Daniela Pesoli: “Scrivere è la mia grande passione”.

LF ha incontrato la giornalista Daniela Pesoli in occasione dell'uscita del suo primo libro, "Incontri", la cui prefazione è stata curata da Stefano Di Scanno, direttore de "L'Inchiesta".

Oggi LF ha l’onore di chiacchierare con una collega, professionista del settore giornalistico e non solo: Daniela Pesoli. Lei scrive per mestiere e per passione, soprattutto, perchè questa nostra dinamica attività è una delle più belle che si possano immaginare!

Il lavoro da giornalista ha permesso a Daniela di fare numerose esperienze: radio, televisione, carta stampata, web, uffici stampa. E non poteva mancare una nuova avventura con il suo blog, “Carisma”, per proporre interviste, eventi, reportage. “Carisma” è il sito indirizzato a chi ama leggere, informarsi, saperne di più. E a chi, come Daniela, cerca ogni giorno nuove strade da percorrere ed esplorare.

In tutto questo, Daniela Pesoli ha anche scritto un libro! Non un romanzo qualunque, ma un volume scaturito da varie sue interviste importanti. Il libro, che si intitola “Incontri”, è una raccolta di 32 interviste che la Pesoli ha realizzato dal 2018 ad oggi proprio per il suo blog, occupandosi di vari temi e, in particolare, di casi di cronaca nazionale come la scomparsa del ragazzo autistico Daniele Potenzoni; l’aggressione a Chiara Insidioso, diventata disabile a causa dei pugni e calci sferrati dal suo compagno.

Un libro che vale la pena leggere, perchè racchiude la voglia di ridare alla cronaca e al giornalismo la loro essenza. L’essenza dell’informazione, epurata da qualsiasi altra forma di strumentalizzazione.

Il libro, doveva essere presentato, Sabato scorso, a Fiuggi, ma a causa dei nuovi decreti di governo è stato tutto posticipato a data da destinarsi. “Incontri” sarà a breve acquistabile online o richiedendolo direttamente all’autrice attraverso l’indirizzo di posta elettronica danielapesoli@gmail.com
In un mondo dei Media, sempre più impregnato da cattivo gusto, volgarità, tv spazzatura, odio ed ignoranza, poter parlare, ad ampio raggio, di tematiche importanti, serie, anche drammatiche, in alcuni casi, ma fortemente attuali, ha donato un valore aggiunto all’intera intervista.
Chi segue LF MAGAZINE, sa bene quanto io tenga alla qualità e rifugga ogni pettegolezzo… Ben lieta, quindi, di aver conosciuto Daniela!

Daniela benvenuta su LF MAGAZINE! Parlaci di questo nuovo libro, “Incontri”…

“Grazie, è un piacere essere su LF MAGAZINE. E’ il mio primo libro ed è una raccolta di 32 interviste che ho realizzato, dal 2018 ad oggi, per il mio blog personale Carisma (www.carisma.blog). Tratta di argomenti diversi, dai più leggeri ai più impegnativi, con maggiore attenzione a fatti di cronaca nazionale.”  

Parte degli incassi andranno al centro antiviolenza “Fammi rinascere” di Fiuggi!

“Sì. All’iniziativa ho voluto dare una finalità sociale, scegliendo una struttura del mio territorio, il Centro antiviolenza sulle donne “Fammi rinascere” di Fiuggi, che da dieci anni è in prima linea a favore delle donne maltrattate grazie all’impegno di professioniste qualificate e ricche di umanità, a partire dalla responsabile, la dottoressa Michaela Sevi. Un piccolo, ma sentito contributo, che voglio dare innanzitutto come donna, ma anche come giornalista che spesso si occupa di questi casi.”

Quali sono state le tue sensazioni durante le interviste realizzate per questo libro? Immagino contrastanti, dati i vari casi drammatici menzionati.

“Come dice il titolo del libro, sono stati veri e propri incontri con persone, soprattutto familiari di vittime, che hanno condiviso con me – e quindi con i lettori – il loro dolore e la fatica del vivere quotidiano. Le sensazioni che ho vissuto sono state infinite perché ho provato a immedesimarmi in quelle storie e a riflettere su quei drammi. E’ difficile restare indifferenti.”   

Quale tra le numerose testimonianze ti ha colpita maggiormente e perchè?

