Daniele Monterosi: “Una delle mie più grandi gioie è quella di essere riuscito a lavorare con Gigi Proietti”.

LF ha incontrato il noto attore in occasione della realizzazione del format "Olimpiadi", da lui stesso ideato, per raccontare lo sport a modo suo, durante il lockdown.

La voglia di agire, di “muoversi”, di… scuotersi, per rendere un periodo meno pesante di quanto già non sia, hanno dato il pretesto all’attore Daniele Monterosi per rimettersi in gioco, durante il faticoso periodo del lockdown.

Video in diretta ne abbiamo visti, interviste, mini concerti, ma Daniele, forte di un grande amore per lo sport misto ad una verve accattivante, ha reso davvero, le varie discipline, un must bello e buono oltre che leggero ed utile, quasi un servizio pubblico. Daniele ha voluto raccontare proprio lo sport, di cui siamo stati privati a causa della pandemia, che, al momento, non potremo apprezzare in Tv o dal vivo: le Olimpiadi!

Dopo il grande successo riscosso, prima online e poi, finalmente live, lo scorso mese, l’attore Daniele Monterosi ha deciso di rilanciare il suo riuscitissimo format “Daniele racconta”, scegliendo proprio le Olimpiadi che quest’anno si sarebbero dovute tenere a Tokyo dal 24 Luglio al 9 Agosto.

Negli stessi giorni in cui avremmo dovuto assistere ai tanto attesi Giochi del 2020, l’artista ha deciso di non rinunciare a uno degli appuntamenti più amati da tutto il mondo e tornare sui suoi canali social per pubblicare ogni giorno la storia di un atleta diverso. Ma non lo fa come una piccola telecronaca sul personaggio di cui va trattando quotidianamente, Daniele quasi si “sdoppia” in una narrazione originale, dinamica, simpatica, travolgente, trovando le peculiarità, anche strane, degli sportivi che hanno segnato varie epoche! Tre minuti godibilissimi ed esaustivi!

Dal lunghista statunitense Bob Beamon al maratoneta cubano Félix Carvajal, dall’arciere sudcoreano Im Dong-Hyun alla velocista e ostacolista marocchina Nawal el Moutawakel che in soli 54 secondi ha letteralmente cambiato il mondo. Queste, sono solo alcune delle storie raccontare dall’attore che ogni giorno intrattiene un pubblico sempre più variegato, grazie all’innovativo format ideato durante le difficili settimane del lockdown.

Nato con l’obiettivo di alleggerire e riempire le giornate casalinghe del pubblico costretto ad un difficilissimo isolamento, il format ha accompagnato il pubblico durante tutto il periodo di quarantena, facendogli conoscere alcuni dei più grandi personaggi della nostra storia.

Infatti, attraverso una narrazione brillante e fuori dagli schemi, con il solo filtro di una webcam, Monterosi ha raccontato le storie di Muhammad Alì, Albert Einstein, Coco Chanel, Nelson Mandela, Steve Jobs, Leonardo da Vinci, Frida Kahlo, Valentino Rossi, Bob Marley e tantissimi altri.

L’obiettivo è sempre stato quello di trarre ispirazione da queste grandi vicende per affrontare al meglio un periodo complicato. Trovare un’opportunità, un nuovo modo di vedere le cose in un momento così tragico.

Un’idea vincente che l’ha portato anche sul palco dello storico dell’ Alexanderplatz lo scorso mese, dove, attraverso un originale e dinamico one man show, ha raccontato la storia del jazz.

Con questo stesso spirito, oggi l’attore ripropone lo stesso format, seppur con una rinnovata chiave narrativa, in versione “outdoor”.

Daniele Monterosi, che tutti ricorderanno per aver impersonato Silvano in “Gomorra 3- La serie”, ha al suo attivo innumerevoli fiction e lavori cinematografici al fianco di grandi attori e registi come Michele Placido, Gigi Proietti, Sergio Castellitto e Luca Verdone.

Con la disinvoltura e la simpatia che lo contraddistinguono, ha raccontato, ai microfoni di LF, questa sua nuova avventura e… molto altro!

