Chiara Famooss Paolini: “Cultura e Digital, un connubio su cui vale la pena investire”.

LF ha intervistato la giovane scrittrice e blogger romana che in una sorta di esplosione di gioia contagiosa si è raccontata con grande verve e preparazione.

Stamane LF ha il piacere di potervi “raccontare” una giovane donna, piena di vita, “frizzante”, dinamica, e molto molto preparata! Grande esperienza professionale con numerosi traguardi raggiunti, un proprio canale YuoTube ed un blog molto seguito. Chiara Famooss Paolini, è la web writer e content creator, che ho intervistato per voi, molto attiva nel mondo della moda, dell’editoria e della comunicazione.
Un nome che suona quasi d’arte, ma che in realtà è semplicemente di origini fiamminghe, “indossato” come un abito di pregevole fattura da Chiara Famooss. Romana di nascita, dottoressa in Lettere Moderne (Roma3) con specialistica in Editoria, Scrittura e Giornalismo (Sapienza), master in Comunicazione di Moda presso l’Accademia di Costume e Moda di Roma e master in Digital Communication e Influencing Marketing presso Condenast in collaborazione con la Bocconi. Quest’ultimo, le ha permesso di vedere pubblicati alcuni suoi progetti (dedicati a Yves Rocher, Nike, Huawei) su piattaforme come Vogue, Glamour e Vanity fair.

Per anni ha collaborato con diverse testate e blog, occupandosi di moda, cultura, lifestyle e anche sport. Ha preso parte anche a progetti di natura più pratica: dall’aiutare la realizzazione di diversi editoriali di moda all’occuparsi dei social media di due manifestazioni (Altaroma e Homi Sperimenta Fiera Milano) e di privati.

Al momento, oltre a lavorare come Social and Content Assistant presso un’agenzia, conduce ben tre rubriche per il canale YouTube di Studenti.it della Mondadori:
– Video Recensioni Libri
– La Divina Commedia 
– StundeTEA 

Come accennato sopra, Chiara ha anche un blog personale, Famooss Drops, nel quale scrive prevalentemente di moda, intervistando designer emergenti, e di libri.
E, come se non bastasse, ha da poco pubblicato due libri di poesie, “Piccoli Squarci” edito da L’erudita (2019) e “Graffi di vita” edito da Ensemble Edizioni (2020), che stanno riscuotendo un dignitoso successo.

Chiara possiede una grande conoscenza di base che è stata importante per raggiungere i suoi innumerevoli traguardi, ma non ha mai lesinato su una marcata impronta personale. Il suo stile. La capacità di trasformare un suo testo in qualcosa di unico e di riconoscibile, le ha consentito di veicolare il suo valore in modo da attirare le migliaia di persone che la seguono.

La cosa a cui tiene Chiara Famooss Paolini, è sottolineare che l’imperante mondo digitale, contrariamente a quanto molti credono, non esclude minimamente quello della cultura che, anzi, lei vive come parte integrante, una soluzione di continuità tra l’una e l’altra, per realizzare progetti di spessore ed arricchire le generazioni future, ma anche tutti noi.

Chiara Famooss Paolini… “originale” a partire dal nome… Si presenti un po’ ai nostri lettori…

“Ciao a tutti! Sono Chiara Famooss Paolini e nonostante questo cognome particolare (di origine fiamminga) sono nata e cresciuta a Roma. Sono laureata in Lettere moderne ed ho una specialistica in Editoria e Scrittura. Dopo il percorso universitario, mi sono buttata nel mondo della comunicazione, facendo un master in Comunicazione di Moda per poi essere selezionata per la Social Academy, progetto della Condé Nast in collaborazione con la SDA Bocconi. Amo la letteratura, il giornalismo e ogni forma di scrittura. Mi appassiona tutto ciò che è arte in generale, compreso il settore moda. Da circa un anno, mi potete trovare sul canale YouTube di Studenti.it dove porto avanti tre format legati al mondo letterario e finalizzati a rendere lo studio dei grandi classici della letteratura mondiale un po’ più divertenti (speriamo!). Ho pubblicato due raccolte poetiche, “Piccoli squarci” (L’Erudita 2019) e “Graffi di vita” (Ensemble 2020), ma il sogno è di riempire almeno una mensola intera con i miei scritti. Il mio blog Famooss Drops è una valvola di sfogo per la mia creatività e per la mia voglia di conoscere ciò che mi colpisce.”

