DUE O TRE COSE CHE PENSO DI LORO.

Proviamo a fare una distinzione tra chi è realmente vittima perché impossibilitata a scegliere (per motivi di vera indigenza) e chi vittima non è, perché non tutte hanno la stessa storia, famiglia, trascorsi, possibilità economiche.

This combination photo shows actresses, top row from left, Gwyneth Paltrow, Rosanna Arquette, Mira Sorvino and bottom row from left, Rose McGowan, Angelina Jolie Pitt, Asia Argento and Ashley Judd, who are among the many women who have spoken out against Harvey Weinstein in on-the-record reports that detailed claims of sexual abuse. (AP Photo/File)

D’accordo, per chiarire la questione: c’è un produttore, che suino è fargli un complimento, che ha abusato per anni della sua posizione dominante e di un certo numero di giovani, belle e promettenti attrici che altrimenti (pare) non avrebbero lavorato mai più (vabbé). E dopo un certo numero di anni il vaso di Pandora esplode e si svelano gli altarini grazie ai coming out delle starlette che nel frattempo sono diventate delle signore osannate e pluripremiate (almeno alcune). E come al solito ecco l’indignato stupore e lacerazioni di vesti da un lato (‘sto porco!) e pesanti insulti contro le attrici e risatine sarcastiche (‘però ce so’ state’) dall’altro.

Piccola riflessione: in tutto il pianeta, a tutte le ore del giorno, per tutto l’anno e in tutti gli ambienti di lavoro avvengono episodi più o meno analoghi, specie quando si tratta di carne giovane e appetibile. Parlo anche di semplici strizzatine d’occhio o battute pesantucce sull’abbigliamento e parti anatomiche di colleghe o collaboratrici, fino ad arrivare a palpate di sedere e proposte esplicite. C’è omertà generale sull’argomento perché se parli rischi la pagnotta perciò la cosa è generalmente tollerata da ambo i sessi. Nell’azienda dove ho lavorato per anni, per esempio, fatti del genere erano all’ordine del giorno e non ricordo levate di scudi o denunce per molestie. Veramente sì, ce n’è stata una ma si è subito risolta con una richiesta di risarcimento (da parte della molestata) a quattro zeri, somma immediatamente pagata e tutto è rientrato con estrema soddisfazione da entrambe le parti.

Nel film ‘Ricordati di me’ Gabriele Muccino aveva dipinto il personaggio della ragazzina di belle speranze in maniera cruda e intollerabile, ma quanto ci aveva preso? Ricordo personalmente i casting di ‘hostess’ per eventi aziendali, fanciulle in fiore che puntavano i miei colleghi maschi distribuendo caldi sorrisi, numeri di cellulari, risatine ‘fuori copione’ e vaghe promesse di aperitivi extra orario.

Questo è se vi pare, un mondo corrotto, domanda e offerta. E abisso culturale dove la mercificazione del corpo delle donne è stato da un bel po’ di tempo sdoganato bellamente in nome di una non meglio identificata ‘libertà di espressione’ proprio da una gran parte delle donne stesse. Ricordate le olgettine, tanto per fare un esempio?

D’accordo, il porco è quello che vuole abusare di te promettendoti una brillante carriera nel mondo dello spettacolo, ma anche in qualsiasi altro ambito professionale. Una condanna senza mezzi termini, questo è fuori discussione. Ma chi sceglie (perché in questo caso di SCELTA si tratta) di  darsi in pasto al porco in questione per far carriera o per ottenere quella parte in quel film, come la chiamiamo? E se poi continua a starci per anni con il maiale, cosa dobbiamo pensare? La riteniamo ancora vittima? E’ perché sono donne che ci solleviamo indignati sbandierando come al solito una solidarietà di genere? Proviamo a fare una distinzione tra chi è realmente vittima perché impossibilitata a scegliere (per motivi di vera indigenza) e chi vittima non è, perché non tutte hanno la stessa storia, famiglia, trascorsi, possibilità economiche. Insomma una piccola differenza c’è tra la situazione di una donna delle pulizie e quella di un’attrice, o no?

Perdonatemi se non riesco ad accomunare nel medesimo sdegno una sposa bambina yemenita stuprata, una commessa moldava, madre single, ricattata dal principale e un’attrice di Hollywood, premio Oscar molestata dal produttore di turno. Un po’ di onestà intellettuale e meno ipocrisia per favore.

1 Commento su DUE O TRE COSE CHE PENSO DI LORO.

  1. Hai detto tutto senza giri di parole. Mi piacerebbe che le interessate e gli interessati…perchè ci sono anche uomini venduti….leggessero le tue parole.

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