Daniele, benvenuto su LF MAGAZINE! Per iniziare ci racconti un pochino della bella iniziativa, “Olimpiadi”, un format ideato durante le difficili settimane del lockdown, per raccontare le Olimpiadi che si sarebbero dovute svolgere prorprio in questi giorni…. dal lunghista statunitense Bob Beamon al maratoneta cubano Félix Carvajal, dall’arciere sudcoreano Im Dong-Hyun alla velocista e ostacolista marocchina Nawal el Moutawakel che in soli 54 secondi ha letteralmente cambiato il mondo…
“Ciao ragazzi  e grazie dell’invito! Non so voi, ma io ero stanco delle cose che questo strano 2020 ci stava togliendo: cose come la libertà di muoverci senza mascherina, la possibilità di abbracciare un amico, il lievito di birra ai supermercati.. e ora pure le Olimpiadi. Io amo le Olimpiadi, le amo da quando sono bambino. E invece il virus ci ha tolto anche queste. Come opera di ribellione allora mi sono messo quì e ho deciso di raccontarle io! Perchè le storie delle Olimpiadi hanno il potere di ispirarci e farci sognare come poche altre storie al mondo e penso che oggi più che mai tutti noi abbiamo bisogno proprio di questo: ispirazione e belle storie. Ecco, le racconto io!”
Lei, a parte il format, invece, come ha vissuto il lockdown?
“Come tutti, dando le testate al muro! (:D) Ho pulito casa, letto libri, consumato Netflix e poi la sera, visto che non avevo niente da fare, ho fatto l’unica cosa che potevo fare: raccontare storie. Mi sono messo sulla mia pagina FB e ogni sera, in diretta, tenevo compagnia al pubblico a casa con una storia diversa. Era la prima volta che mi relazionavo così col mondo social – io non ci capisco un granchè – tuttavia le persone hanno iniziato a seguire questo appuntamento. Tanto che poi questo format è diventato anche uno spettacolo col quale ho avuto il piacere di incontrare il pubblico dal vivo non appena è stato possibile.”
Che ruolo ha lo sport nella sua vita? 
“Vivo lo sport con questa filosofia: mi alleno per mangiare! (:D) Corricchio con un gruppo di amici al parco, qua e là ci metto una biciclettata alla sera col mio migliore amico. Così poi con gli stessi amici una pizza e una birra non ce la leva nessuno.”
Tornando alla sua carriera… lei ha spesso raccontato che la sua passione per il cinema iniziò sin da piccolo quando preferì vedere il film “Il sorpasso” anzichè andare al mare….
“Sì, quel film mi ha stregato. Avrò avuto dieci, undici anni e invece che andare al mare preferii rimanere a casa a vedere quel film in bianco e nero. Che strano ragazzino! E così son cresciuto guardando il cinema italiano. Fra tutti mi sono innamorato di Gassman, Sordi e Gigi Proietti, mi hanno fregato da ragazzino e da quel momento m’è presa così. Una delle mie più grandi gioie è quella di essere riuscito anche a lavorare almeno con uno di loro: il grande Gigi Proietti.”
Quando si è reso conto che recitare era un suo grande desiderio?
“A diciotto anni, quando per la prima volta salii su un palco in un villaggio turistico. Facevo per la prima volta l’animatore e mi ritrovai in un anfiteatro con più di settecento persone. Salii sul palco e il pubblico, che fino a quel momento mi aveva visto solo nei “giochi aperitivo”, mi vide sul palcoscenico. Ne scaturì un applauso a scena aperta. Ecco, quella cosa mi ha sconvolto. Perchè se la prima volta che metti piede su un palco, settecento persone ti battono le mani a scena aperta… beh… sei fregato per sempre!”
Ha magistralmente vestito i panni di Silvano in “Gomorra 3 – La serie”… che esperienza è stata?
“Un’esperienza meravigliosa. La cura e la preparazione di ogni reparto in Gomorra è una cosa che ho riscontrato in pochissime altre realtà. E poi in quell’occasione ho avuto il piacere di lavorare con uno dei miei registi preferiti: Claudio Cupellini. La sua cura del dettaglio, la sua ricerca di sfumature sottili, la sua voglia di provare le scene fin quando non erano effettivamente pronte, il suo “eccola” riferito alla scena quando infine era pronto a girarla… Lavorare così è una goduria per me!”
L’omosessualità conosce ancora vari tabù nel nostro Paese… qual è il suo parere a riguardo? 
“Il nostro bel Paese conosce ancora vari tabù su tante cose. Purtroppo! Su questo tema posso dire la cosa che dovrebbe essere la più scontate e la più semplice: ognuno è libero di Amare chi vuole.”
Lei ha anche lavorato con Gigi Proietti, Luca Verdone, Tonino Zangardi, Sergio Castellitto e Michele Placido… cosa ha imparato da questi mostri sacri e cosa le hanno lasciato in eredità?
“Da ognuno di loro ho imparato (e ho “rubato”) talmente tanto che sarebbe impossibile per me riassumerlo in questa intervista. La cosa che mi sento di dire che accomuna i nomi che hai citato, e molti altri grandi che ho conosciuto e che non sono in questa lista, è la loro capacità di fare sul serio senza prendersi sul serio. La loro capacità di essere autorevoli, anche autoritari alle volte, senza mai perdere il senso del gioco, lo sguardo del bambino irresistibile beccato con le mani nella marmellata. Ecco, questo sicuramente li accomuna tutti, ma non so se l’ho ancora veramente imparato.”
Quanto è “difficile” fare l’attore?
“Difficilissimo. Ma dimmi una cosa che è facile, specialmente oggi…”
Nel suo tempo libero, invece, cosa le piace guardare in TV?
“Divoro Netflix. Sono drogato di quel suono che fa “DDdoonggg” quando compare la N rossa su sfondo bianco.”
Progetti futuri?
“Teatro, alcuni progetti per la tv e per il cinema. E poi mi piace esplorare e per gioco mi piacerebbe portare avanti questo rapporto che ho creato con il pubblico che mi segue anche sui social. Vedremo che succederà.”
Concludendo?
“Concludendo mando un abbraccio virtuale e un grande saluto a tutti voi e al pubblico che ci legge. Mai come in questo momento infatti è importante sentirsi vicini, anche se lontanti e sconosciuti, poichè mai come in questo momento condividiamo tutti le stesse emozioni. Un grande in bocca ai lupi a tutti noi! A presto!”
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