A proposito del suo “nutrito” blog  Famooss Drops … è nato sicuramente dal suo grande desiderio di approfondimento della conoscenza ed una buona dose di “curiosità” delle varie sfaccettature dell’arte…?

“Esattamente! Il mio blog è stato una valvola di sfogo per la mia creatività, un posto dove raccogliere ciò che mi procura interesse. Nel blog c’è quello in cui credo maggiormente. Intervistando talenti emergenti, ho avuto l’occasione ed il piacere di conoscere persone meravigliose piene di idee e sogni. Un forte stimolo ad andare avanti anche quando tutto sembra fermo. Mi piace poi parlare di libri e discuterne con chi è interessato, perché sono dell’idea che la conversazione possa essere uno strumento utile per la crescita personale.”

Quali sono gli strumenti indispensabili per un blogger?

“Tenacia e voglia di non arrendersi, non possono mancare. Non tutti riescono a comprendere in pieno questa figura ibrida e frutto delle nuove piattaforme social e, a volte, questo fattore può essere demoralizzante. Oltre questo, sicuramente una minima conoscenza di come funzionano i Social Networks e su come si imposta un piano editoriale possono fare la differenza.”

Qual è, a suo avviso, il rapporto tra blogger e influencer?

“Credo che la differenza stia nel modo di comunicare. Si può parlare davvero di Influencer quando questa persona è in grado di direzionare la scelta dell’altro e di aiutare il brand per la quale lavora.”

Quanto è importante oggi fare delle buona comunicazione?

“Oggi è fondamentale saper comunicare. Purtroppo, o per fortuna, ci sta molta concorrenza e la qualità dei propri prodotti o servizi non basta per farsi notare. Bisogna arrivare alle persone nel modo giusto e nel momento giusto.”

Informazione su carta e informazione sul web: quali sono le principali differenze?

“Sono un’amante della carta e continuerò a tifare per i libri e le riviste stampate. La differenza tra l’informazione sul web e quella tradizionale sta nel fatto che in rete hai sicuramente più interattività: puoi condividere, commentare, mettere like. Però sei anche costretto da ritmi serrati, bisogna produrre contenuti nuovi in continuazione e così si rischia di perdere la bellezza del dettaglio. La carta, ovviamente, non può coinvolgere attivamente il lettore con delle azioni ma può fargli riscoprire il gusto per la buona lettura.”

Nella sua carriera variegata, quali sono stati gli step più significativi che la hanno particolarmente segnata?

“Ogni piccolo passo avanti è stata una gioia ed una conquista. Ci sono stati, però, dei momenti che hanno avuto un po’ più di importanza. Un esempio è la mia prima collaborazione: in quel momento ho capito che (forse!) qualcosa di giusto la stavo facendo. Sicuramente non posso non pensare a quando ho avuto l’opportunità di iniziare l’avventura delle video-rubriche letterarie e a quando sono stata selezionata per la Social Academy. Tutti momenti che mi hanno spinto ad andare avanti e a continuare a crescere, studiando quanto più possibile.”

Quali sono, secondo lei, gli errori che un aspirante influencer dovrebbe evitare di compiere per non compromettere la propria carriera digitale?

“Credo sia fondamentale non perdere mai la propria identità e quindi non collaborare con chiunque ma fare della selezione in precedenza. Non ha senso lavorare con brand che non hanno gli stessi valori o le stesse idee. Inoltre, bisogna essere onesti con il proprio pubblico ma, in primis, con se stessi.”

Cultura e Digital “vanno d’accordo”?

“In un momento particolare come quello che stiamo vivendo, un legame stretto tra Cultura e Digital penso sia indispensabile. Queste due realtà così spesso separate, insieme possono dare vita a progetti strutturati e di valore, oltre che ovviamente di intrattenimento. Cultura e Digital possono sostenersi l’un l’altra nella missione di far conoscere a quante più persone possibili contenuti che possano far riflettere. Possono entrambe arricchire le generazioni future, ma anche tutti noi. Un connubio su cui vale la pena investire.”

