Clarissa Leone: “La mia più grande gioia è aver creato una famiglia tutta mia”.

LF ha intervistato l'attrice abruzzese che sogna di essere diretta, un giorno, da Quentin Tarantino e Pedro Almodovar.

Clarissa Leone, è la bella e talentuosa attrice e presentatrice, nonchè modella (ha esordito giovanissima sulle passerelle), che LF ha incontrato per voi.

Conosciuta dal grande pubblico per aver preso parte alla celebre fiction Mediaset “Distretto di Polizia 6”, la sua carriera è costellata da diverse esperienze cinematografiche, televisive e teatrali. Ha esordito a diciassette anni nel film “La casa di sale” di Alessandro Nico Savino e Simona Piattella, protagonista poi, di uno spot delle reti Mediaset e, successivamente, interprete in un ruolo frizzante nella sitcom “E stai a guardà il capello” con Virginia Raffaele. Clarissa Leone è stata recentemente premiata al 10° Nettuno Film Festival come miglior attrice non protagonista in “Troppo tempo per pensare”.

Dopo aver vissuto per tre anni a Milano, Clarissa decide di proseguire a Roma gli studi di recitazione, dizione, danza e canto presso la scuola “Ribalte” del maestro Enzo Garinei. Nel 2004 esordisce in teatro con “Volo per Managua” di Giorgio Gaber e Claudio Lizza e con “Slice of death” di Luca Viganò entrambi diretti da Andrea Garinei. Sarà poi diretta dal maestro Enzo Garinei nello spettacolo “Breve incontro” di Noel Coward e nel musical “Un paio d’ali”.

Il suo idolo, sin da quando aveva 12 anni, è sempre stato il cantante Vasco Rossi.

Quello che mi è piaciuto di Clarissa Leone è la sua semplicità che, unita alla bellezza, ne costituiscono un raro connubio. Lei è sì, un’attrice affermata, ma ha sempre mantenuto ben salde le sue origini, forti e gentili, tipiche della sua regione di provenienza, l’Abruzzo. Un grande desiderio di emergere, ma anche l’orgoglio della propria terra, i colori, i valori genuini, l’amore per la sua famiglia, questi i fondamenti cardine di Clarissa, che è sempre rimasta spontanea e positiva…una persona di gran cuore ed anima.

Il suo sogno? Lavorare con registi del calibro di Quentin Tarantino, Pedro Almodovar, James Cameron, Sofia Coppola, Vincent Cassel, Giovanni Veronesi…E noi le auguriamo di realizzarlo, oltre ad ancora infiniti successi in carriera.

Clarissa, sei diventata nota al grande pubblico con “Distretto di Polizia 6” ma hai anche esperienze di cinema e teatro…Ce ne parli?

“Inizialmente ho lavorato molto come modella e partecipato a diversi videoclip e spot tv, da “Prima di partire per un lungo viaggio” di Irene Grandi, scritta dal grande Vasco Rossi, a spot per “Bauli” e “Tuborg”. Ho esordito in teatro nel 2004 e, successivamente, interpretato diversi ruoli in lungometraggi e cortometraggi fino a vincere, al 10° Nettuno Film Festival, il premio come miglior attrice non protagonista nel corto “Troppo tempo per pensare”.

Tu hai studiato con Enzo Garinei a Roma, che esperienza è stata per te?

“Avere la possibilità di prendere lezioni da un talento del teatro italiano come Enzo Garinei è stata per me un’esperienza molto importante, di grande formazione professionale. Uno degli aspetti che ha lasciato il segno è senza dubbio la convinzione, trasmessami, che il teatro sia alla base di qualsiasi arte creativa dell’attore.”

A cosa stai lavorando al momento?

“A breve sarò sul set di un nuovo cortometraggio che mi vedrà impegnata tra le Marche e l’Abruzzo. Si tratta della pellicola “Ero al settimo piano”, una storia commovente, di sofferenza, ispirata a fatti realmente accaduti. La storia è finalizzata a trasmettere un messaggio di rinascita e speranza che incita a trarre dal dolore la forza per il riscatto e in cui la figura della donna, con la sua inesauribile vitalità, viene valorizzata insieme all’importanza di una famiglia con radici ben solide: un giovane capitano dei carabinieri di nome Enzo, tornato da una missione all’estero, scopre di aver contratto la leucemia e si trova a lottare contro questa malattia con il sostegno della giovane moglie Giulia, in dolce attesa della loro seconda figlia. Sarà proprio la nascita della bambina, al settimo piano dell’ospedale di Pescara, a restituire energia positiva e a far presagire la guarigione del padre.”

In questo cortometraggio si tratta, appunto, il delicato argomento della malattia…un ruolo complesso immagino.

“Un ruolo importante per il mio percorso. Studiare così da vicino le dinamiche che riguardano il dramma della malattia è stato un modo per meglio comprendere il comportamento umano, la sua forza e la sua fragilità, un modo per affinare la sensibilità e comprendere la sofferenza. È stata sicuramente un’occasione di profonda riflessione e di crescita interiore.”

Oltre ad essere un’attrice, sei una donna dai valori genuini, mamma e moglie…

“La mia più grande gioia è aver creato una famiglia tutta mia. Sono davvero orgogliosa di questo…era un sogno e l’ho realizzato.”

Della tua terra, l’Abruzzo, cosa possiedi in modo più spiccato?

“Sicuramente della mia regione, terra di cui vado fiera per il senso di ospitalità della sua gente, la generosità e l’allegria, amo la natura meravigliosa dei suoi paesaggi e i numerosi e buonissimi piatti tipici. Quello che probabilmente mi identifica di più ad essa è la grande forza di reagire alle difficoltà e uno spiccato senso di ottimismo e amore per la vita.”

E’ vero che sei una perfezionista nel lavoro?

“È una caratteristica che mi appartiene. Non mi accontento e cerco sempre di dare il massimo di me stessa quando sono alle prese con un nuovo progetto professionale.”

Come vedi il tuo futuro?

“Generalmente sono sempre molto positiva. Per quanto riguarda l’aspetto professionale mi auguro di continuare questo percorso legato alla recitazione, intrapreso ormai da tempo e che mi appassiona moltissimo. Per quanto riguarda la vita privata mi immagino accanto alle persone che amo.”

Progetti da realizzare?

“Ce ne sono tanti, oltre ad alcuni cortometraggi di prossima realizzazione, avrò modo di girare l’Italia in occasione di diversi eventi.”

Concludendo?

“Concludendo voglio ringraziarla per questa intervista e per aver avuto l’occasione di parlare del mio percorso su una rivista che seguo con stima ed interesse.”

Foto: Antonio Vanni

 

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