“Diamoci del tu”.

La piece di Norm Foster, messa in scena al Teatro Roma dai bravissimi Gaia De Laurentiis e Pietro Longhi, ridona una speranza in più al mondo artistico messo davvero a dura prova. LF ha incontrato i due protagonisti alla Prima.

Pietro Longhi e Gaia De Laurentiis

Una gioia particolare, un’emozione che si rinnova, quasi un dono inaspettato, queste le sensazioni provate dalla sottoscritta nel varcare la soglia del Teatro Roma.

Poter tornare a vedere uno spettacolo recitato dal vivo, – vorrei sottolineare, nella massima sicurezza dato il difficile periodo che stiamo vivendo – mi ha pervasa di commozione pura… L’ho percepito come un piccolo miracolo, un bagliore di luce dopo mesi e mesi di tenebre… perchè se questo Covid ha prostrato tutti, soprattutto il mondo artistico, ha sortito i suoi danni anche su chi, come me, frequenta, da spettatrice, questo luogo fantastico! Mi mancava come l’aria, come l’ossigeno per il cervello! Le luci che illuminano il cartellone esterno, le scale da percorrere che preludono a quella magnifica tenda di velluto rosso che conduce in platea, e poi “lui”, il palcoscenico con il suo odore del legno, la bella e calda scenografia, gli attori… Ogni cosa mi è apparsa nella sua magnificenza… perchè la cultura è importante, è necessaria…! Non è un semplice passatempo! Quindi ringrazio tutti i protagonisti della Prima, non solo gli attori, ma chiunque abbia contribuito a rendere speciale e “nuova” quella serata! Li ringrazio persino delle lacrime, che mi sono scese copiose, inarrestabili, sul finire della rappresentazione…! Sarà stata la speranza in qualcosa di buono, la recitazione dei protagonisti, l’ottimo impianto registico, le parole di Pietro e Gaia, il calore forte del pubblico in sala, gioioso al pari mio … non sò… ma non volevano saperne di fermarsi! Quello che sò per certo è che finalmente ho trascorso due ore leggere di cui avevo immensa nostalgia!!!

Vorrei inoltre ribadire a gran voce che in questo terribile momento, il Teatro è, secondo me, uno dei luoghi più “sicuri” in cui andare! A parte il gel igienizzante ovunque e la misurazione della temperatura, seduta sulla mia poltrona in platea, ero circondata, da entrambi i lati, da plexiglass, con tutte le persone distanziatissime tra loro! Quindi, andiamo a teatro, facciamo continuare a vivere un settore importante con un immenso indotto lavorativo alle spalle, facciamo sopravvivere la cultura!!!

Tornando a monte, Martedì sera, 20 Ottobre, è andata in scena la commedia brillante “Diamoci del tu” con Gaia De Laurentiis e Pietro Longhi per l’eccellente regia di Enrico Maria Lamanna.

Commedia brillante, di Norm Foster, pluripremiato drammaturgo canadese, racconta un rapporto di convivenza di un uomo ed una donna, che vivendo sotto lo stesso tetto non condividono né affetti né intimità.

I protagonisti sono una domestica (Gaia De Laurentiis) ed il suo datore di lavoro (Pietro Longhi) burbero e scontroso, il quale all’improvviso si accorge di lei, e come se scattasse una scintilla che fa recuperare il tempo perduto, dopo un lungo periodo di incomunicabilità, per divenire un rapporto spassoso ed intrigante.

Come un fiore sbocciato al momento giusto, la storia ci offre lo spunto per una commedia deliziosa, che cancella fra i due di colpo la ruggine del tempo. Ed il nuovo, imprevisto e reciproco scoprirsi riscatta sia lui che lei da anni di solitudine, di segreti e di dolori, prendendo una piega brillante e divertente. Lei sa tutto di lui. Lui non sa assolutamente nulla di lei, la considera poco più di uno degli strumenti che utilizza quotidianamente per il suo lavoro d’ufficio.

Così, in una fredda sera di Novembre, i due cominciano a confrontarsi per la prima volta senza la formalità dei ruoli, arrivando presto a rivelazioni sorprendenti, ma anche divertenti e commoventi. Alle volte l’amore, come il paradiso……può attendere, ma al momento opportuno sa sempre come prendere il nostro cuore.

Una commedia brillante, romantica e, mi piace sottolineare, deliziosa, interpretata con garbo e grande piacevolezza. Ho trovato davvero bravi i due protagonisti… Gaia De Laurentiis, dal cipiglio che ricorda un mix tra Mary Poppins, la Signora Rottenmeier ed Elisa Dolittle, si muove sul palco con gran maestria, disinvolta e del tutto naturale. Sembrava di essere invitati proprio in una casa di persone conosciute.

Pietro Longhi sà sempre interpretare pregevolmente i ruoli dell’uomo ferito, segnato dalle vicende della vita, che rendono chiusi ed un tantino burberi, salvo poi, essere un gentiluomo nella vita quotidiana. Un egregio direttore artistico oltretutto!

Ho incontrato i due attori “prima della Prima” direttamente sul palco per raccontarci questa godbilissima commedia dal finale scintillante e per nulla scontato…

Parlateci di questa piece “Diamoci del tu”…

Gaia de Laurentiis: “E’ una commedia molto particolare che sta sempre sul filo. L’autore è Norm Foster, la regia di Enrico Maria Lamanna che ha fatto un grande lavoro con noi sul testo. Enrico è uno che lavora moltissimo a tavolino quando gli attori scalpitano per andare in scena, lui ti inchioda prima al testo. Quando sali sul palco tutto questo lo porti con te, lo noti, lo percepisci… E’ una sorta di storia d’amore particolare, fa ridere a momenti, tenendoti in bilico. Quando la risata scoppia, immediatamente te la tira indietro, perchè ha anche una componente profonda … la stessa cosa accade con la parte drammatica, appena esce la lacrimuccia, ti dà una battuta che ti rimette in sesto, facendoti sorridere per quello che sta accadendo.”

