Davide Rocco Colacrai, poeta per ‘vocazione’.

LF ha incontrato il Giurista e criminologo, oltre che squisito e fine poeta, Davide Rocco Colacrai, in occasione dell'uscita del suo ultimo libro di poesie "Asintoti e altre storie in grammi".

Per chi, come la sottoscritta, ama la poesia in ogni sua sfaccettatura e colore, e che cerca, nonostante tutto, di trovarla in ogni meandro della vita quotidiana, chiacchierare con un poeta dalla sensibilità sopraffina come quella di Davide Rocco Colacrai, ha avuto un effetto davvero benefico sulla mia mente… Il suo gusto spiccato per l’armonia del componimento, il suo esaltare i valori quali l’amore, la famiglia, l’amicizia, nella loro interezza morale, mi ha davvero trasportata in una sorta di felice appagamento del cuore.

La cosa che probabilmente colpisce i più, è che un uomo scriva poesie dal taglio e gusto squisitamente femminili… sembrano davvero scritte da una donna… come se potessimo quasi vedere delle istantanee pararsi davanti al nostro sguardo! E c’è da aggiungere che il trasporto di Davide arriva ad elevarsi in piacevoli presentazioni, sotto forma di spettacoli di “poesia in teatro”, che lui stesso allestisce.

Svizzero, con genitori meridionali, ma toscano d’adozione, Davide Colacrai è giurista, criminologo e insegnante. Con un master di II° Livello in Psichiatria, Psicopatologia forense e Criminologia conseguito presso l’Università di Firenze. Ama viaggiare, studia recitazione, collabora come autore radiofonico e colleziona 45 giri. Ne ha ben duemila, da ogni parte del mondo, passione trasmessagli dai suoi genitori, grazie ai quali ha scoperto la bellezza nel fruscio del vinile e ad innamorarsene.

Giunto al suo ottavo libro “Asintoti e altre storie in grammi”, Davide ci ha raccontato di quest’ultimo lavoro con la passione e l’entusiasmo che lo caratterizzano… in una versione editoriale molto particolare: la versione cartacea si presenta con le misure tipiche di un’agenda, cosa veramente insolita per un libro di poesia, e una copertina capace di mettere chiaramente in evidenza i possibili significati del titolo. Una pregevole prefazione dello scrittore Vincenzo Restivo chiude una cornice perfetta e godibile da leggere!

In questa raccolta troverete delle poesie struggenti come quella dedicata all’ 11 Settembre, India Hija, Dante e Aristotele, Gli amanti tristi di Ornella Vanoni, Blues di Loredana Bertè.

Davide, benvenuto nelle pagine di LF MAGAZINE! Parliamo di questo ottavo libro di poesie “Asintoti e altre storie in grammi”….

“Innanzitutto vi ringrazio per avermi ospitato. “Asintoti e altre storie in grammi” è il mio ottavo libro di poesia e il secondo pubblicato con Le Mezzalane. Si tratta di una raccolta molto particolare, sia per quanto riguarda i temi che vengono affrontati sia per quanto riguardo il formato: infatti, la versione cartacea si presenta con le misure tipiche di un’agenda, cosa veramente insolita per un libro di poesia (ma a me le cose insolite piacciono), e una copertina capace, secondo me, di evidenziare al meglio i possibili significati del titolo. Inoltre ho avuto la fortuna di avere la prefazione di uno scrittore che, nella narrativa contemporanea, mi piace e stimo molto: Vincenzo Restivo.”

Lei qui parla di famiglia, amore, amicizia… da diversi punti di vista… sentimenti, in effetti, sempre più rari da trovare, ne conviene con me?

“Sono d’accordo con Lei nella misura in cui viviamo in una società che si caratterizza per una velocità del vivere tale che mi sembra spesso che usiamo le cose piuttosto che viverle, piuttosto che conoscerle e farle nostre, piuttosto che attendere la loro maturazione, e parlo di cose non necessariamente tangibili ma anche, appunto, di sentimenti, di amicizia, della famiglia. Abbiamo perso la pazienza e il gusto dell’attesa. Ho il timore che abbiamo causato un capovolgimento dei valori e, pertanto, un caos, nel quale è difficile galleggiare e dal quale mi sembra che non riusciamo a uscire.”

Lei ha un ricco animo poetico, ma come si riesce a trascrivere per intero le emozioni, tra l’altro, raccontando eventi… ‘senza voce’?

“La ringrazio per questa domanda molto interessante. Non ho mai avuto modo – o colto l’occasione – per riflettere, in modo cosciente, su come io sia capace a esprimere eventi e fatti della storia moderna lasciando vergini, dunque intatte, le emozioni sottese. In generale posso dire che scrivere è, per me, un flusso naturale, libero, necessario e urgente, quasi come per un medium esprimere quello che vede, che percepisce. Come ciò avvenga, secondo quali biologie o pentagrammi, non lo so/ sappiamo. Sicuramente c’è un coinvolgimento del corpo, del cuore – una intuizione.”

Nel suo curriculum leggo che si è specializzato post lauream, in Psichiatria forense e Criminologia… indirizzi sicuramente meno ‘poetici’… com’è arrivato a questa scelta?

