Curcumina, Sindrome Metabolica (MetS), Obesità.

Alcuni ricercatori, di recente, hanno cercato di valutare l’effetto della curcumina fitosomiale in pazienti obesi con sindrome metabolica, valutando in modo particolare l’effetto del polifenolo sul peso e sulla circonferenza della vita.

La Sindrome Metabolica é una condizione caratterizzata dalla presenza di tre o più dei seguenti fattori di rischio:

Obesità addominale (o viscerale) con girovita ≥ 94 cm nei maschi e ≥ 80 cm nelle femmine;

Glicemia a digiuno ≥ 100 mg/dl (HbA1c >6%);

Colesterolo HDL sierico basso (≤ 40 mg/dl nei maschi e di 50 mg/dl nelle femmine);

Trigliceridi ematici elevati (≥ a 150 mg/dl);

Ipertensione arteriosa: valori ≥ 130/85 mmHg.

Sovrappeso e Obesità
Sovrappeso è la condizione caratterizzata da un indice di massa corporea (BMI=Body Max Index) compreso fra 25 e 29,9. L’ obesità si caratterizza per un BMI superiore a 30.
MetS e Obesità sono caratterizzate da uno stato infammatorio cronico di basso grado. Il tessuto adiposo viscerale determina aumento del carico di acidi grassi liberi che raggiungono il fegato con la circolazione portale. Tali acidi vengono trasformati in trigliceridi, si accumulano negli epatociti e sono responsabili di steatosi epatica non alcolica che può evolvere a steatoepatite.
MetS e Obesità sono anche fattori di rischio oncogeno per la presenza di resistenza insulinica con iperinsulinemia, aumento dei fattori di crescita insulinosimili (IGF), modifcazioni ormonali, iperproduzione di ROS e stress ossidativo, diminuzione di enzimi antiossidanti, incremento della perossidazione lipidica, di citochine infammatorie ed attivazione di vie di segnale implicate nella cancerogenesi. Molti dei fattori di rischio della MetS sono correlati con lo stress ossidativo. La curcumina esercita azioni favorevoli in soggetti con MetS e Obesità e nelle condizioni di insulinoresistenza e nella steatosi epatica.

L’ obesità è causata da un eccessivo apporto di nutrienti, inattività fisica, fattori genetici, disordini endocrini. Essa si associa ad una forte risposta infammatoria con incremento dei livelli di citochine, stress ossidativo cronico e danno dell’ attività antiossidante dell’organismo. La più importante fonte di citochine proinfammatorie è rappresentata dall’infiltrazione del grasso viscerale da parte dei macrofagi, presenti a decine di milioni per ogni kg di grasso in eccesso, richiamati dalla scarsa ossigenazione e morte delle cellule adipose (Aggarwal e Heber, 2014). Si ha così il rilascio di IL-6, TNF-alfa (potente attivatore del fattore di trascrizione NF-kB), leptina, etc..

Negli ultimi anni è nettamente cresciuta l’ attenzione sulla curcumina in ambito metabolico e cardiovascolare. Numerosi studi eseguiti, in prevalenza su animali da esperimento, hanno dimostrato effetti favorevoli sul metabolismo glucidico e lipidico ed una signifcativa riduzione dei trigliceridi già alla dose di 1g/die, del colesterolo totale ed LDL, dei livelli di perossidazione lipidica ed incremento del colesterolo HDL (Mohammadi et al., 2013; Panahi et al., 2014). Tutte queste azioni hanno aperto la strada al possibile impiego dei curcuminoidi nella steatosi epatica e nei disordini cardiovascolari.

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