“Covid-19, Storie di coraggio e resistenza”.

Scrittori, medici, infermieri o semplici cittadini da tutta Italia hanno raccontato le loro esperienze e, tutti insieme, per un bene comune, fare del bene.

Simona Poerio

L’emergenza coronavirus ha messo in luce la nostra totale mancanza di controllo, su noi stessi e su quello che accade, quel controllo che grazie al progresso pensavamo di aver acquisito, si è trovato drammaticamente messo in discussione. Abbiamo incentrato il nostro esistere attorno al concetto di lavoro, e una volta sospeso, bloccato, ci siamo trovati spaesati. Cos’era la nostra vita se non lavoro e distrazione? Tolto il lavoro, tolte le distrazioni, il mondo si è fermato, immobilizzato. Siamo esseri fragili e il virus lo ha messo in luce. Abbiamo perso il senso dell’ essere all’altezza di queste grandi sfide, trincerati nel nostro egoismo. La salvezza, la soluzione, è la solidarietà, l’aiuto reciproco. Nasce così questa raccolta di racconti.

Scrittori, medici, infermieri o semplici cittadini da tutta Italia hanno raccontato le loro esperienze e, tutti insieme, per un bene comune, fare del bene. Questa raccolta nasce con l’unico obiettivo di fare del bene, poiché l’intero incasso verrà dirottato in un fondo per aiutare gli Ospedali, le associazioni e i semplici cittadini in difficoltà.

Il libro “Covid-19, Storie di coraggio e resistenza” risulta così un pezzo di vita quotidiana di varie figure professionali della nostra nazione, fra cui anche la scrittrice Simona Poerio, conosciuta qualche anno fa grazie al suo libro “Dietro alle sbarre”.

Chiediamo proprio a Simona Poerio di spiegarci meglio il senso di questo nuovo libro dell’editore Jacopo Lupi.

Simona, com’è nato questo libro?

“Durante i mesi traumatici che ci hanno visti obbligati a restare a casa mentre le persone intorno a noi, o a noi care, morivano da sole di questo virus apparso dal nulla e non compreso, il mio editore Jacopo Lupi della Lupieditore, ha avuto questa iniziativa #iorestoacasaescrivo. E’ stato chiesto, a noi scrittori, di scrivere un racconto riguardo al Covid. Su come stessimo vivendo la situazione, su cosa provavamo e pensavamo. Non ci sono stati messi limiti, liberi di esprimerci e di esprimere in qualunque modo ciò che tenevamo dentro. Questa l’iniziativa dell’editore per poter dare un contributo.”

“Storie di coraggio e resistenza” per combattere il Coronavirus e fare beneficenza!

“Ci è stata inviata una mail chiedendoci di raccontare una storia, vera o di fantasia, sulla situazione che stavamo vivendo, su come sarebbe potuta cambiare l’Italia e il Mondo. Immaginando il futuro, o raccontando il presente, in poche parole: resta a casa e scrivi.

Ho deciso di partecipare per amore della scrittura, perché per me scrivere significa respirare. Ho deciso di farlo mentre molte persone a me care morivano sole, mentre io stessa non stavo bene ed ero stata a contatto con persone ricoverate, alcune delle quali non si sono salvate.

Ho dato sfogo a ciò che vivevo e provavo sperando di poter far parte di quegli autori che avrebbero contribuito a devolvere alle strutture ospedaliere, sopratutto della mia regione, la Lombardia, la più colpita. Il mio racconto è passato e sono molto orgogliosa di aver partecipato e di essere stata pubblicata, sperando che chi mi segue acquisti il libro, certa che uniti riusciremo a raccogliere più fondi possibili, col timore che questo virus non solo non si fermi, ma torni ad attaccarci drasticamente. Se accadesse vorrei che ci trovasse più preparati, vorrei che coloro che rischiano le loro vite possano farlo senza ritrovarsi carenti di attrezzature per mancanza di fondi. Come ho scritto nel racconto: ” Prevenire è meglio che morire “.

Ho partecipato come molti altri spontaneamente, perché ho creduto subito all’iniziativa di Jacopo Lupi, editore di grande spessore intellettuale, culturale e con un cuore grande. Una persona che ama la vita e trasmette altruismo non a parole ma con i fatti ed oggi l’uscita di ”Covid-19 Storie di coraggio e resistenza“ ne è la prova. Invito tutti ad acquistare questo libro che vede il mio racconto in apertura, ricordando che il mare è fatto di tante piccole gocce e che insieme amando si sconfigge il male e si può andare un po’ più lontano. Si può con amore e coraggio resistere di più.

Sono stata definita molte volte la nuora di Franco Trovato definito in un passato lontano un boss, ma oggi, sebbene ancora detenuto in 41 bis, è dottore in Legge ed è a lui che vorrei dedicare il mio racconto. Ricordando alla regione Lombardia che la moglie di Trovato Emiliano ha fatto la sua parte insieme ad altri autori per la sua regione, e continuo a farla dato che, per ogni copia del mio libro, devolvo dall’inizio di questa pandemia un euro in beneficenza.

Giudicare è molto semplice ma chi giudica non conosce. Oggi forse grazie al mio editore ho potuto dimostrare che aldilà degli articoli di cronaca che continuano a perseverare additandoci, esiste una donna che ama le persone, e che la vita delle persone è la cosa più preziosa del mondo e va difesa, ognuno di noi dovrebbe fare quel che può per aiutare il prossimo, con amore, amando.”

 

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