Cinzia Spano: “mentre studiavo legge si è accesa in me la passione per il mondo del set!”

La giovane produttrice romana, già da qualche anno, ha fondato assieme a Dario Albertini, "Sulla Strada film", produzione indipendente che dà vita ad interessanti quanto realistici docu-film per i quali si servono di persone normali...della strada...della vita di tutti i giorni!

Maggio 2016. Torvaianica. Ore 21.00. Come già raccontato in queste “pagine”, in quella data ho ricevuto un riconoscimento che mi ha gratificata, il “Premio Donna” per il mio progetto editoriale. Ovviamente con me, vari altri premiati. E come spesso accade, vuoi per una certa emozione, vuoi perchè è bello scambiarsi idee e sensazioni, ho notato una ragazza (sembra molto più giovane dei suoi 33 anni), “diversa” dalle “solite” che si incontrano, proprio “acqua e sapone”! La cosa che più mi ha colpita di lei è la sua spontaneità mescolata ad una dose di timidezza, che intenerisce molto in tempi in cui questa qualità è rarissima. E poi la sua emozione nel ricevere il premio che ha voluto dedicare ai genitori, l’ha resa decisamente una persona di grandi principi. Il suo nome: Cinzia Spano.

Cinzia ha al suo attivo un nutrito curriculum. Studentessa di Giurisprudenza, si rende conto ben presto, di essere affascinata dal mondo della macchina cinematografica! Ha grandi passioni e determinazione Cinzia, così, assieme al regista Dario Albertini, fondano nel 2012, “Sulla strada film”, una produzione indipendente, con cui danno vita a tre documentari. La loro peculiarità è che si servono di persone “normali”, conosciute sulla strada, o di giovani accolti in strutture atte a promuoverne lo sviluppo, gli studi, un futuro lavoro….”SLOT Le intermittenti luci di Franco” (2013), per la regia di Dario Albertini, è il primo  progetto prodotto, un film documentario che affronta il delicato tema della dipendenza da gioco compulsivo, presentato alla 19° Edizione del Festival Visioni Italiane, Cineteca di Bologna, vincitore del Premio D.E-R come “Miglior documentario Visioni Doc”, seguito da “La Repubblica dei ragazzi”e “Incontri al mercato”. Per quest’ultimo, Cinzia ha ottenuto il Premio “Basaglia” a Valdarno, un paio di mesi fa.

La ragazza mi ha letteralmente “folgorata”, mi piace il suo modo di lavorare, la passione oltre alla preparazione, il suo “sgomitare” nella vita con le proprie forze! E’questo che distingue un vero professionista da uno “improvvisato” o, peggio, raccomandato!

“Cinzia, sei giovanissima, ma con un ben nutrito curriculum…”

“Io ho quasi 33 anni ed ho iniziato a lavorare in una produzione cinematografica mentre studiavo giurisprudenza. Nel corso di questa esperienza nella quale ho avuto occasione di stare sul set per la realizzazione di fiction o di film per il cinema, si è accesa in me la passione per tutta la macchina produttiva. Nel 2010, poi, ho avuto modo di conoscere Dario Albertini, che è un artista poliedrico, ed ha iniziato la sua carriera come fotografo e regista di video musicali…Abbiamo così deciso di riunire un po’ le nostre due passioni e dare vita a “Sulla strada film” che è una giovane produzione indipendente con la quale, fino ad oggi, ho realizzato i miei docu-film.”

“Il primo…?”

