Duilio Cambellotti a Villa Torlonia.

E’ in corso a Roma, nei prestigiosi Musei di Villa Torlonia, una mostra monografica di Duilio Cambellotti, artista eclettico ed estremamente versatile che operò nella prima metà del Novecento impegnandosi come illustratore, orafo, ceramista, scenografo teatrale e cinematografico, fotografo e, infine, scultore originalissimo, vero antagonista del coevo ed acclamato dinamismo plastico boccioniano.

Nato a Roma nel 1876, Cambellotti, dopo un proficuo apprendistato presso il laboratorio del padre intagliatore del legno e presso un fabbro dove apprese le tecniche di lavorazione dei metalli, frequentò il Museo Artistico Industriale dove scoprì le emergenti funzioni dell’artista nel campo delle arti decorative, delle varie tecniche grafiche e della progettazione di manifesti.

Pur rimanendo fedele allo spirito del suo tempo, in cui prevaleva una figuratività di stampo classico, Cambellotti lo reinterpreta creando un universo di immagini assolutamente originali e stilisticamente molto personali e riconoscibili.

Nel primo decennio del secolo si cimenta in diversi settori professionali facendosi portavoce di messaggi etico-estetici che ne fanno un artista-artigiano in grado di raggiungere un vasto pubblico, avvicinandosi in tal modo quasi ad una forma di socialismo rivoluzionario per la sua vicinanza ai temi del lavoro operaio.

Nello stesso tempo, però, collabora a riviste che trattano argomenti di attualità pratica come “Novissima” e illustra libri di diffusa lettura come “I Castelli Romani” di E. De Fonseca, “L’impietrito”, novella toscana popolare, “La Nave” di G. D’Annunzio e “Le mille e una notte”, di cui cura la copertina in seta e 20 illustrazioni.

La sua versatilità lo porta anche a promuovere un movimento che precorre il razionalismo nell’arredamento e nell’architettura collaborando alla rivista “La casa” e partecipa alla mostra delle Scuole dell’Agro Romano progettando la “Grande Capanna artistica” dopo aver visitato di persona e per lungo tempo i luoghi paludosi e pressochè deserti che allora caratterizzavano la campagna a sud di Roma di cui scattò numerose fotografie decisamente suggestive.

Nel 1912 Cambellotti partecipa alla prima “Mostra della vetrata artistica” in cui propone, insieme a Bottazzi, Grassi e Picchiarini, vetrate non dipinte, come era d’uso fin ad allora, ma realizzate con tasselli di vetri colorati e piombati secondo una tecnica ancora oggi utilizzata; è evidente in questi lavori l’influenza del primo Liberty inglese e della stilizzazione propria dello Jugendstil della Secessione Viennese, influenza che poi si attenua nel tempo fino a raggiungere una personale interpretazione come, ad esempio, nelle vetrate realizzate in onore di San Francesco Patrono d’Italia.

Pur nella difficoltà insita nel presentare una compiuta visione dell’ampio spettro degli interessi artistici di Cambellotti, la mostra di Palazzo Torlonia riesce, dunque, a presentare adeguatamente le due direzioni operative dell’artista: da una parte quello di ideatore di arredi e decorazioni per le abitazioni private e, dall’altra, la dimensione pubblica che si esplica attraverso la grande scultura e la pittura monumentale di palazzi pubblici in tutta Italia, da Latina fino al Palazzo dell’Acquedotto di Bari.

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