri che attraversano il Settecento, percorrendo l’Europa, dalle corti agli incontri con personaggi del calibro di Voltaire e Jean- Jacques Rousseau.

Ma tornando a questo “Casanova a Londra”, è un pezzo ben rappresentato, in cui Danilo Brugia (Casanova) restituisce tutta la caleidoscopica personalità leggendaria di Casanova e la sua inclinazione invincibile al libertinaggio, quì narrate con estrema leggerezza.

Michele Carfora che interpreta Vincenzo Martinelli, dosa alla perfezione parole, silenzi e musica. Trovo si sia perfezionato notevolmente negli anni, a livello recitativo…Non male per un artista proveniente dalla danza!

Michele Enrico Montesano non ‘teme’ il grande confronto paterno e si getta in questa avventura con disinvoltura e simpatia, sembra quasi che di scena in scena aggiunga una nota personale come un menestrello improvvisatore.

Buona ‘alchimia’ tra i vari protagonisti.

Nel complesso ne risulta una piece ben recitata e piacevolissima. Un Casanova visto da un’angolazione differente dal solito!

 

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