Donne di spicco: Irene Brin, giornalista ed oltre.

Si chiamava Maria Vittoria Rossi ma nessuno seppe portare bene come lei lo pseudonimo Irene Brin: serio nel nome greco, spiritoso nel breve cognome dal suono musicale. Fra i suoi tanti pseudonimi (Marlene, Mariù, Oriane, Geraldine Tron, Maria del Corso, Contessa Clara, Madame d'O), questo - trovatole da Leo Longanesi quando l'invitò a scrivere per "Omnibus" nel 1937 - divenne tutt'uno con lei perché più di tutti rispecchia la persona e il particolare tipo di giornalismo che lei incarnò: colto, brillante, leggero, talvolta caustico, mai superficiale, mai nemmeno sfiorato da un'ombra di volgarità. O di supponenza. O di intellettualismo a buon mercato.

Irene Brin nella sua abitazione- Roma,1951

Figura iconica e cosmopolita, articolista d’avanguardia, stylist e prima donna in Italia a ricoprire il ruolo di giornalista di costume è Maria Vittoria Rossi Del Corso, in arte Irene Brin. Disquisire sulla figura, quasi mitologica, di Irene Brin è alquanto complesso, non si parla solamente di una giornalista, ma di una donna che ha sovvertito le regole della stampa riguardante la moda.

Immaginate una bella giornata a Park Avenue, Irene abbigliata da una meravigliosa creazione di Fabiani, viene fermata da una donna che si complimenta con lei per l’eleganza e lo charme, ignara del mestiere della Brin. In questo preciso istante nasce la storica collaborazione tra la giornalista e il celebre rotocalco Harper’s Bazaar, di cui la donna sovraccitata era la direttrice. Presumibilmente, se in America la moda Made in Italy è ancora oggi così apprezzata lo dobbiamo a lei, che ha sin da subito, attraverso una serie di articoli, pubblicizzato l’avvenieristica couture italiana lontana da quella francese, vanagloriosa.

E’ nel 1951 che, però, vediamo l’atto decisivo di questa fortunata mossa commerciale e pubblicitaria. Una delle organizzatrici della celebre sfilata nella dimora del marchese Giovanni Battista Giorgini, è proprio Irene Brin, che attraverso i suoi contatti, invitò moltissimi buyer americani. E’ difficoltoso immaginare una figura così moderna all’interno di un sistema, nel 1951, ancora molto arcaico rispetto ai mercati internazionali. Pioniera di moltissime attività, tra cui la delineazione della figura della stylist, chi prepara i set fotografici e ne decide stile e linea, mediando con i fotografi.

In un periodo in cui si discute di femminismo, trovo che le donne che vadano ricordate siano queste. Siano queste, per le migliorie apportate nel mondo del giornalismo, come nel caso di Irene Brin, che parlava fluentemente cinque lingue, viaggiava molto ed era una grande appassionata d’arte.

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