“Sin da piccolo sono affascinato dalla psicologia e dalla criminologia – la mia tesi di laurea univa diritto e scienza – dopodiché sono venuto a conoscenza che la mia stessa Università organizzava questo Master di II Livello, a cui mi sono iscritto come borsista. Devo dire che le materie che abbiamo studiato sono in realtà molto vicine alla poesia, o molto più di quanto possiamo pensare, nella misura in cui mi hanno permesso di conoscere argomenti, di approfondirne altri, grazie ai quali ho potuto scrivere, raccontare, condividere esperienze che altrimenti sarebbero rimaste inespresse.”

In “Istantanee” abbiamo letto poesie al femminile… come è riuscito a raccogliere l’essenza di una certa sensibilità squisitamente femminile? Anzi, a dire il vero, sembrano scritte proprio da una mano femminile!

“Mi piace citare Battiato che, in una intervista, raccontava di essere cresciuto in una famiglia matriarcale e che questo essere circondato da figure prettamente femminili – figure femminile forti – lo hanno portato ad avere un’anima femminile, o più femminile rispetto alla media maschile. Credo di poter dire di avere le stesse radici e che dalle mie poesie – dal loro contenuto essenzialmente femminile, dalla sensibilità ad esse sottesa – queste radici siano evidenti.”

Lei ha vinto la bellezza di circa 600 premi… forse dovuti anche alla sua originalità ed al fatto che le piace sperimentare?

“Ogni riconoscimento è una sorpresa per me, in quanto non riesco a dare per scontato che i miei versi piacciono o debbano piacere: pertanto ad ogni riconoscimento mi emoziono come al primo, come se fosse il primo. Sicuramente avere il coraggio di raccontare eventi che non tutti conoscono, di prendere posizione, di far riflettere, pertanto di sperimentare nel senso di andare oltre i limiti che si vuole imporre alla poesia, della originalità come dice Lei – tutto questo mi ha portato inevitabilmente al poeta che sono oggi.”

 A quale di questi premi è più legato?

“Sicuramente sono molto legato al “Leone di Muggia”, un premio storico, molto prestigioso, del quale ho ricordi molto belli e importanti. Lo stesso posso dire anche del Premio Mondiale “Nosside”, che mi ha regalato un’esperienza umana indimenticabile.”

Quando ha capito che le piaceva scrivere?

“Devo dire che ho scritto da sempre ma ho realizzato di avere una vocazione alla scrittura molto tardi. Infatti sono passato dalla pittura alla musica, dopo dieci anni di pianoforte e quattro di flauto, sono approdato alla recitazione, e solo di recente, non più di una decina di anni fa, sono arrivato a vivere pienamente la poesia.”

Si ricorda la sua prima poesia?

“Me la ricordo la mia prima poesia, eccome – era dedicata alla mia prima fidanzatina (ora rischio di diventare rosso).”

Se le dico vinile, cosa risponde?

“Una delle mie più grandi passioni. Appena sento la parola vinile ne sento il profumo e mi emoziono. Ho iniziato quindici anni fa a collezionare 45 giri da tutto il mondo – e sono arrivato a possedere piccole e grandi rarità.”

Che generi musicali ascolta?

“Vado molto a periodi – ho il momento di musica italiana, il momento di musica americana, il momento di musica classica, il momento solo radio, ecc. In questo periodo ascolto molta musica jazz. In generale, amo molto la musica senza prediligere un genere ad un altro.”

E le poesie degli… ‘altri’… le legge?

“Le confido che i miei amici mi regalano spesso libri di poesia, che amo sfogliare la sera, prima di andare a letto, per riflettere al meglio. Al momento mi sto dedicando ad Antonia Pozzi e a Sandro Penna.”

In tutto questo… lei è anche autore radiofonico… Insomma, non si ferma mai?

“Mi diverto anche a scrivere per un programma radiofonico, peraltro molto seguito – “Mai contro cuore: da vicino nessuno è normale”. Mi piace vivere dedicandomi a più cose contemporaneamente, sin da bambino infatti sono stato multitasking, o meglio dai plurimi interessi. La cosa importante, in ogni cosa a cui mi dedico, è il divertimento – la capacità di esprimermi naturalmente, con più strumenti, in più modi, senza limiti: e soprattutto il piacere di farlo.”

In questo periodo di grandi difficoltà quanto la aiuta scrivere?

“Nei momenti di difficoltà, la poesia, la lettura e la musica sono state le mie grandi alleate, o meglio le tre sorelle che mi hanno aiutato nella sopravvivenza, facendo in modo che la sopravvivenza fosse un vivere – un vivere quanto più morbido possibile.”

Progetti futuri?

“Spero di portare sul palcoscenico questo mio ultimo libro, come ho fatto con i miei libri precedenti. Mi manca stare davanti alle persone e parlare di poesia, recitare e riflettere insieme. Inoltre non vedo l’ora di pubblicare il mio prossimo libro.”

Concludendo?

“Ė fondamentale che ognuno di noi possa trovare i propri doni e il proprio equilibrio. E soprattutto tornare a coltivare la gentilezza. La positività. L’amore per la vita.”

 

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