“C’est la vie” di Achille Lauro.

Cosa racconta il nuovo singolo di Achille Lauro anche a proposito dell’atteso 1969, l’album in uscita oggi, 12 Aprile.

La passione ha un effetto collaterale: travolge. E lo sa bene il trapper che, dopo la partecipazione al festival, è stato travolto. Dal successo, da (nuove) critiche, ma più ancora dal vento del cambiamento. La mutazione è chiara, lampante nell’ultimo (e bellissimo) singolo appena uscito.

La vita, è la vita: quella che, per dire, sta segnando il suo ideale passaggio da pioniere della samba trap e notabile nella scena underground e trap, a protagonista o quantomeno artista a un punto di svolta. Forse più emozionale, certamente più nuda, intima.

Colpisce subito la sofferenza dell’amore, perchè l’amore è bello, ma può essere anche la sofferenza di non poter stare assieme.

“C’est la vie” è la nuova storia d’amore di Achille Lauro che colpisce al cuore l’ascoltatore.

L’amore che vuoi, ma che non vuole lui, o l’amore che ti vuole e tu condividi, ma non puoi stagli vicino…….la vita è cosi….c’est la vie.

Lauro soffre in questa storia tremenda d’amore, passionale, infinita, immortale, ma che è una lotta continua per non spegnere l’amore stesso che l’ha creata.

Cosi è l’amore vero, nasce, lo vivi, ma di fronte al potere della vita devi solo sperare che non finisca mai o finisca bene.

Un brano profondo, che merita e che nella sua drammaticità…splende!

Lo accompagna un video diretto da Sebastiano Bontempi in cui Achille Lauro si muove da solo sulla battigia, quasi un mini film in bianco e nero che potrebbe condensarsi nell’essenza irrinunciabile del “non puoi uccidere l’amore, ma l’amore può”. Leggi anche: È la dura legge dell’amore, bellezza. C’est la vie.

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