“Delusio” di Familie Flöz trionfa alla Sala Umberto.

Dopo il grande successo riscontrato nella passata stagione, torna, a grande richiesta, uno dei fenomeni teatrali più famosi al mondo: la compagnia berlinese Familie Flöz che, insieme a Arena Berlin e Theaterhaus Stuttgart, presentano, per la prima volta a Roma, uno dei loro spettacoli di maggior successo: "Teatro Delusio", il teatro muto che parla al cuore di tutti.

Continuano, con successo, alla Sala Umberto di Roma, le repliche di “Teatro Delusio” di Familie Flöz, che, con un gioco sapiente di movimenti e maschere, agilità corporea fuori dal comune, accompagnati da “rumori di scena” e sottofondo musicale, danno vita ad un teatro muto capace di parlare al cuore di tutti, unico nel suo genere, piacevole ed irresistibile!

Un ‘opera teatrale, una storia di successi, 640 repliche, 34 paesi, premi e menzioni, non ultima, quella di essere la produzione più stellata del Fringe Festival di Edimburgo 2016, la Familie Flöz cavalca la cresta dell’onda della scena teatrale mondiale dopo più di 2.500 repliche in 43 paesi negli ultimi 25 anni.

Andres Angulo, Johannes Stubenvoll e Thomas van Ouwerkerk, diretti da Michael Vogel, si trasformano in ben ventinove personaggi, per raccontare il mondo del teatro in tutte le sue sfaccettature, descrivendone anche tutti quei retroscena di illusioni e delusioni.

Un ritorno atteso per tutti gli appassionati del divertimento, della poesia, del teatro e per tutti i curiosi che hanno voglia di ridere e di emozionarsi per una sera con la creatività, la bellezza e l’intelligenza di Familie Flöz, che sarà in scena per due settimane con “Teatro Delusio”, fino al 17 Novembre, una pièce che gioca con le innumerevoli sfaccettature del mondo teatrale, grazie all’eccezionale talento di tre attori, che da soli danno vita sul palcoscenico della Sala Umberto a un intero teatro fatto di palchi, di quinte, di camerini e ovviamente delle decine di persone che lo animano quotidianamente tra i quali i commedianti, un intero corpo di ballo, un’orchestra, divi e dive dell’opera, grandi attori, maestranze varie, e tanto altro ancora, ma senza dimenticarsi gli inservienti, le donne delle pulizie, e infine i tecnici, protagonisti assoluti di quest’opera, che ci accompagnano in questo emozionante viaggio alla scoperta dell’emisfero teatrale, un’avventura fatta di risate, che con coraggio ci porta anche verso quei retroscena fatti di illusioni e di disillusioni che ci aprono la porta ad uno spazio magico carico di toccante umanità.

A dare il via allo spettacolo, una creatura piccola, incerta, vestita di bianco, che sembra allegorizzare la fragilità dell’opera. Avanza guardinga, prova a irrobustirsi attraverso il proprio volo estetico, accompagnato da luci magiche.
In questo gioco delle parti pare che nulla giri alla perfezione, vi è sempre il rischio di una scossa, o addirittura di un cortocircuito. È un esercito di indisciplinati. Sono i movimenti incauti di chi non si prende per niente sul serio, e anche chi non ha mai recitato tenta di mettere alla prova le proprie capacità artistiche.

Mentre la scena diventa backstage ed il backstage è messo in scena, e mentre sul palco, appena riconoscibile, si accennano i diversi generi teatrali, dall’opulenza dell’opera ai duelli di spada, passando per i freddi intrighi e per le passionali scene d’amore, i tecnici di scena Bob, Bernd e Ivan, tirano a campare dietro le quinte e vivono una vita all’ombra della ribalta. I tre sono infaticabili e sono divisi dal mondo del palcoscenico solo da un misero sipario che li tiene lontani dal proprio sogno. Bernd è sensibile, cagionevole e cerca la sua felicità nella letteratura, una felicità che ritroverà nella ballerina tardiva. Bob desidera essere conosciuto da tutti e questa smania di mostrarsi lo porterà al trionfo ma anche alla distruzione e infine c’è Ivan, capo del backstage, che non vuole mai perdere il controllo sul suo teatro e così facendo, finirà per perder di vista tutto il resto. Le vite di questi tre uomini si intrecciano nei modi più strani con la vita apparente della ribalta. All’improvviso loro stessi sono protagonisti di quel palcoscenico che in fondo equivale al loro piccolo mondo.

“Teatro Delusio” è puro teatro nel teatro più puro. La grande capacità poetica dei Flöz insieme alla nobile tradizione delle maschere, permette, a questo piccolo gioiello teatrale, di farci godere le fulminee trasformazioni dei tre attori in scena che mutano i loro caratteri attraverso l’ausilio delle leggendarie maschere di Familie Flöz in modo così veloce da non farcene quasi rendere conto, trascinandoci in un mondo parallelo per tutto il tempo dello spettacolo.

Una commedia magistrale, un’interpretazione incredibile! La Familie Flöz racconta le sue storie con uno charme e un’ironia tale da incantare il pubblico e farlo ridere numerose volte! Sicuramente mettere in scena un teatro muto, per giunta coperti da maschere che limitano, in un certo qual modo, la respirazione e persino il movimento, è cosa ardua… Familie Flöz assolve totalmente a questo vero trionfo del teatro! Gli applausi ed i consensi sono stati copiosi, come giusto che fosse!

Personalmente li ho trovati fantastici ed anche strabilianti! Li ho apprezzati con un’aria trasognata, molto simile a quella di un fanciullo che si meraviglia e stupisce davanti alla magia di un grande illusionista, o alla scoperta di un enorme baule colmo di giochi mai visti prima!

Bravissimi!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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