Convegno on line sulla storia e sui retroscena dell’inno di Mameli.

L’inno svelato, chiacchierata assai briosa su “Il canto degli italiani”.

L’inno d’Italia raccontato dal professor Michele D’Andrea, storico risorgimentale, attraverso un’originale incursione nella storia del nostro Paese.

L’incontro, con la presenza del Governatore Giambattista Mollicone, si è svolto sulla piattaforma Zoom, curato da Massimo Bordignon, segretario del Rotary Club Passport Italia, Giovedì 14 Gennaio 2021 a partire dalle ore 19,30.

L’evento, realizzato in interclub Rotary del distretto 2080, con Passport Italia, Roma Sud-Est, Roma Cassia, Club Ostia, Roma Acquasanta, è stato organizzato e voluto da Sara Iannone, presidente del Rotary Club Roma Aniene.

Un’iniziativa che si inserisce nel programma delle attività rotariane ideato dal presidente Iannone e che punta ad esaltare l’Italia e gli italiani focalizzandosi sui grandi valori e sulle grandi azioni che hanno fatto grande il nostro Paese e il nostro popolo e ai quali, oggi più che mai, dobbiamo guardare per ricostruire un futuro degno per noi e per le generazioni future.

Tra gli oltre cento partecipanti, amici e soci rotariani, anche la principessa Elettra Marconi Giovanelli, socia onoraria del Club Roma Aniene, testimone della grandezza del genio italiano incarnato dal padre Guglielmo Marconi e riconosciuto nel mondo intero.

Abbiamo così scoperto che “il canto degli italiani” vero nome del nostro inno, fu scritto nel 1847, come molti sanno, da un giovanissimo ragazzo genovese, Goffredo Mameli, poco più che ventenne. E’ lui infatti l’autore del testo, ma il compositore, che forse è meno conosciuto, fu Michele Novaro, anche lui giovassimo ragazzo genovese, poeta e combattente, che appassionatamente ne musicò le parole.
Dal 1946, con la nascita della nuova Repubblica Italiana, si decise che provvisoriamente “Il canto degli italiani” potesse essere impiegato come Inno Nazionale. Mai come le cose provvisorie sono tra le più definitive e tra alterne vicende l’inno ha traguardato indenne il 1980. In questo periodo ha rischiato di essere sostituito da “Va’ pensiero” tratto dal “Nabucco” di Giuseppe Verdi, considerato musicalmente più gradevole. Finalmente il 4 Dicembre del 2017, solamente poco più di tre anni fa, l’inno di Mameli, è stato riconosciuto ufficialmente dallo Stato Italiano come inno nazionale.

Vogliamo concludere dicendo che il filoso Friedrich Nietzsche, una delle figure storiche ragguardevoli e tra i massimi filosofi e scrittori di ogni tempo, rammentava che gli inni nazionali, in sintesi, sono l’immagine del popolo di quella nazione.

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