Pietro Longhi: “Io credo che sia una commedia anche molto attuale, vera… Andando avanti nella vita, a chi non è capitato di venire a conoscenza che qualcuno che ci è stato vicino, non proprio intimamente, ma più in una  frequentazione quotidiana, per lavoro o per qualsiasi ragione, in fondo era innamorato/a di te e ti confessa il suo percorso, i pensieri, le aspettative, facendoti rimanere sorpreso, stupito…!?! E’ la cosa che accade quì: questo scritttore famoso non si è accorto di questa governante che stava a fianco a lui da 28 anni e che lui chiamava Signorina Hopstat, non sapendo neppure il suo nome… Una sera, si ferma un attimo a pensare – “ma chi è?” – e quindi viene fuori questa storia.”

I vostri personaggi hanno personalità e caratteri completamente diversi tra loro…

Gaia De Laurentiis: “Sì, lei è buffa, perchè è un misto tra la signorina Rottenmeier, Mary Poppins ed Elisa Dolittle di “My fair Lady”… Mi piace moltissimo perchè è un pochino più grande di me come età, è una zitella, è veramente molto lontana da me! Non è così scontato che ti propongano ruoli diversi dalla tua personalità. Generalmente i miei ruoli sono quelli del personaggio solare, etereo, questo invece è completamente diverso.”

Anche meglio, diventa quasi una sfida con sè stessi, suppongo!

Gaia De Laurentiis: “Sicuramente! Per un attore dover affrontare una cosa apparentemente lontana da sè è estremamente stimolante, perchè vai a camminare su terreni nuovi, e poi, per forza, te ne appropri. Introduci anche quelle che sono le tue caratteristiche, ma le sai collocare nel modo giusto. Sono due personaggi, i nostri, molto caratterizzanti.”

Pietro Longhi: “Inoltre è una commedia anche intima, dove ognuno confessa dei pensieri che non ha confidato a nessuno, perchè in fondo sono due solitudini… lei fa il suo lavoro tutto il giorno da lui poi và a casa, lui, invece, tra divorzi, separazioni, tradimenti, è travolto da tutte queste vicende, ma non ha amicizie, non ha rapporti ai quali confidare i propri pensieri, e questo spettacolo tira fuori dai due personaggi ciò che sono realmente. E’ molto bello, molto forte e, a mio parere, molto molto vero.”

Com’è tornare sul palco in questo momento così difficile?

Pietro Longhi: “E’ stata una grande emozione, dopo otto mesi, incontrare il pubblico, anche se con la mascherina…! Facciamo molta fatica, perchè non siamo abituati a vedere il pubblico distanziato… Il teatro unisce! Noi lavoriamo in un ambiente che mette insieme le persone! La risata in comune, la gioia in comune, quindi un pochino di fatica la facciamo, però è compensata dalla voglia di ripartire che ci consente di essere quì a riprovare quelle emozioni. C’è anche una grande difficoltà economica, si rischia che alla fine di questa pandemia molti teatri chiuderanno definitivamente.”

Gaia De Laurentiis: “E’ anche vero che per definizione il teatro non prevede il contatto, non tra gli attori sul palco almeno, perciò questa situazione non dovrebbe essere di intralcio … la forza del teatro è proprio quella di unire solo attraverso le emozioni, le azioni sono finte… ci si ammazza, ci si insulta, ci si odia, ci si ama ma è tutto per finta, e da queste azioni finte scaturiscono emozioni vere. Questo, in qualche modo ci salva, perchè non è poi molto difforme dal consueto, se non il numero del pubblico e le mascherine… Appena vedi che in sala il pubblico reagisce, ti dimentichi di tutto… scatta qualche cosa! Certo, all’inizio si và in scena un po’ con la morte nel cuore! Mi piacerebbe che chi non è mai stato a teatro o i giovani, che generalmente non lo frequentano, sfruttassero questa occasione: visto che hanno poche possibilità di svago, al momento, ricordo che questa zona è protettissima, i teatri sono assolutamente sicuri. Sarebbe bello se facessero un’esperienza nuova! Questo spettacolo mi ha stupita da questo punto di vista, perchè pensavo fosse più adatto ad un pubblico di una certa età, mentre ho riscontrato, le volte che lo abbiamo messo in scena, che i giovani erano entusiasti, in un modo incredibile … In verità il sentimento non ha età, forse noi li sottovalutiamo un po’ pensando che abbiano bisogno della risata facile… Ma non è così, evidentemente le loro corde più intime ci sono, e vanno toccate. Questo spettacolo lo fà! Quindi faccio questo appello ai ragazzi, sfruttate questo momento per esplorare nuove sensazioni e nuovi luoghi mai frequentati prima!”

Fino a quando sarete in scena al Teatro Roma?

Pietro Longhi: “Fino al 1 Novembre. Poi ci dovrebbe essere una tournèe, Latina, Modena, Velletri…”

Gaia De Laurentiis: “Ovvio, se i teatri hanno il coraggio e la forza economica e il pubblico c’è, la tournèe, cammin facendo, aumenterà le date. Molti teatri vorrebbero aprire ma non lo fanno.”

 

Ufficio stampa:

Antonella Romano

347 6241485    

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TEATRO ROMA 06.78 50 626

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