“Cucina botanica”, tra i libri più venduti prima di Natale.

Uno degli elementi che accomuna tutte le ricette di Carlotta Perego è il fatto che siano semplici (oltre a non contenere prodotti di origine animale).

"Cucina botanica" Carlotta Perego-libro

Gennaio è sempre stato il mese dei buoni propositi: iscriversi ad un nuovo corso, fare un po’ di sport, concludere quel progetto importante iniziato l’anno prima. Tra questi, di solito, non manca mai un proposito legato all’alimentazione, magari con l’intento di renderla il più sana ed equilibrata possibile. Probabilmente, è anche per questo che il Veganuary, la sfida che consente di sperimentare l’alimentazione vegana per un mese, si tiene proprio nel mese di Gennaio. Ed è proprio all’alimentazione vegetale, tra l’altro, che è dedicato il libro più venduto prima di Natale: Cucina botanica di Carlotta Perego. Come mai questo libro ha riscosso così tanto successo? E in che modo l’autrice fa conoscere al suo pubblico un’alimentazione così lontana da quella cui è abituata la maggior parte degli italiani?

La semplicità delle ricette

Come spiegato anche in un recente articolo de il Post, uno degli elementi che accomuna tutte le ricette di Carlotta Perego è il fatto che siano semplici (oltre a non contenere prodotti di origine animale). All’interno del libro, così come anche sul suo canale YouTube e sul suo profilo Instagram, Carlotta si pone infatti come obiettivo quello di scardinare l’idea che i piatti vegani siano difficili da cucinare e che, di conseguenza, una dieta vegetale non sia adatta a chi ha poco tempo a disposizione. A partire dalla colazione, Carlotta riflette su come sia facile non introdurre alimenti vegetali durante i pasti: una bevanda vegetale al posto del latte di mucca, cereali per la colazione (nella maggior parte dei casi già vegani, perché a base di frutta secca, cacao e cereali, appunto), e biscotti senza latte e senza uova, di cui ne esistono ormai tantissime varianti, compresi i famosi Oro Saiwa. Senza contare quanto sia facile, in mancanza di tempo, trovare alimenti vegetali già pronti: i legumi in scatola, gli hummus, le vellutate fresche o surgelate; o ancora, se si ha un po’ di tempo in più, preparare polpette o burger vegetali a base di verdura, legumi o patate, dando vita a piatti sempre nuovi.

La multietnicità dei piatti

Mangiare vegano può significare anche avvicinarsi a nuove tradizioni culinarie, un aspetto molto apprezzato soprattutto dai più giovani. Se in alcuni ristoranti italiani può essere difficile trovare dei piatti completamente vegetali, infatti, lo è meno nei ristoranti etnici, soprattutto in quelli asiatici. Tipi di cucina lontani da quella italiana sono ormai particolarmente apprezzati anche nel nostro Paese, non solo grazie alla diffusione di ristoranti etnici sul nostro territorio, ma anche perché è sempre più comune trovare questo tipo di piatti nelle rappresentazioni che ci circondano. I famosi ravioli cinesi, ad esempio, sono i protagonisti di Win Sum Dim Sum, una delle slot online presenti su Betway Casinò, dedicata proprio alla cucina cinese; la cucina coreana appare al centro di molti video mukbang, una tendenza che ha ormai spopolato anche in Italia. Per non parlare del sushi giapponese, al centro del documentario Jiro e l’arte del sushi, distribuito negli Stati Uniti anche sulla piattaforma Amazon Prime. È proprio al sushi, così come anche ai ravioli cinesi, che Carlotta Perego ha dedicato una delle sue ricette, proponendone una versione con avocado e verdure.

Un esempio di comunicazione gentile

Per quanto Carlotta Perego dimostri, nel suo libro come su YouTube, di essere davvero un’esperta di cucina vegana e di essere in grado di dare vita ad un numero infinito di ricette, uno dei suoi punti di forza è di certo anche il suo modo di comunicare: gentile, educato e mai sopra le righe. È proprio questo aspetto, con molta probabilità, a far sì che il suo pubblico sia composto quasi in prevalenza da onnivori, curiosi di provare nuove ricette e di conoscere un tipo di alimentazione più sano e più sostenibile. Carlotta non dà giudizi, né impone una sorta di selezione all’ingresso, consapevole di come il vegano perfetto non esista, ma di come si possa cambiare il mondo tutti insieme facendo un piccolo passo in avanti alla volta.

Prima ancora della sua uscita, Cucina Botanica è stato in grado di raggiungere le 20 mila copie vendute, andandosi a posizionare accanto a foodblogger del calibro di Benedetta Parodi, che sarebbe ormai giunta al suo quarto libro, Insieme in cucina, edito da Mondadori. Un traguardo decisamente importante per un canale così giovane incentrato su un tipo di cucina spesso fonte di così tanti pregiudizi.

 

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