La cultura oggi sembra quasi essere venuta meno nel suo scopo di arricchimento interiore e mentale… Non vede una sorta di “abbrutimento” intellettivo in giro, forse dovuto anche ad una frenetica digitalizzazione? C’è qualche suggerimento che ci potrebbe dare a riguardo?

“La frenetica digitalizzazione ha portato sicuramente ad un cambiamento della qualità dei contenuti. Il web va veloce e per stare al passo, purtroppo, si rischia di tralasciare la cura del dettaglio e quindi del contenuto stesso. A mio parere, bisogna ritrovare il giusto compromesso tra la velocità con la quale si vuole mettere in rete un contenuto e il labor limae nella creazione di quest’ultimo. Inoltre, bisogna imparare a collaborare per proporre progetti digitali nuovi e impattanti.”

La Moda: che ruolo ha nella sua formazione?

“La moda mi ha sempre affascinato, come la scrittura. Mi piace studiare cosa c’è al di là del meraviglioso vestito, conoscere l’idea di base, l’evoluzione e la strada che lo ha portato ad essere così. Ogni abito è un’opera, se ci pensiamo bene. Può piacere o meno, può arrivare oppure no, esattamente come un romanzo. La moda è una fonte di ispirazione, un mondo verso cui tendere per provare ad abbracciare pensieri belli. É un modo artistico per esprimere chi siamo e cosa abbiamo dentro. È arte indossata, credo. Per questo è stata fondamentale nella mia formazione: mi ha aiutata a vedere le cose da un’altra prospettiva.”

Quali sono i percorsi di formazione migliori per chi vuole diventare webwriter?

“La passione per la scrittura e per l’argomento di cui si scrive sono fondamentali. Senza una di queste due basi si rischia di vacillare. Importante poi è anche leggere continuamente, rimanere informati e, sopratutto, scrivere tanto. Soltanto provando e riprovando si può arrivare ad avere uno stile proprio ed infine a trovare il proprio “posto” tra le varie opportunità offerte dal web.”

Ha delle fonti d’ispirazione che la hanno condotta fin qui?

“Una donna che ho sempre stimato tantissimo per tutto il suo lavoro e per la sua visione è stata Franca Sozzani, direttrice di Vogue Italia per circa un ventennio. Ha saputo avvicinarsi alle novità senza stravolgere i suoi ideali ed ha trovato il modo di portare un giornale tradizionale ad avere una propria presenza anche online. Ha dato alla moda un piega spesso sociale. E’ una donna che ha saputo lasciare un segno nella nostra storia, semplicemente.”

Lei ha scritto anche due libri di poesie “Piccoli Squarci” e “Graffi di vita”, come nasce la sua vena poetica?

“Ho sempre amato scrivere e sfogare le mie emozioni sul foglio. È stato un modo per affrontare situazioni difficili e per dare spazio a quello che sentivo ruggire dentro di me. Tutto quello che vortica nella mia testa cerco di trasformalo in un componimento così da poterlo rileggere e rifletterci. Cerco di catturare quegli attimi veloci che troppo spesso ci sfuggono nella memoria.”

In questo lungo periodo di lockdown come si è organizzata, lavorativamente parlando, e quanto ha inciso il “fattore” digitale per una resa ottimale?

“In questo lockdown ho avuto la fortuna di portare avanti quasi tutte le mie attività proprio grazie al “fattore digitale”. Ho continuato a condividere contenuti e ne ho approfittato per aggiornarmi. I social sono degli strumenti che cambiano in continuazione ma proprio tramite gli stessi si possono trovare consigli per migliorarsi.”

In tutta questa intensa attività professionale, come trascorre il suo tempo libero?

“Adoro leggere e stare con le persone che amo. Ovviamente, in questo periodo, ciò è stato possibile solo in parte. Per questo mi sono letteralmente divorata numerosi libri che avevo da troppo tempo lasciato sulla scrivania “a prendere polvere”.”

Progetti futuri?

“Ho molti progetti futuri e non vedo l’ora di iniziarli e viverli, ma preferisco non parlarne per scaramanzia! Diciamo che mi impegnerò al massimo per raggiungere le mete prefissate.”

Concludendo?

“Voglio continuare a scrivere e a vivere il mondo digital. Spero davvero di arrivare tra qualche anno a dirmi “Ce l’ho fatta!”. La strada è in salita ma sono ottimista. Infine, auguro a tutti di trovare la propria vocazione.”

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