Diletta Riccelli: “Il mio è uno stile divertente, elegante e senza tempo”.

LF ha incontrato la giovane stilista, in occasione della sua sfilata, tenutasi in un elegante Casale presso Civita Castellana (VT).

Abiti svolazzanti, pizzi, tessuti colorati, sbarazzini ed eleganti al contempo, femminili…questo lo stile di Diletta Riccelli.

Diletta è nata a Civita Castellana nel 1995 e non aveva neppure compiuto cinque anni di età, quando cominciò ad approcciarsi alla moda, disegnando bozzetti di vestitini per bambole, servendosi delle stoffe trovate nel cestino della merceria della nonna. La sua grande passione è scaturita in modo sempre più dirompente, da farle sentire il bisogno di esprimersi in questo settore da lei tanto adorato, quello della moda. Diletta realizza personalmente ogni sua creazione, dalla scelta dei tessuti, alla modellistica, alla confezione sia degli abiti sia degli accessori. Il suo è un modo per esprimere i vari stati d’animo che la contraddistinguono, siano essi di gioia, euforia che quelli sottotono…perchè è anche dalla maniera di presentarsi che si manifesta la propria personalità, il sentire, il vivere…Diletta trasmette tutto questo con i suoi magnifici abiti, per i quali predilige tessuti “naturali”, pizzi Sangallo e ricamati stile indiano…Infondono intensità, gioia, voglia di vivere e tutta la giovinezza che caratterizzano Diletta Riccelli, facendone una stilista promettente e capace per un futuro di spicco nell’alta moda!

Diletta Riccelli…come nasci artisticamente parlando?

“Allora artisticamente parlando non c’è una data precisa che fissa il mio inizio…diciamo che mi sono innamorata del mio lavoro tante piccole volte…ogni volta che vedevo una sarta lavorare, un abito che mi attirava o semplicemente qualcosa che mi ispirava.”

Cos’è per te la moda?

“Per me la moda è la capacità di esprimere il proprio essere anche nelle giornate in cui vorremmo nasconderci… è tutto, è l’insieme di tutti i miei sacrifici ed è l’entusiasmo che mi spinge ad alzarmi ogni mattina e a provare il miracolo di vivere di ciò.”

Il tuo stilista preferito?

“Il mio stilista preferito è Stephane Rolland… stilista francese poco noto ma genio della modellistica.”

La tua prima idea di abito risale ai tempi delle scuole superiori…

“Sì, il mio primo abito cucito risale alle superiori…una gonna con 6 metri di piume cucite a mano…quello disegnato, invece, credo alle medie, perché è in quel periodo che forse ho preso coscienza realmente e seriamente che volevo intraprendere questa carriera per la vita.”

Quando hai iniziato a partecipare alle sfilate come stilista?

“Sono stata fortunatissima perchè la prima sfilata a cui ho partecipato è stata durante la prestigiosissima rassegna dell’alta moda romana (Altaroma). Lo ricordo ovviamente come una delle giornate più belle della mia vita.”

Realizzi abiti che fondono femminilità e stravaganza, raffinatezza e modernità…

“I miei abiti spero siano eleganti ma sbarazzini… li immagino su una donna che non ha paura di osare ma che è consapevole sempre del limite che intercorre tra il buon gusto e il cattivo gusto…per chi non ha voglia di nascondersi e comunque mostra le proprio forme, qualunque esse siano, senza vergogna.”

Quali tessuti prediligi per i tuoi abiti?

“Per gli abiti della collezione nuova ho utilizzato pizzi, stoffe ricamate indiane, cotone tipo pizzo Sangallo e morbide viscose… sicuramente saltano all’occhio i colori…oro e verde di diverse tonalità, dal verde acqua al verde smeraldo.”

Parlaci della sfilata appena conclusasi a Civita Castellana…

“La sfilata a Civita si è svolta al Casale da Sandra, location con piscina, appena fuori il paese… è stato tutto interamente organizzato da me perché era da tempo che desideravo presentare la mia linea davanti ad un pubblico tutto mio…peccato la pioggia abbia impedito alle modelle di sfilare, ma è stato comunque tutto bellissimo perché sono corsi tutti nel backstage a guardare gli abiti da vicino.”

Progetti?

“Il progetto più ambizioso è sicuramente diplomarmi in accademia e laurearmi all’Università visto che sto frequentando entrambe…ma soprattutto continuare con lo stesso spirito con cui sto affrontando la mia carriera, con determinazione e voglia di superarmi sempre e comunque.”

Ce ne saranno di vacanze?

“Fortunatamente si…mentre ti scrivo preparo la valigia… sicuramente anche in vacanza avrò l’ispirazione quindi porterò sempre con me il taccuino per annotare le idee.”

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