Donne Perse(phone) – Voci di donne contro la violenza sulle donne

La Comunità Ellenica di Roma e Lazio e l'associazione Music Theatre International, sono i promotori del progetto Donne Perse(phone), testo teatrale di Annalisa Venditti, che è stato presentato al pubblico, in anteprima nazionale, ieri sera, 30 Giugno 2016, alla Casa Internazione delle Donne.

Insieme agli altri dei dell’Olimpo vivevano la dea Demetra e la sua amata figlia Persefone. Un giorno, mentre raccoglieva dei fiori, Persefone fu rapita da Ade, dio degli Inferi, innamorato di lei. Demetra corse per tutto il mondo alla ricerca della figlia, per poi scoprire di essere stata tradita dai suoi stessi simili. Così si vendicò e gettò una grave carestia su tutta la terra. Zeus, costretto a cedere alle suppliche dei mortali e degli stessi dei, ordinò ad Ade di rendere Persefone alla madre. Ade la fece tornare subito, ma con un inganno nascosto…

La terrà ritornò fertile, ma ogni anno per sei mesi Persefone sarebbe dovuta rimanere nel regno dei morti, e così Demetra decise che nel mondo sarebbe calato il freddo e la natura si sarebbe addormentata, dando origine all’autunno e all’inverno, mentre nei restanti sei mesi, in cui Persefone sarebbe ritornata alla luce, la terra sarebbe rifiorita, dando origine alla primavera e all’estate. Fin quì il mito e neanche troppo drammatico. Ma la realtà è ben altra cosa!

Tredici donne in scena, non professioniste, tranne una, hanno rappresentato, ieri sera, in un piacevolissimo chiostro all’aperto, all’interno della Casa delle Donne, “Donne Perse(phone)”, dramma che, rifacendosi al mito di Persefone, ha posto in evidenza quattro storie dei nostri giorni, di donne abusate ed uccise da un marito, un compagno o un fidanzato. In un ipotetico giorno…similmente a Persefone, le figlie tornano per raccontare alle madri, gli ultimi istanti delle loro vite stroncate. Un rapporto, quello con la madre, che resta indissolubile, in un certo qual modo. E’ la voce delle vittime…il loro accorato dolore per quella giovane vita che non posseggono più! Un doloroso quanto drammatico urlo…che riecheggia a manifestare un destino fatale! Riallacciandosi alla mitologia greca, queste donne, usano un lingaggio arcaico, rendendo l’intero spettacolo ancor più intenso, drammatico, colmo di pathos! L’antico si mescola con il moderno e tutti i suoi drammi, fatti di cronaca nera che, tristemente conosciamo, andandosi ad infrangere contro l’ineluttabilità del destino. Ma nella realtà, ahimè, non si torna indietro!

Le quattro attrici, hanno saputo esprimere con magnificenza le loro singole storie, fatte di dolore, lacrime e sofferenza! Sembra quasi incredibile come, chi diceva di amarti, possa arrivare a questi estremi di “lucida” violenza! Alla fine del proprio racconto, a ciascuna protagonista è stata posta sul volto una maschera…perchè in fondo, tutte accomunate dal medesimo destino, tutte “uguali” davanti a tanta atroce sofferenza, davanti ai loro carnefici, veri e propri mostri…senza più un volto od un’espressione, perchè a loro è stato anche tolto il diritto di esprimersi! Come fossero giocattoli…che si “usano” e poi si gettano via quando vengono a noia!

Le tredici protagoniste, sotto la sapiente regia di Paola Sarcina, hanno costruito uno spettacolo frutto di un percorso di formazione e condivisione, tra emozioni dell’anima, del cuore e dell’intelletto! Anche i cori, emozionali, hanno fatto da sottofondo al crudele destino di queste donne! A conclusione, un “mix radiofonico” di brani e notizie dei Tg di cronaca dell’epoca ha fatto calare il sipario delle nostre anime!

Bravissime tutte!

Interpreti.

La fanciulla del lago – Melania Straffi

La sposa Bambina – Erika Sharon Biancone

La madre incinta – Raffaela Rusciano

Stella che illumini i vicoli – Diana Forlani

Persephone – Patrizia Scermino

Demetra – Marisa Giampietro   Maria Grazia Teodori

Coro: Anna Cucciari, Maria Luisa Magnarelli, Laura Muzzupappa, Ada Seguino, Anna Silvestri, Letizia Staccioli

con la partecipazione dell’attore Andreas Plithakis

Regia Paola Sarcina

 

Un ringraziamento personale ad Anna Silvestri.

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