“Il primo che abbiamo realizzato “Slot. Le intermittenti luci di Franco luci” è un documentario sulla dipendenza da gioco compulsivo, dalle slot machine. E’ un documentario distribuito da Cinecittà Luce, è uscito in DVD il 22 Aprile scorso. E’ un progetto con il quale abbiamo partecipato a diversi festival ed abbiamo avuto diversi riconoscimenti. Il secondo è “La Repubblica dei ragazzi”, in occasione di questo progetto sono riuscita ad avviare una co-produzione con Rai cinema. Racconta di questa struttura per minori, che si trova alle porte di Civitavecchia, una forma di autogoverno giovanile, una struttura molto affascinante! All’interno del documentario ci sono immagini di repertorio dell’istituto Luce e della cineteca di Bologna, ed è andato in onda la Domenica di Pasqua, il 27 Marzo, a speciale Tg1, ottenendo un ampio share di ascolti! Per noi una vetrina molto importante, considerando anche che realizziamo progetti di interesse sociale, quindi l’idea che la storia di questa struttura sia arrivata in così tante famiglie che a loro volta la racconteranno, è veramente l’obiettivo cui tendiamo ogni volta che realizziamo un progetto.”

“Siete appena tornati dal Bellaria film festival?”

“Sì…esattamente, con il nostro terzo progetto “Incontri al mercato”, sempre per la regia di Dario Albertini. E’ un film-documentario con cui abbiamo vinto il premio “Basaglia” a Valdarno. In questo film raccontiamo tre storie straordinarie di solutidine, di tre inguaribili ottimisti per i quali il tempo è come se si fosse fermato alla loro gioventù, a quando, ciascuno a suo modo, vivevano una vita soddisfacente ed in virtù di questi sogni, di queste passioni, vivono ancora oggi, nonostante qualcuno abbia una situazione un po’ particolare, un po’ critica.”

“Com’è stato accolto al Bellaria festival?”

“La proiezione ha avuto luogo Domenica 29 Maggio ed è stata veramente emozionante. Questo è un festival molto prestigioso per il documentario, ed i personaggi di cui raccontiamo, ti entrano, ognuno a suo modo, nel cuore. Abbiamo avuto un riscontro veramente caloroso! Tante domande su tutti e tre i perssonaggi Maria Luisa, Franchino e Mimmo, siamo stati molto contenti che al pubblico sia arrivato il messaggio che si può essere soli ma vivere la solitudine con molta dignità.”

“Nella Repubblica dei ragazzi che tipo di giovani avete incontrato?”

“Il lavoro all’interno della struttura è stato fatto in punta di piedi. Premetto che il regista, Dario, ha vissuto all’interno della struttura per circa due anni. E’ gestita dalla Chiesa per cui è difficile entrarvi per ovvi motivi…noi ci siamo riusciti perchè prima di iniziare, abbiamo fatto vedere loro il nostro primo documentario, per far capire quale sarebbe stato l’approccio. Dario è rimasto lì fra grandi difficoltà. Uno dei limiti era che ci sono bambini dai 4/5 anni fino ai 18, alcuni, provengono da situazioni familiari veramente molto gravi, altri meno…Ci sono degli stranieri che sono soli e minori dirottati in questa struttura che garantisce loro la scuola, una sistemazione dignitosa, fino alla maggiore età. Noi abbiamo messo in luce tutto quello che era la Repubblica dei ragazzi quando è nata. La prima forma di autogoverno giovanile in cui tutto era organizzato…c’erano laboratori in cui i ragazzi imparavano un mestiere ed uscivano pronti per lavorare. Ora non è più così…abbiamo trovato ragazzi un po’ più annoiati, ragazzi che si sfogano scrivendo, bande di rapper in cui cantano due ragazzi da far invidia a quelli famosi italiani, c’è la vita vera dentro. Vi abbiamo trovato chi aveva voglia di studiare, chi meno, abbiamo cercato però di far emergere non tanto il contesto da cui provenivano i ragazzi, perchè non ci sembrava la chiave giusta, ma piuttosto su com’era prima la Repubblica e su com’è oggi.  Abbiamo messo una luce su questo posto fantastico in cui un tempo i bambini si autogovernavano, c’era un sindaco, una giunta, facevano assemblee tutti i giorni, una cosa fantastica che pochissimi sapevano. E raccontato come oggi, tutta questa situazione, sia andata un po’ scemando. Un tempo vi erano 300 ragazzini e due adulti a gestirli, oggi 36 ragazzini con 8 adulti che li gestiscono. Quindi questo già fa capire come sia cambiata…Una volta c’erano problemi più grandi, dato che è nata nel secondo dopoguerra, però i ragazzi riuscivano ad organizzarsi meglio!”

