Diario della grande peste e di piccole pesti – seconda parte.

Con il virus saremo costretti a convivere lungo tempo, Renzi ne trae che dobbiamo pertanto organizzare una ripresa delle attività.

Devo insistere, milioni di volte sarebbe necessario ripetere, non capisco perché non venga considerato quello che dico, non perché considerato come detto da me, ma come argometo fondamentale in questa gravissima situazione in cui siamo complicati e conficcati. Almeno un uomo politico ha capito quel che scrivo da tempo, ripeto: non preso da me, ma per sua convinzione, ed è stato il Senatore Matteo Renzi, il quale ha riproposto i termini con cui io propongo la questione su questo notiziario e su vari giornali, la  sua certezza, di Renzi, e la mia certezza: con il virus saremo costretti a convivere lungo tempo, Renzi ne trae che dobbiamo pertanto organizzare una ripresa delle attività. E’ così, anche se detta in modo semplicistico. Io aggiungo: non c’è la minima probabilità che attraverso la clausura dominiamo il Virus, mettiamo insieme malati asintomatici e sani e contaminiamo tutti, dovremmo isolare i portatori, manifesti e non manifesti, uno per uno, cosa che non facciamo, difficilissimo realizzarlo. Il controllo telefonico dei cittadini, dei loro contatti, della loro posizione, pare abbia dato buoni risultati, allora siamo provati anche da noi, al di sopra del tremore di essere spiati, meglio spiati da vivi  che morire nascosti in casa! Insomma quanti ne devono morire per cessare le suicide quarantene? Milano, Bergamo, Brescia, in quarantena e le persone crepano accrescitivamente! Aspettiamo il fantasma della guarigione e vediamo la realtà della Morte. O l’isolamente è di singoli o, messi insieme, bisognerebbe accertarsi che tutti siano sani, tutti, uno per uno. Sfido che si attui una tale impresa! Il metodo sudcoreano del controllo mediante il telefono dei nostri contatti è funzionale? Lo si provi, lo si provi, in zone circoscritte, ma continuare ad ascoltare se ieri i morti erano dieci, oggi nove, per dire, e trarre tendenze, ragionare a caso sui picchi, fiutare speranze, è desolantemente da incapaci. Si è presa la via storta dell’isolamento e si continua, senza costrutto, con gli isolamenti alla rinfusa. Pensate: isolamento di una famiglia, insieme! Isolamento pubblico, intimità privata! Fantastico. A non dire il coacervo degli ospedali. La clausura ha ben dimostrato che mette insieme persone malate con persone sane, persone che non hanno sintomi ma sono infestanti con persone sane, ripeto. Dovremmo fare un controllo “prima” di consentire la clausura in comune, o avere casa singola, o stanze autonome. Sogni!

La Padania, Emilia Romagna, Lombardia avrebbero miasmi pestiferi? Qualcuno lo sostiene. Ma la Spagna, dove la gente muore incontenibilmente, è pestifera anch’essa, per le fabbriche, i fiumi, paludi, dove? Vediamo. E come mai la Germania ne rimane quasi indenne? Non mi stancherò di ripetere, nell’immediato bisogna orientare le  ricerche sulla protezione dal Virus, una barriera, una maschera eminentemente tutelatrice di bocca, naso, occhi, o qualsiasi strumento vulneratore del Virus. Non è concepibile che la Scienza mondiale del XXI secolo non sappia ostruire l’accesso del Virus nel nostro corpo. Stiamo volgendoci a soluzioni sbagliate, o dannose, o vane. Occorre un aggeggio difensivo e torniamo a lavorare e soprattutto a vivere! Presto, vi è uno strapiombo sociale ed esistenziale da finimondo. Non reggeremo. La classe politica odierna è da scartare, non centra lo scopo essenziale: la “difesa” dal morbo non l’eliminazione del morbo, fantastico progetto da chi vive di fantasie, appunto. Difenderci, e convivere!

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