“Sicuramente quella di Danielle Benjarts, la mamma di Chiara Insidioso. Una ragazza di Roma aggredita nel 2014 dal suo compagno con calci e pugni. Aveva 19 anni. Chiara non è morta, ma porterà i segni di quella violenza inaudita per tutta la vita. Dopo essersi svegliata dal coma, non parla e non cammina e non lo potrà fare mai più, anche se la mamma si sta battendo per farla ricoverare in una struttura dove possa ricevere maggiori impulsi per la riabilitazione, che comunque potrà aiutare Chiara solo parzialmente. Una testimonianza cruda e sofferta quella di Danielle, che alla notizia di quanto avvenuto alla figlia fu colpita da infarto. A 19 anni si hanno tanti sogni e si guarda al futuro con speranza. Come si può accettare che un uomo, il tuo uomo, ponga fine a tutto questo? Mi sono restate nel cuore, però, anche le testimonianze dei padri. Quello di Daniele Potenzoni, autistico, scomparso nella metropolitana di Roma cinque anni fa, e quello di Emanuele Ghidini, suicida a 16 anni dopo aver assunto sostanze allucinogene. Il primo non si è mai arreso e continua a cercare il figlio con una grande forza d’animo. Il secondo va nelle scuole, negli oratori e nei luoghi di ritrovo dei giovani a raccontare i suoi errori di padre per sensibilizzare anche i genitori.”

Non trovi che in questi ultimi anni i casi di violenza abbiano visto una crescita esponenziale?

“Purtroppo è così. Se vogliamo parlare di femminicidi, i dati sono impressionanti e non degni di un Paese civile. Ogni due giorni e mezzo, in Italia, una donna viene uccisa per mano del marito, del compagno, dell’ex. Cosa ci fanno capire queste statistiche spaventose? Che non siamo di fronte ad un’emergenza, ma ad un fenomeno ormai strutturato che come tale va affrontato. Ma aumenta anche la violenza in generale, così come l’intolleranza e l’odio sociale.” 

I Social media, la tv, Internet hanno delle “colpe” a tuo avviso?

“I social non hanno colpe dirette, ma essendo un mezzo universale di comunicazione diventano anche lo sfogatoio di tante persone, evidentemente non in pace con se stesse, che si sentono in diritto di insultare, accusare, puntare il dito, giudicare, scaricare odio e intolleranza. Che è molto diverso dall’esprimere un’opinione. Non amo molto i social per questo motivo. La rete doveva essere uno strumento per migliorarci, ma credo che la missione sia fallita, pur riconoscendone anche i lati positivi. In quanto alla tv, quella fatta male, è sicuramente pericolosa per gli spettatori più fragili, ma per fortuna la scelta è ampia.”  

Anche i minori, le baby gang sono un fenomeno dilagante.

“Un fenomeno che mi intristisce molto, quello degli adolescenti che ricorrono alla violenza. C’è molto da fare per i giovani ed è un compito di tutti, impegnativo ma necessario.”

Subire un abuso sessuale in infanzia sembra essere un importante fattore di rischio per quel che riguarda lo sviluppo di disturbi alimentari?

“Non sono un’esperta, ma credo che un abuso sessuale sia un trauma terribile che porti conseguenze di ogni genere.”

Secondo te, il lockdown e tutto questo periodo difficile, hanno accentuato gli episodi di violenza?

“Il lockdown e tutte le tematiche collegate alla pandemia hanno sicuramente stravolto le nostre vite colpendo in maniera particolare le persone che erano già in sofferenza. Penso a quanti hanno perso il lavoro, a chi fatica per andare avanti economicamente, ai cittadini senza tutele. Uno stress fisico e psicologico che, sì, conduce anche a reazioni esasperate.”  

Sono moltissimi anche i casi di abusi su donne disabili, ma come mai se ne parla poco o nulla?

“Anche qui i numeri sono drammatici e spesso sono violenze non denunciate perché nella maggior parte dei casi avvengono in famiglia e la vittima, a causa della sua condizione di fragilità, non ha la forza o la capacità di ribellarsi.”

Presenterai il tuo libro, o, data la Pandemia, è stato tutto posticipato?

“Ho annullato la presentazione ufficiale del libro a causa della situazione che stiamo vivendo. L’ho fatto a malincuore, ma convinta che in questo periodo ognuno debba assumersi la propria parte di responsabilità. In attesa di proporla in modalità diversa, ma soprattutto sperando in tempi migliori, il libro è comunque disponibile per chi volesse leggere le mie interviste e nel contempo sostenere il Centro antiviolenza di Fiuggi. Al momento, mentre mi organizzo per renderlo fruibile on line, il libro si può ordinare al mio indirizzo di posta elettronica danielapesoli@gmail.com. Naturalmente ringrazio in anticipo.”

Che messaggio fondamentale vorresti far passare con queste testimonianze?

“Non ho la presunzione di dare messaggi. Da giornalista, anzi da cronista, perché è quello che faccio da molti anni, ho soltanto raccontato alcune storie, non solo quelle drammatiche di cui abbiamo parlato ma anche più leggere. Sono sicura che ogni lettore, se vorrà, saprà riflettere in base alle emozioni che gli arriveranno.”

Progetti futuri?

“Naturalmente un secondo libro.”

Concludendo?

“Vicinanza e solidarietà alle donne che vivono abusi e violenze, con la certezza che sia un problema di cui si debbano fare carico tutti. E ovviamente un grazie di cuore a LF MAGAZINE e a quanti, in questi giorni, si stanno interessando al mio libro.”

 

 

 

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