“Sei esclusivamente una produttrice quindi…?”

“Sì, io mi occupo essenzialmente di produzione. Ho trasferito all’interno di questa piccola realtà produttiva tutto quello che sono riuscita a “rubare” con gli occhi in questi 10 anni di esperienza in altre produzioni. Riesco a portare avanti questi progetti semplicemente per il fatto che sono storie delle quali noi ci innamoriamo. Dico sempre che noi siamo una produzione indipendente, perchè indipendentemente dagli altri, portiamo a termine le nostre cose…e tengo a sottolineare che ci riesco grazie a Dario Albertini che cura ogni aspetto artistico dei nostri progetti…dalla regia alla scrittura, regia, fotografia, montaggio, musiche…tutto, e questo permette di massimizzare i costi. Abbiamo il nostro laboratorio a Santa Marinella in provincia di Roma.”

“E la Laurea in Giurisprudenza…?”

“Dico sempre che prenderò la laurea quando rimarrò incinta e prenderò tempo per restare un anno tranquilla, ma non è detto. Ho lasciato il discorso degli studi, perchè parto sempre per lavoro, sono andata a vivere da sola, una serie di dinamiche che distraggono dallo studio…sono certa che me ne pentirò! Sarebbe stato importante terminare il percorso di studi.”

“A cosa stai lavorando?”

“Stiamo in fase di post produzione, quindi di chiusura, di un nuovo documentario, un lungometraggio, che verte sul discorso filmico, dal titolo “Claudio in arte Claude” che vede come interprete di se stesso Claudio Perone. Scoprirete che è l’uomo che “accese la luce rossa in Italia” quindi l’uomo che per primo ha prodotto, oltre che interpretato, film hard anni negli anni ’70. In questo film ha un desiderio: vuole andare a recuperare tutte le icone erotiche degli anni ’70 ed ’80 con le quali ha lavorato nei film, i cui titoli sono fantastici “Attenti arrivano le collegiali”, “I porno amori di Eva”…il film è molt soft, ovviamente, ma lui si è messo in testa di realizzare questo documentario in cui va a capire che fine hanno fatto queste donne e le va a cercare. Trova una serie di situazioni diversissime tra loro e non sappiamo se ci riuscirà. E’ molto particolare, tengo a questo progetto, ritengo che sia brillante, dalla tematica molto particolare. Possiede tante sfaccettature, anche quì la solitudine, la voglia di non mollare mai, l’entusiasmo legato ad una vita passata nell’arte…”

“Com’è stato lavorare con un attore di film hard?”

“Divertentissimo! Lui è simpaticissimo! Lavorare con Claudio è uno scrigno di aneddoti “coloratissimi”…ovviamente ci ha raccontato come venivano girati questi film, come venivano scelti gli interpreti, i provini che facevano in ascensore….le cose che ti posso raccontare. Lui con noi è stato fantastico. Lui è comunque un attore e, a differenza degli altri progetti, in cui abbiamo sempre lavorato con persone non professioniste, lui racconta il suo passato, se stesso, Dario aveva davanti a se un professionista con una personalità definita, non è stato semplice ma sicuramente divertente.”

“Concludendo?”

“Vorrei esortare i lettori a seguirci e tengo a dire che Dario ha scritto un film per il cinema che ci auspichiamo di poter produrre con una produzione più grande! Sarà legato alla Repubblica dei ragazzi. Inoltre vorrei ricordare che “Incontri al mercato” verrà proiettato all’Isola del Cinema il 3 Luglio prossimo. Per chi lo volesse vedere…vi aspettiamo!”

 

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