Elena Magnani: “Come il cielo di Belfast”.

..." una storia in cui si ride, si piange, ci si arrabbia, si ha paura, ci si innamora e soprattutto si spera in una vita migliore."

Leggendo “Come il cielo di Belfast” si ha la straordinaria sensazione di “viaggiare” trasportati da ogni pagina che si volta, in un turbine di emozioni, sentimenti variegati…anche drammi, paure e speranze! Questo romanzo è l’Irlanda! Elena Magnani, genovese, documentatasi egregiamente per la stesura di questo libro, sembra conoscere perfettamente ogni angolo nascosto, ogni casa, ogni paesaggio di una terra verdeggiante, martoriata per anni da guerre che definirle di religione, forse è stato riduttivo! Dietro la “facciata” c’è stato ben altro: interessi politici, economici e di potere.

“Come il cielo di Belfast” è ambientato nei giorni decisivi per la soluzione del conflitto nord irlandese. La storia si svolge su due binari paralleli, da una parte c’è Gaia, una ragazza italiana che parte per Belfast nel tentativo di salvare il suo migliore amico da un matrimonio affrettato; dall’altra Martin, un ragazzo protestante che vedrà infrangersi il suo mondo e mettere a dura prova la sua amicizia con un uomo cattolico. Le vicende si srotolano sulle due strade che per anni hanno visto il conflitto partire in sordina e poi divampare nel suo odio settario più drammatico. The Falls, la via cattolica e The Shankill, quella protestante, fanno da sfondo agli avvenimenti dei due protagonisti, per toccarsi e intersecarsi involontariamente, perchè a Belfast nessuno è innocente, nessuno è al di sopra delle parti. L’intero romanzo è incentrato sull’intenso dualismo tra ciò che è giusto e ciò che non lo è, sete di vendetta e ricerca di una tregua, vita e morte, difesa delle proprie origini e pacifica convivenza con “gli invasori.” Da che parte sceglieranno di schierarsi i protagonisti, sarà il fato a deciderlo.

Ma non vogliamo svelarvi molto altro riguardo al romanzo! L’intento è quello di indurvi a leggerlo! Lo stile raffinato e “vivo” della Magnani, rendono accattivante e colmo di sentimenti questo libro che sta già ottenendo grandi consensi!

“Elena Magnani, ci racconti di questa sua arte dello scrivere?”

“Ho sempre inventato storie, i classici sogni ad occhi aperti che facciamo tutti. Forse i miei più complessi e ricchi di dettagli. Molti, crescendo, li ho lasciati andare e dimenticati, altri li ho tenuti con me mettendoli su carta. Ho sempre tanti personaggi, tante situazioni che prendono vita nella mia fantasia. Alcuni li ritengo buoni da poterli raccontare in un romanzo, altri sono solo miei. Scrivere è il mezzo per fermare un momento, un pensiero e con la pubblicazione mettere a disposizione di altri ciò che mi ha emozionato.”

“Come il cielo di Belfast” il suo ultimo libro…continua lotta tra protestanti e cattolici…”

“Anni fa lessi quasi per caso il diario di Bobby Sands e mi incuriosii di quel particolare periodo storico. Avevo bisogno di capire perchè. Lo chiamano conflitto nord irlandese ma è stata una vera guerra fuori dalla nostra porta di casa. Che si trattasse di una lotta tra protestanti e cattolici lo ritengo riduttivo, in campo c’erano interessi economici, politica e potere. Decisi di dare voce a chi non ne aveva avuto la possibilità. I media diedero di quegli eventi notizie non sempre chiare e realistiche. Così scrissi “Come il cielo di Belfast”.

“Lei fa delle descrizioni incredibili dell’Irlanda….”

“Non ho mai visto l’Irlanda. Non sono mai stata a Belfast. Un giorno forse ne avrò la possibilità e camminerò per le vie dei Troubles e mi fermerò sia a Falls che a Shankill. Le mie descrizioni sono frutto di approfondite ricerche. Non ho voluto lasciare niente al caso, mi piaceva l’idea di sentirmi in Irlanda, e attraverso le mie parole far sentire anche il lettore lì accanto a me.”

“Cos’è “giusto” per lei?”

“Credo nel bene, ma non posso garantire che nelle medesime situazioni, se mi fossi trovata a Belfast, non avrei reagito ai soprusi. Si protegge sempre la propria casa e i propri cari, è inevitabile. Giusto per me sarebbe un mondo in cui non aver paura di altri esseri umani.”

“Crede che queste “guerre” tra religioni che si palesano sempre più drammaticamente potrebbero essere contrastate e come?”

“Come per il conflitto nord irlandese, penso che dietro alle guerre di religione ci sia altro. La religione è in tutte le dottrine, amore per il prossimo, ciò che esula da questo non è religione ma fanatismo, speculazione. Combattere l’ignoranza nei popoli potrebbe essere una soluzione. Insegnare alle nuove generazioni la gratitudine e il rispetto sarebbe già un bel passo avanti per l’intera umanità.”

“Sta scrivendo qualche nuovo romanzo?”

“Sì, in effetti ne sto scrivendo due, uno ambientato ai giorni nostri, una storia molto attuale, complessa e di un certo spessore emotivo. L’altra ambientata durante la seconda guerra mondiale, un racconto appassionante e struggente.”

“Lei cosa ama leggere?”

“Leggo un po’ di tutto. Non riesco a soffermarmi su un genere perchè dopo un paio di libri simili mi annoio. Il mio libro preferito resta comunque “Novecento” di Baricco. Ora sto leggendo “Come fossi solo” di Marco Magini e lo trovo molto coinvolgente. In questi due anni, da quando ho pubblicato il mio primo libro, ho iniziato a leggere romanzi di esordienti di piccole case editrici e non mi hanno quasi mai deluso, è un mondo da scoprire.”

“Concludendo?”

“Il mio ultimo romanzo “Come il cielo di Belfast”, mi sta dando grandi soddisfazioni. È una storia in cui si ride, si piange, ci si arrabbia, si ha paura, ci si innamora e soprattutto si spera in una vita migliore. Ho continue manifestazioni dell’apprezzamento dei lettori e questo mi rende davvero felice. Grazie per questa intervista, una splendida opportunità.”

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