Dottor Jacopo Angelastro, l’approccio delicato con il paziente fà la differenza.

Una relazione medico paziente empatica non solo rende meno gravosa la malattia ma rappresenta una vera forma ausiliaria di cura.

Incontro lo Psicologo Psicoterapeuta e Terapeuta EMDR, Dottor Jacopo Angelastro perché da tempo ho potuto verificare le sue capacità professionali e la grande empatia che instaura con chi gli chiede aiuto. Lui, noto Professionista, con studio a Roma, ci tiene ad un approccio più delicato e non medico con chi fa i conti con la propria sofferenza.

Dottor Angelastro, so che lei si occupa dei diversi tipi di sofferenza delle persone. Quali sono gli argomenti che si trova ad affrontare più spesso?

“Ansia ed attacchi di panico, ma potrei parlarne per ore, tanto sono, queste tematiche, attuali ed ampie.”

Dottore, esiste una casistica? Ovvero soffrono di attacchi di panico più le donne o gli uomini?

“Innanzitutto, vorrei precisare che ne soffre un gran numero di persone ma le donne ne soffrono di gran lunga di più.”

Questo mi preoccupa, mi chiedo il motivo per cui siano più le donne a soffrire di attacchi di panico.

“Mah, alcuni sostengono che il tipo di educazione che ricevono le donne le porti ad essere più aperte al versante emotivo ed é anche un fatto negativo.”

Dottore, mi lasci a questo punto chiedere se anche gli uomini soffrono oppure sono immuni dalla emotività.

“Gli uomini soffrono ugualmente, ma lo stereotipo non lo consente, come se l’uomo non fosse abilitato a soffrire.”

Mi viene la battuta secondo la quale l’uomo non deve chiedere mai e non deve, di conseguenza, soffrire mai, é così?

“Esattamente. É una mentalità ben radicata, ne sono convintissimo. Gli uomini raramente si presentano in terapia, eppure ne avrebbero un gran bisogno. Freud aveva come pazienti soprattutto donne.”

Ho potuto notare che lei ha una grande capacità di ascolto. Quanto conta saper ascoltare prima ancora di aiutare qualcuno?

“Moltissimo, é il punto di partenza di ogni terapia, la persona si sente accolta nelle proprie problematiche. Nelle grandi città non si ha tempo però per ascoltare, esiste la cultura del fast food.”

Parliamo dell’ ansia?

“Innanzitutto differenziamo l’ ansia dalla paura. La paura é una risposta di tipo emotivo, si teme un evento minaccioso. Una donna malmenata, tanto per fare un esempio, ha paura che il suo compagno ripeta una condotta violenta. Mentre l’ ansia é una paura senza oggetto. Con l’ ansia, anticipo una potenziale minaccia.”

Allora, ci faccia anche un solo esempio di stato ansioso.

“Svegliarsi nel cuore della notte, avere tachicardia, fame d’ aria e non saperne il motivo. Queste non sono problematiche fisiche ma problematiche di natura psicologica. Del resto, molti disturbi d’ ansia nascono in età infantile e, se non trattati, si ingigantiscono.”

Sento talvolta qualche persona dire: ” Sono emotiva, vorrei essere diversa, vorrei essere un’ altra! Perché accade questo?

“Perché le persone si sentono sempre giudicate. É sbagliato sentirsi sempre sotto i riflettori. Non siamo tanto sicuri di noi stessi da dire che andiamo bene così. Ma non possiamo plasmarci sulla base di quello che vogliono gli altri. L’ individuo in genere ha la tendenza a sentirsi giudicato e quindi tenta di modellarsi per adattarsi al modello richiesto, non esiste nulla di più sbagliato.”

Dottore, il narcisista é colui che appare sempre sicuro di sé, allora come vive?

“I narcisisti sono coloro che potenzialmente soffrono più di tutti. Alla prima occasione, intendo alla prima frustrazione, il narcisista crolla. Anche solo una ragazza che lo lascia butta giù la sua convinzione e crolla il mondo per lui.”

L’ansia é sempre negativa?

“Sicuramente esiste anche l’ aspetto positivo. Preoccuparsi delle soluzioni ai problemi, ad esempio, porta a partorire la soluzione, non é un’ ansia negativa.”

Esiste un solo tipo di ansia?

“Esiste l’ ansia primaria e l’ ansia segnale. La seconda mette in guardia la persona da una situazione pericolosa ed é un’ ansia positiva perché offre la possibilità di reagire.”

Ci dica ora qualcosa sugli attacchi di panico.

“Gli attacchi di panico afferiscono alla parte negativa dell’ ansia, gli attacchi durano qualche minuto ma é talmente tanta l’ angoscia che la persona ne soffre prima e dopo l’ attacco stesso.”

Al suo studio, che tipo di disagio lamentato le persone?

“Ansia ed attacchi di panico sono le patologie più diffuse. Si rivolgono a me per fare psicoterapia. Ovviamente si rivolgono anche persone che hanno disturbi dell’ alimentazione.”

Le sono mai capitate coppie?

“Saprei occuparmene senza problemi. Ma mi capitano soprattutto persone con problemi di ansia ed attacchi di panico, come già ho risposto alla domanda precedente. Ma capitano anche molte persone che hanno subito violenza.”

A questo punto, dottore, le chiedo se le persone violente sono più gli uomini o le donne.

“Mi capitano molte donne vittime. Ma, spero di non rendermi impopolare, sono una persona obiettiva e vera e dico che ogni violenza é ignobile. Precisando che l’ uomo usa la violenza fisica mentre la donna fa largo uso di violenza psicologica di ogni tipo. La donna sa come distruggere un uomo, un collega, una rivale, ecc. Cambiano le modalità ma le donne sanno essere molto violente.”

Dottore, con lei, ci sarebbe da fare una intervista con un milione di domande per quanto ha da dire, ma vorrei che dicesse a tutti noi se si può uscire dagli attacchi di panico.

“Sicuramente non potrei rispondere ad un milione di domande, altrimenti trascurerei la mia professione, ma sono disponibile a tutte le interviste che lei vorrà per spiegare come vivere meglio e quando rivolgersi allo Psicoterapeuta. Rispondo ora alla sua domanda, dicendo che é la “relazione che cura”. Già il fatto di affrontare certe problematiche con lo psicoterapeuta, mette la persona in condizione di uscirne, perché se ne esce. Chi soffre, se lo fa da solo senza chiedere aiuto si sente una persona isolata. L’inizio della terapia é, lo ripeto, “la relazione che cura”. Ovviamente poi serve anche una certa empatia.”

Pur dandoci appuntamento alla prossima intervista, ci lasci con un pensiero.

“Ogni persona che vive un disagio, dovrebbe dire: “Io non sono i miei sintomi, io ho un disagio!” Riconoscerlo é il primo passo per affrontarlo e risolverlo!”

Scrivi un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*